Cerca

Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:16

Torrente a caccia di perché «Siamo mancati nel ritmo»

BARI - Vincenzo Torrente ha un’espressione che sembra quasi voler dire «me l’aspettavo». Se non la sconfitta, le difficoltà. «Sapevo che l’atteggiamento del Novara sarebbe stato questo - spiega in avvio di conferenza stampa il tecnico biancorosso - e cioè che avremmo affrontato una squadra chiusa a doppia mandata con le linee molto vicine tra loro. Tant’è che ai ragazzi avevo chiesto pazienza. Il gol sarebbe arrivato provando a velocizare l’azione e sfruttando gli uno contro uno, il punto debole del Novara. Invece quella punizione ha cambiato la partita. E’ vero, nel primo tempo abbiamo costruito pochissimo ma nemmeno rischiato qualcosa»
Torrente a caccia di perché «Siamo mancati nel ritmo»
BARI - Vincenzo Torrente ha un’espressione che sembra quasi voler dire «me l’aspettavo». Se non la sconfitta, le difficoltà. «Sapevo che l’atteggiamento del Novara sarebbe stato questo - spiega in avvio di conferenza stampa il tecnico biancorosso - e cioè che avremmo affrontato una squadra chiusa a doppia mandata con le linee molto vicine tra loro. Tant’è che ai ragazzi avevo chiesto pazienza. Il gol sarebbe arrivato provando a velocizare l’azione e sfruttando gli uno contro uno, il punto debole del Novara. Invece quella punizione ha cambiato la partita. E’ vero, nel primo tempo abbiamo costruito pochissimo ma nemmeno rischiato qualcosa». 

«L’uno-due è stato decisivo - aggiunge Torrente - anche se, poi, la squadra ha avuto una bella reazione riaprendo la partita e creando le basi per la definitiva rimonta. Poi abbiamo commesso l’ennesimo errore in occasione del rigore e la partita, in pratica, è finita lì. Paghiamo ancora, e a caro prezzo, errori individuali. È ovvio che a questo punto dovrò cambiare qualcosa. Non mi era mai capitato di subìre nove gol in tre partite, i segnali sono chiari. Quello che fa rabbia, semmai, è averli subìti senza che il nostro portiere abbia dovuto compiere una parata. Forse è ancora peggio così». 

«È evidente, poi, che stavolta la squadra sia stata poco brillante e poco reattiva - dice ancora il mister biancorosso - e questo ha ingigantito le difficoltà di ritrovarsi di fronte un avversario chiuso a riccio. Ho cercato di fare qualcosa per smuovere le acque inserendo prima il ragazzino, Partipilo, e poi Defendi, visto che Ristovski stava spingendo poco. Ma, ripeto, l’1-3 ha chiuso la partita. A quel punto la squadra ha perso fiducia e non abbiamo più costruito azioni interessanti». 

All’orizzonte la delicatissima trasfeta di Cesena (domenica alle 12,30) e il rientro di De Falco. «A Cesena ci aspetta una battaglia e saremo prontissimi ad affrontarla - conclude Torrente - mentre per quel che riguarda De Falco lo aspettiamo a braccia aperte. Ci porterà qualità ed esperienza nella gestione dei momenti difficili di una partita. Certo, andrà inserito gradualmente visto che non gioca da sei mesi e non ha certo il ritmo partita». [ant.raim.]

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione