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Vittoria per Enel Basket La «legge del palaElio» colpisce la Juvecaserta

di FRANCO DE SIMONE 
BRINDISI - Dopo la Trenkwalder, la «banda Gibson» «giustizia» anche la Juvecaserta; soffrendo un po’, proprio com’era accaduto sette giorni prima in Emilia, ma uscendo anche questa volta fra gli applausi della sua gente. Ieri sera, su «folletto Gibson» c’erano anche gli occhi di mamma e papà, giunti dagli Usa. Il successo di ieri sera, al di là della prestazioen del «folletto» biancazzurro è il successo della squadra di coach Piero Bucchi, contento anche lui (l’incontentabile) che la sua squadra occupasse la parte sinistra del tabellone
Vittoria per Enel Basket La «legge del palaElio» colpisce la Juvecaserta
ENEL BASKET-JUVECASERTA 82-74

di FRANCO DE SIMONE 

Dopo la Trenkwalder, la «banda Gibson» «giustizia» anche la Juvecaserta; soffrendo un po’, proprio com’era accaduto sette giorni prima in Emilia, ma uscendo anche questa volta fra gli applausi della sua gente. Ieri sera, su «folletto Gibson» c’erano anche gli occhi di mamma e papà, giunti dagli Usa per veder giocare il loro figliolo e per constatare di persona che tutto quello che il ragazzo riferiva loro circa l’accoglienza degi brindisini rispondesse a verità. 

«Oro colato, oro colato», il commento degli estasiati genitori, a cui Jonathan gha dedicato, in più di qualche occasione, un sorriso a 32 denti ed un occhiolino. Detto ciò, occorre dire anche della ciliegina che Jonathan dedica alla fine di ogni gara ai suoi sostenitori: il tiro da tre punti, da posizione impossibile con il quale mette la firma d’autore sulla vittoria. Il successo di ieri sera, al di là della prestazioen del «folletto» biancazzurro è il successo della squadra di coach Piero Bucchi, contento anche lui (l’incontentabile) che la sua squadra occupasse la parte sinistra del tabellone.

«Siamo stati bravi, lo ammetto - ha confessato il coach dell’Enel Basket -, perché ho potuto vedere tanta voglia di vincere, tanta volontà di far bene e sebbene avessimo di fronte una squadra molto difficile da affrontare, i ragazzi sono stati attenti a rispettare le consegne. Certo, le sbavature non mancano, ma siamo ancora in tempo per apportare le dovute corre zioni». Parlando degli avversari, poi, Bucchi ha precisato: «Akindele e Michelori sono due ottimi giocatori che sanno coprire molto bene gli spazi interni, al punto che abbiamo loro concesso tanti tiri che poi diventavano tiri aperti una volta che conquistavano il pallone in area. Sul perimetro abbiamo un po’ sofferty la loro fisicità». 

Poi, si lascia andare e ammette: «Abbiamo vinto la partita due volte: con il carattere e tanta, ma tanta personalità». Detto ciò è doveroso aggiungere della fantastica prestazione di Scott Michael «Scottie » Reynolds. È un giocatore importante, molto importante per gli assetti della squadra. Magari non sarà appariscente, ma è vero che quando lui è in panca si sente la sua assenza dai giochi. È per davvero quello che si può definire un autentico fuoriclasse, eppure, nonostante le sue indubbie qualità, è sempre pronto a mettersi a disposizione della squadra, senza mai voler ergere a tutti i costi a protagonista. Un ragazzo umile, con un bagaglio di tecnica come pochi. Questo è l’esterno che in parecchi momenti si sa caricare sulle spalle la squadra e farla ragionare. Ieri sera è stata importante anche la prova di Jeff Vig giano. Bucchi, coach sornione, sapeva che poteva scommettere tutto su quest’ala italo (di passaporto) americana. I fatti stanno dando ragione al tecnico, ma sono anche fatti concreti per il giocatore che sta dimostrando di essere anche lui un grande.

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