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Quartieri Uniti, «salta» Catalano

di Teodoro Lerro
BARI - Acque in burrasca. Navigazione agitata per la Quartieri Uniti Bari, la seconda formazione del capoluogo. Dall’ultimo porto toccato in campionato, quello di Cerignola, la flotta dei presidenti Di Bari e Fraddosio è tornata senza punti e allenatore. Proprio ieri, infatti, l’entourage delle volpi biancorosse, per bocca degli alti vertici societari ha confermato il nuovo esonero del responsabile tecnico Lorenzo Catalano
Quartieri Uniti, «salta» Catalano
di Teodoro Lerro

BARI - Acque in burrasca. Navigazione agitata per la Quartieri Uniti Bari, la seconda formazione del capoluogo. Dall’ultimo porto toccato in campionato, quello di Cerignola, la flotta dei presidenti Di Bari e Fraddosio è tornata senza punti e allenatore. Proprio ieri, infatti, l’entourage delle volpi biancorosse, per bocca degli alti vertici societari ha confermato il nuovo esonero del responsabile tecnico Lorenzo Catalano.
«È stata una scelta tecnica; non c’erano più le condizioni per continuare il rapporto. Adesso ci prendiamo qualche giorno di riflessione per pianificare il futuro», ha spiegato il direttore sportivo Carlo Di Bari.
Altro non è trapelato dalla società barese, a fronte di una scelta che stupisce visto il buon campionato effettuato sino ad oggi dalla seconda squadra barese, in zona playoff con una squadra giovanissima e che comunque ha sempre offerto un calcio piacevole. Fatto sta che, per il momento, il gruppo è stato affidato alle cure del tecnico in seconda Emanuele Filannino.
Che il rapporto tra Catalano e la QUB non fosse un idillio lo si era capito anche alla luce dell’esonero lampo, successivamente ritrattato, di qualche settimana fa. Altre notizie, tuttavia, giungono per bocca dello stesso tecnico: «La decisione del mio allontanamento era stata presa già prima della trasferta di Cerignola dove, infatti, non ero in panchina - spiega con durezza l’allenatore barese -. Una parte della società era ormai contro di me. Io non ho mai accettato - continua l’allenatore - i tentativi di intromissione nelle scelte di natura tecnico tattica che devono competere soltanto a me. Non scendo a compromessi, sbaglio con la mia testa e non mi faccio manipolare da nessuno. Il mio esonero è stato un atto di vigliaccheria per distogliere l’attenzione da mancanze ed inefficienze societarie. Non c’è stato il rispetto dei ruoli - finisce l’ex tecnico delle “volpi” pur lasciando una squadra in ottima posizione di classifica e che a novembre ha vinto il premio disciplina».

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