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Basket, Brindisi si lecca le ferite e pensa al futuro

BRINDISI - Malgrado la sconfitta ad Avellino, dall’Irpinia è giunta un’ulteriore conferma su quanto s’afferma sul valore del campionato di serie A maschile: Brindisi può sì infilare tre perle, ma può anche perdere contro una squadra che di sconfitte, prima dello scontro con i biancazzurri, ne aveva subite altrettante. Ribadendo che avevano visto bene quanti avevano inserito Avellino nel novero delle squadre che avrebbero fatto parte a pieno titolo dei team playoff. La sconfitta di Brindisi, quindi, rientra nella logica della Lega A di quest’anno, fatta eccezione per Varese che continua la sua marcia in testa alla classifica, imbattuta (nella foto, il coach Bucchi)
Basket, Brindisi si lecca le ferite e pensa al futuro
di Franco De Simone

BRINDISI - «L’Avellino è una “bomba ad orologeria” che può scoppiare da un momento all’altro», una frase dettata dall’esperienza di coach Piero Bucchi, alla vigilia della gara in Irpinia. Ed ancora, continuando Bucchi aveva affermato con più determinazione: «Attenzione, affrontiamo una squadra che oltre al fattore atletico ha anche talento». Concetti espressi ai suoi sin dal martedì precedente la gara.

È andata proprio come l’aveva immaginata lasciando, ad ogni modo, aperto il portone ad una sola discussione... da bar, in quanti hanno assistito al match: allorquando Jonathan Gibson è rimasto incapsulato nella gabbia preparatagli dall’avversario, perché l’alchimista Bucchi non è corso ai ripari? Ah, saperlo!

Ad ogni modo, qualora ce ne fosse ancora bisogno, dall’Irpinia è giunta un’ulteriore conferma su quanto s’afferma sul valore del campionato: Brindisi può sì infilare tre perle, ma può anche perdere contro una squadra che di sconfitte, prima dello scontro con i biancazzurri, ne aveva subite altrettante. Ribadendo che avevano visto bene quanti avevano inserito Avellino nel novero delle squadre che avrebbero fatto parte a pieno titolo dei team playoff. La sconfitta di Brindisi, quindi, rientra nella logica della Lega A di quest’anno, fatta eccezione per Varese che continua la sua marcia in testa alla classifica, imbattuta.

Questo, ad ogni modo, non significa affatto che la sconfitta dell’Enel Basket possa essere sottaciuta. Perché, nonostante gli alti e bassi, fino al 30’, aveva saputo tener testa all’«incivile e screanzato» (ad essere generosi nel giudizio sull’uomo) Linton Johnson, oltre che all’inutile Ndubi Ebi (-7 di valutazione, tre stoppate subite, 0/7 da due) che hanno volutamente offeso i sostenitori dell’Enel Basket nel mentre applaudivano i contendenti al termine dello scontro.

Dopo tutto questo, resta da capire il motivo del 32-20 del quarto periodo. Una cosa è certa: la difesa degli uomini di coach Bucchi, che fino al 30’ aveva in un certo qual modo retto lo scontro (15-15 al 10’, 17-25 al 20’, 15-11 al 30’) contro un gruppo di atleti che sentendo il puzzo del «taglio» tecnico hanno pensato bene di salvare la pagnotta e spendersi molto più di quanto non aveva fatto fino a quel momento in altre occasioni. Però, è anche vero che i biancazzurri, sulla spinta dei tre successi conquistati nelle ultime tre gare, avrebbero dovuto dare molto di più di quanto non abbiano fatto. Ora, senza voler dare la croce addosso a nessuno, c’era da aspettarsi qualcosa di più da Antoine Robinson (3/6 da 2, 0/3 da 3, -1 di valutazione) ed anche da Cedric Simmons (solo 2/3 da sotto misura). Avellino è acqua passata: alla porta bussa Reggio Emilia. Sarà tutt’altra gara?

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