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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 05:39

«Bari-Treviso fu venduta per 300mila euro»

BARI - Prelevati dopo un lungo viaggio in auto o consegnati a domicilio a Bari, in via Sparano. Trecentomila euro a sconfitta «chiavi in mano». Le modalità per riscuotere il malloppo potevano cambiare. Quelle per dividere la stecca no: a combine riuscita «citofonare Esposito». Alla vigilia della chiusura indagini della procura di Bari sulle presunte combine Bari-Treviso del 10 maggio 2008 (0-1) e Salernitana-Bari del 23 maggio 2009 (3-2) spuntano nuovi particolari sul filone partito a seguito delle dichiarazioni del solito Andrea Masiello e confermate, tra gli altri, dal «pentito» Marco Esposito
«Bari-Treviso fu venduta per 300mila euro»
di GIOVANNI LONGO 

BARI - Prelevati dopo un lungo viaggio in auto o consegnati a domicilio a Bari, in via Sparano. Trecentomila euro a sconfitta «chiavi in mano». Le modalità per riscuotere il malloppo potevano cambiare. Quelle per dividere la stecca no: a combine riuscita «citofonare Esposito». Alla vigilia della chiusura indagini della procura di Bari sulle presunte combine Bari-Treviso del 10 maggio 2008 (0-1) e Salernitana-Bari del 23 maggio 2009 (3-2) spuntano nuovi particolari sul filone partito a seguito delle dichiarazioni del solito Andrea Masiello e confermate, tra gli altri, dal «pentito» Marco Esposito. I Carabinieri del nucleo investigativo del reparto provinciale di Bari hanno ultimato da tempo l’infor mativa finale, denunciando una trentina di persone. Il lavoro conclusivo è sulle scrivanie del procuratore Antonio Laudati e del pm Ciro Angelillis. L’ipotesi di reato è frode sportiva. 

«STASERA A CASA ESPOSITO» - Sotto casa del’ex difensore biancorosso, nel cuore del centro murattiano, come egli stesso avrebbe ammesso nel corso del suo interrogatorio della scorsa estate, c’era chi aspettava pazientemente il suo turno e chi, al contrario, dopo avere venduto la sconfitta della sua squadra, si presentava anzitempo al «bancomat» per così dire ospitato nella sua abitazione. 

BARI-TREVISO ANDATA E RITORNO - Esposito tira in ballo direttamente Ivan Rajcic che avrebbe avuto un ruolo importante nella presunta combine. Il calciatore avrebbe inviato a Treviso la sua ex moglie per riscuotere da persone vicine alla società veneta 300mila euro, il prezzo della sconfitta. La Procura di Bari ha forti sospetti sul coinvolgimento di alcuni ex dirigenti della formazione veneta, anche loro iscritti nel registro degli indagati. Le circostanze della consegna del denaro in Veneto non sono chiarissime anche perché Esposito non era presente, Rajicic si è avvalso della facoltà di non rispondere e la ex moglie del centrocampista croato è ritornata in patria. La somma, trasportata dalla donna in auto, sarebbe stata gestita da Esposito. Il «pentito » avrebbe ammesso sostanzialmente di avere fatto da cassiere per i suoi compagni di squadra. Il calciatore, infatti, nel suo appartamento nel cuore del quartiere Murat, avrebbe poi provveduto a dividere la stecca. Una quota un po’ più alta rispetto ad altre circostanze perché non sarebbero stati in molti a decidere di giocare per perdere. Gli ritengono di avere acquisito dei riscontri a queste dichiarazioni. 

«CI VEDIAMO IN VIA SPARANO» - Per Salernitana-Bari andò diversamente. Quella volta sarebbe stato Cosimo D’Angelo, ex team manager della formazione campana a fare una visita di cortesia a Bari, alla vigilia della gara decisiva per i campani che cercavano i tre punti che avrebbero garantito la permanenza in serie B, contro un bari già promosso in A da settimane. L’appuntamento è con l’immancabile Angelino Iacovelli, portantino sulla carta, in realtà tuttofare di molti ex calciatori biancorossi. I due si incontrano in un bar in via Sparano. D’Angelo, oltre ad essere il cognato dell’allora patron Antonio Lombardi di professione fa il carabiniere. Lavora nella sezione di polizia giudiziaria della procura di Salerno. Si occupa di indagini dell’antimafia, ma anche, secondo la procura di Bari, di comprare la vittoria della sua squadra. Costi quello che costi. I soldi, questa volta sono avvolti in un giornale. Iacovelli, a quanto pare, non si fida più di tanto. A detta di Esposito che racconta di avere assistito a parte dell’incontro, Angelino quasi sviene quando D’Angelo gli mostra il tesserino da Carabiniere. «Adesso ci arrestano», devono avere pensato.

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