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Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:51

Manfredonia senza difese squadra in caduta libera un punto in cinque partite

di Michelangelo Guerra
MANFREDONIA - Ormai non vi sono dubbi, sul fatto che il Manfredonia sia una squadra in caduta libera. Parlano i numeri, innanzi tutto: 1 solo punto nelle ultime 5 giornate di campionato. L’ultima vittoria, infatti, risale allo scorso 21 ottobre e coincise con il sonante 5-02 rifilato al Mola. Dopodiché, come si diceva, 4 sconfitte che in pratica rappresentano la classica cartina di tornasole che non consente dibattiti perché è necessario agire al fine di evitare che la squadra continui a perdere ulteriori posizioni di classifica
Manfredonia senza difese squadra in caduta libera un punto in cinque partite
di Michelangelo Guerra 

MANFREDONIA - Ormai non vi sono dubbi, sul fatto che il Manfredonia sia una squadra in caduta libera. Parlano i numeri, innanzi tutto: 1 solo punto nelle ultime 5 giornate di campionato. L’ultima vittoria, infatti, risale allo scorso 21 ottobre e coincise con il sonante 5-02 rifilato al Mola. Dopodiché, come si diceva, 4 sconfitte che in pratica rappresentano la classica cartina di tornasole che non consente dibattiti perché è necessario agire al fine di evitare che la squadra continui a perdere ulteriori posizioni di classifica. Eppure, non ostante questo score negativo ed una situazione interna ancora da chiarire, dal Monterisi di Cerignola il Manfredonia è uscito sostanzialmente a testa alta, ovvero, punito solo da episodi, quelli che da quando esiste il gioco del calcio hanno sempre fatto la differenza. 

A sentirlo, il mister dei bianco-celeste, la squadra, dopo il primo quarto d’ora, ha poi preso in mano il pallino della partita riuscendo perfino a passare in vantaggio con il solito Di Pinto. Poi, stanti le dichiarazioni di parte, episodi e decisioni arbitrali fortemente contestate, hanno fatto il resto. «A molti stonerà quanto sto per dire – argomenta Franco Cinque – ma il Manfredonia avrebbe meritato ben altro risultato. Il Cerignola, infatti, dopo la prevedibile sfuriata iniziale, poi l’abbiamo controllato agevolmente e senza particolari preoccupazioni tant’è che siamo riusciti anche a passare in vantaggio con una relativa facilità». 

Poi, cosa è successo?
«Niente di particolare – sostiene il mister -: “solo” alcune e decisivi interpretazioni del direttore di gara e mi riferisco alla seconda ammonizione di Pollidori, concessa con troppa benevolenza e solo perché aveva toccato con una mano il pallone involontariamente, al rigore visto da tutti, anche dai nostri avversari, e non fischiato quando invece sembrava che l’arbitro avesse puntato il dischetto, decisione non condivisa da Rizzi, anche lui ammonito nuovamente e quindi espulso. A quel punto, è diventato tutto difficile, abbiamo cercato di gestire quanto rimaneva da giocare ma alla fine una grande giocata di Lasalandra ha chiuso ogni discorso». 

Episodi determinanti, dunque, nella tesi difensiva del tecnico dei bianco-celeste, e nulla da rimproverare ai suoi. Adesso, però, crediamo che sia il caso di fare chiarezza. Oggi pomeriggio ci sarà la ripresa degli allenamenti e non si sa con quale morale si presenteranno i giocatori in campo.
Lunedì prossimo, invece, riapriranno ufficialmente le liste di trasferimento per gli “aggiustamenti” in corsa, come sul dirsi. In mezzo, però, domenica prossima bisognerà sbrigare la pratica Terlizzi. Non sarà facile, perché la squadra sarà decimata dalle assenze per squalifica a cui vanno incontro di Pollidori, Rizzi e Romito, ovvero, tre elementi cardine di un’ossatura di per sé già bisognosa di ritocchi. Eccolo, insomma, il punto: cosa succederà in settimana?

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