Cerca

Lecce, contro il Perugia una «dolce sconfitta»

PERUGIA – La sconfitta più belle per il Lecce. Pur perdendo (2-1) i pugliesi hanno superato il turno in Coppa Italia di Lega Pro, grazie al successo (5-1) ottenuto nella prima gara contro l’Aprilia. Nel primo tempo c’è stata battaglia, ma poi nella ripresa gli umbri hanno annichilito i pugliesi, trovando l’eliminazione quindi in virtù della peggior differenza reti rispetto ai salentini. Il Perugia china il capo alla miglior differenza reti dei salentini
Lecce, contro il Perugia una «dolce sconfitta»
PERUGIA 2 LECCE 1 

PERUGIA (4-3-3) Giordano (1’st Koprivec); Anania, Cacioli, Lebran, Martella (36’st Liviero); Cenciarelli (31’st Rantier), Esposito, Moscati; Politano, Ciofani, Fabinho. A disp: Garcia, Paonessa, Moneti, Barra. All: Camplone. 

LECCE (4-3-3) Petrachi; Vanin, Marques, Legittimo, Zappacosta; Mamushaj (38’st Pià), De Rose, Zappacosta; Jeda, Chevanton (1’st Mallore), Bustamante (13’st Giacomazzi). A disp: Benassi, Palumbo, Di Mariano, Pino. All: Lerda. 

Arbitro: Chiffi di Padova. Reti: pt, 10’ Politano, 16’ Memushaj, 37’Moscati. Note: spettatori 1200 circa, di cui 50 provenienti da Lecce. Ammoniti: Cenciarelli; Di Maio. Angoli: 9-0 per il Perugia. Recuperi: 0’ e 3’.
_______________________________________ 

PERUGIA – La sconfitta più belle per il Lecce. Pur perdendo (2-1) i pugliesi hanno superato il turno in Coppa Italia di Lega Pro, grazie al successo (5-1) ottenuto nella prima gara contro l’Aprilia. Nel primo tempo c’è stata battaglia, ma poi nella ripresa gli umbri hanno annichilito i pugliesi, trovando l’eliminazione quindi in virtù della peggior differenza reti rispetto ai salentini. Il Perugia china il capo alla miglior differenza reti dei salentini. Alle semifinali accede la squadra di mister Franco Lerda. Già al decimo infatti gli umbri vanno in vantaggio: Politano avvia l’azione, poi la palla finisce a Fabinho che l’appoggia da distanza ravvicinata a Ciofani, il quale confeziona una sponda rasoterra a centro area, con l’azione che viene conclusa con un appoggio in rete sin troppo facile del dello stesso baby Politano. 

Ma le speranze del Perugia si arenano in fretta, visto che nel giro di appena nove minuti i pugliesi raggiungono la parità. I giallorossi (ieri comunque con la maglia nera) guadagnano un’innocua punizione sulla trequarti e Chevanton (al rientro dopo lungo tempo in una gara dall’inizio) la trasforma nell’op - portunità dell’uno a uno: la palla è infatti tagliata, calibrata al limite dell’area piccola, e Giordano, nell’oc - casione piuttosto indeciso seppur anche disturbato nella goffa uscita, la rimette coi pugni sulla testa di un compagno. Il pallone si impenna e Memushaj lo incorna in rete, a porta vuota, segnando la più facile delle reti, ma anche la più pesante, visto che a questo il Perugia per qualificarsi avrebbe dovuto segnare altre reti. 

Col passare dei minuti, la pioggia che spazza il manto verde del «Curi» rallenta clemente la sua discesa. Ne beneficia il gioco delle due squadre, che gradualmente prendono confidenza con il pallone e coi passaggi rasoterra, fin qui dosati col contagocce. Bene il Lecce, meglio il Perugia a questo punto. Che al 35’ reclama un rigore su Ciofani, atterrato in area da Zappacosta, e che al 37’ si rifà sotto: Fabinho scodella in area, la difesa del Lecce si apre come burro caldo di fronte a un coltello e non si accorge dell’arrivo di Moscati sul secondo palo. Nella ripresa è il Perugia a partire col piede sull’acceleratore: Moscati spara di destro (Petrachi è reattivo) ma è in offside; Cacioli raccoglie un pallone sugli sviluppi di un corner, Legittimo gli chiude la porta. 

I giallorossi restano nel tunnel degli spogliatoi. Alla ripresa infatti la squadra di Lerda appare priva di quella determinazione che aveva dimostrato di avere nei primi quarantacinque minuti ed il Perugia non fa altro che approfittarne. Si gioca infatti nella prima parte ad una porta per un quarto d’ora buono e abbondante, i biancorossi collezionano calci d’angolo a non finire (5-0 a questo punto) e al 13’ trovano pure un gol fantasma con Politano: mancino al fulmicotone dalla distanza, Petrachi non trattiene e la sfera oltrepassa (pare, pur se di poco) la linea di porta. Fabinho potrebbe ribadire in rete, ma è troppo decentrato per azzeccare il tap-in vincente. Minuto 17’: Ciofani duella in area con Di Maio che scivola e tocca il pallone con le mani. Chiffi lascia proseguire, occasione da moviola. 35’: acuto mancino di Rantier (subentrato a Cenciarelli), fondo. 

È il preludio del gradito rientro in campo di Liviero: accolto da applausi e sorrisi del pubblico di casa. Il giocatore è tornato in campo a distanza di due mesi dall’operazione chirurgica al rene dopo che si era infortunato lo scorso 28 settembre in occasione della gara di campionato contro il Pisa. Ma è stata questa l’ultima emozione di una gara bene interpretata dalle due squadre, ma con l’avventura in Coppa Italia che va avanti per il Lecce e si ferma per il Perugia.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400