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Domenica 24 Settembre 2017 | 12:21

Lecce, ecco la ricetta Pià «Occorre calma e unità»

di Massimo Barbano
SQUINZANO - Una crisi nell’ambito di una stagione bisogna aspettarsela. Ce l’hanno anche le grandi squadre. E Inacio Pià ricorda la trionfale stagione del Napoli in Lega pro nel 2005-2006. «Andammo come un treno nelle prime dieci partite, un po’ come il Lecce di quest’anno», dice, «poi perdemmo tre o quattro trasferte di fila. Sembrava un dramma, anche perchè perdemmo anche un derby con la Juve Stabia, ci fu contestazione, andammo per un mese in ritiro, poi alla fine però, abbiamo vinto il campionato. Adesso stiamo attraversando questa fase, dico meglio adesso, anche perchè questa crisi non ci ha fatto perdere il primo posto. Nell’arco di una stagione un calo ci può essere. Dobbiamo alzare la testa e soprattutto stare compatti con la società, con l’ambiente, fra di noi. Questo è l’unico modo per venirne fuori. Un momento di flessione capita a tutti»
Lecce, ecco la ricetta Pià «Occorre calma e unità»
di Massimo Barbano 

SQUINZANO - Una crisi nell’ambito di una stagione bisogna aspettarsela. Ce l’hanno anche le grandi squadre. E Inacio Pià ricorda la trionfale stagione del Napoli in Lega pro nel 2005-2006.
«Andammo come un treno nelle prime dieci partite, un po’ come il Lecce di quest’anno», dice, «poi perdemmo tre o quattro trasferte di fila. Sembrava un dramma, anche perchè perdemmo anche un derby con la Juve Stabia, ci fu contestazione, andammo per un mese in ritiro, poi alla fine però, abbiamo vinto il campionato. Adesso stiamo attraversando questa fase, dico meglio adesso, anche perchè questa crisi non ci ha fatto perdere il primo posto. Nell’arco di una stagione un calo ci può essere. Dobbiamo alzare la testa e soprattutto stare compatti con la società, con l’ambiente, fra di noi. Questo è l’unico modo per venirne fuori. Un momento di flessione capita a tutti».
Ma quali sono le cause di questa crisi? Si punta l’indice sul calo fisico. «Non c’è un problema fisico. Quando le cose vanno male ci si attacca a questo, ma fisicamente stiamo bene. Domenica scorsa abbiamo corso fino alla fine nonostante fossimo rimasti con un uomo in meno. Dispiace perchè fino a un mese fa sembrava che avessimo già vinto. Io ho sempre detto dall’inizio che i campionati si vincono a marzo, se non proprio nelle ultime partite. Quindi inconsciamente ci ha pesato un po’. Noi, come esperti, dobbiamo caricarci la squadra sulle spalla e spingere i più giovani a giocare bene come hanno fatto all’inizio».
Ed ora come si esce da questa situazione? «Se ne si esce lavorando sodo e stando tutti compatti, squadra, tifosi, società, allenatore per ritrovare le certezze e commettere meno errori di quelli che abbiamo commesso fino ad adesso».
Ed ora una vittoria nello scontro diretto di Carpi potrebbe mettere di nuovo le cose a posto. «Andiamo per vincere. Una vittoria domenica a Carpi ci ridarebbe quelle sicurezze che sono venute a mancare in questo periodo. Ritrovare le certezze che avevamo un mese fa sarebbe importante. Vincere porta a vincere, porta serenità che è quello che è mancato in questo momento. Se domenica vinciamo, un po’ di sabbia su quello che è successo fino ad adesso la metteremo, non vuol dire però che vincendo domenica abbiamo vinto il campionato. E poi attenzione: il Carpi è una squadra che corre cento minuti di fila e non molla mai. Per vincere noi dobbiamo correre almeno quanto corrono loro, anzi di più».
Si torna al 4-2-3-1 e Pià potrebbe avere un ruolo strategico, al centro, dietro la prima punta. «Siamo tornati al nostro modello di gioco abituale e abbiamo provato questo mio ruolo. Potrebbe essere una soluzione, io ho sempre fatto la seconda punta, è un ruolo che conosco e che posso interpretare. Nella mia carriera mi sono sempre adattato a tanti ruoli lì davanti, non ne ho uno fisso. Qui, finora ho giocato da esterno, mi trovo bene, posso giocare anche da seconda punta centrale».
si torna al 4-2-3-1Jeda prima punta e Pià, o in alternativa Memushaj, a fare da trequartista al centro. Queste le prove fatte ieri a Squinzano dall’allenatore Lerda. Hanno lavorato a parte Diniz, Ferrario e Bogliacino.

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