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Mai un pari tra le due squadre emiliani spietati al «San Nicola»

di Gianni Antonucci 
Sono in tre, al momento, a sperare nel Bari “guastafeste” del Sassuolo. Livorno, Verona, Padova, per ora, restano in agguato e pronti ad approfittare nel caso di un “colpaccio” del Bari. L’arrivo di una capolista fa sempre notizia e scalpore. Lo è stato così anche a Bari quando sono scesi “team” di alto spessore (Juve, Inter, Milan, Roma, ecc.) ma anche quando si sono esibite “prime della classe” di minore importanza
Mai un pari tra le due squadre emiliani spietati al «San Nicola»
di Gianni Antonucci 

Sono in tre, al momento, a sperare nel Bari “guastafeste” del Sassuolo. Livorno, Verona, Padova, per ora, restano in agguato e pronti ad approfittare nel caso di un “colpaccio” del Bari. L’arrivo di una capolista fa sempre notizia e scalpore. Lo è stato così anche a Bari quando sono scesi “team” di alto spessore (Juve, Inter, Milan, Roma, ecc.) ma anche quando si sono esibite “prime della classe” di minore importanza. 

L’IMPEGNO - Il Bari con i suoi calciatori è stato sempre sensibile nell’affrontare la capolista di turno. Si è sempre preparato con decisione e massimo impegno. Sono tanti gli episodi ma due - uno in A e l’altro in B - sono da accostare alla situazione che stanno vivendo club e squadra in questo particolare periodo.
Non c’erano disponibilità finanziarie nel 1941: in A la maggior parte dei calciatori era in divisa sui vari fronti di guerra. C’era la tessera annonaria, l’oscuramento, il dramma dei bombardamenti, le alterne vicende belliche in Grecia, in Russia, in Africa Settentrionale. Il Bari aveva i giocatori contati quando al “della Vittoria” arrivò il Bologna capolista con 33 punti contro i 12 dei biancorossi. L’allenatore Ferrero schierò Fusco (peraltro militare) per la prima volta nel ruolo di terzino mentre fece esordire un giovane, Lupi, come centravanti.
Dopo un quarto d’ora il Bari passò in vantaggio con Camillo Fabbri, emiliano di Castel Bolognese. Comprensibile la reazione del Bologna durata un’ora ed un quarto e “bloccata” da una super difesa biancorossa con Fusco in primo piano. Vinse il Bari per 1-0 ma non c’era contante per pagare neppure il premio partita. Niente incassi al botteghino per via di uno stadio, il “della Vittoria”, con porte aperte per l’ingresso dei muli in partenza con le truppe per la Grecia. Si pensò di istituire un “abbonamento universale” e molti commercianti anticiparono il relativo costo anche per conto dei propri dipendenti. Si tentò pure con il “concorso vetrine” pro-Bari. Ebbe esito positivo dopo il successo contro il Bologna capolista. Poi, più nulla. 

IL PORTIERE - Altro momento difficile (sia economicamente, sia tecnicamente) nel 1974. Il Bari passato nelle mani del tecnico Pirazzini lottava per non retrocedere dalla B. A metà aprile, ecco l’arrivo della capolista, una Ternana ricca di calciatori di valore. A sperare nel Bari erano soprattutto Varese ed Ascoli. Ebbene quel Bari, ormai condannato alla C, ebbe la sua impennata di orgoglio, superando (1-0) la Ternana con un gol dopo 7’ di Casarsa e difendendo il vantaggio - per l’intera gara - con una serie di stupende parate del compianto portiere Mancini. Casarsa, in quella partita, fu eccezionale: segnò di testa, con un tuffo a “pesce” calamitando applausi e l’interesse della Fiorentina che a fine torneo lo acquistò pagandolo 10 volte in più di quanto era costato al Bari. 

I DUE PRECEDENTI - Finora i precedenti con il Sassuolo sono pochi: due a Modena, due a Bari. La curiosità è che mentre il Bari ha vinto le due gare sul campo di Modena (3-1 e 2-1), il Sassuolo ha ottenuto entrambi i successi (3-0 e 2-1) al “San Nicola”. Mai un pareggio fra le due squadre. Nessuna delle due, inoltre, ha mai vinto la sfida giocando in casa. Come finirà stavolta?

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