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Giacomazzi nel finale restituisce al Lecce la gioia dei tre punti

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Serve il decisionismo di un inossidabile Giacomazzi a cambiare il finale di una partita che stagnava nella mediocrità. Un «numero», quello del capitano giallorosso che è una sintesi di esperienza e inventiva quando ormai a pochi giri di lancette dalla fine, «fa vedere» come si fa, anche al suo compagno di squadra Foti che aveva il pallone fra i piedi al centro dell’area e non realizzava ancora sul da farsi
Lerda: non si può vincere e dare sempre spettacolo
Giacomazzi nel finale restituisce al Lecce la gioia dei tre punti
LECCE 2 REGGIANA 1 

LECCE (4-2-3-1): Benassi 6, Vanin 5,5, Diniz 6,5, Di Maio 5,5, Legittimo 6, De Rose 5,5 (17’ s.t. Giacomazzi 7), Chiricò 6, Bogliacino 6, Falco 5,5 (29’ s.t. Pià s.v.) (44’ p.t. Jeda 6), Foti 5. A disposizione: Petrachi, Vinicius, Semenzato, Zappacosta. All. Lerda 

REGGIANA (4-4-2): Bellucci 7, Agomeri 5, Cossentino 5,5, Aya 5,5, Magliocchetti 6, Iraci 5 (21’ s.t. Parola 5,5), Ardizzone 6, Viapiana 5,5 (44’ s.t. De Cenco s.v.), Matteini 6,5, Rossi 5,5 (29’ s.t. Marcheggiani s.v.), Sprocati 6. A disposizione: Tomasig, Panizzi, Zini, Ferrara. All. Zauli 

Arbitro: Minelli di Varese Reti: p.t. 2’ Matteini; 48’ Memushaj (rig.); s.t. 39’ Giacomazzi Note: spettatori 4.919 (paganti 2.041; abbonati 2.878. Incasso totale 36.124,54). Ammoniti Vanin, Foti, Jeda (L); Cossentino (R). Corner 13-0 per il Lecce. Recupero 3’ e 4’. 

di MASSIMO BARBANO
Serve il decisionismo di un inossidabile Giacomazzi a cambiare il finale di una partita che stagnava nella mediocrità. Un «numero», quello del capitano giallorosso che è una sintesi di esperienza e inventiva quando ormai a pochi giri di lancette dalla fine, «fa vedere» come si fa, anche al suo compagno di squadra Foti che aveva il pallone fra i piedi al centro dell’area e non realizzava ancora sul da farsi. L’irruzione del capitano è stata perentoria, quasi «comunicativa», della serie: qui me la vedo io. E parte la legnata di collo destro che sorprende tutti, compagni, avversari e pubblico che tutto si aspettava, tranne che un giocatore fuori dall’azio - ne potesse segnare. Un gol signifcativo che è anche un meritorio riconoscimento al giocatore più rappresentativo della squadra che aveva accettato con dignitosa professionalità di pagare di persona con il «purgatorio» della panchina per la fallimentare prova di Lumezzane. Poi, chiamato dopo un’ora di gioco per illuminare una partita che non decollava, ha silenziosamente preso il suo posto, ma si è fatto sentire con le giocate. Non è un caso che il suo ingresso abbia fatto cambiare intensità alla manovra del centrocampo, fino a quel momento prevedibile e sfilacciata. 

In effetti, è stata la più brutta partita in casa giocata finora dal Lecce. Subito in salita per il vantaggio a sorpresa degli ospiti dopo due minuti (Di Maio si fa impallinare da Rossi che innesca Sprocato sul fondo, diagonale all’indietro per l’accorrente Matteini e gol), il Lecce non è sembrato ancora liberato dalle scorie della partita di Lumezzane. Manovra frammentaria con poco costrutto, difficoltà ad innescare i cursori delle linee esterne Falco e Chiricò e scarsa reattività del principale terminale offensivo, Foti. Così il catenaccio della Reggiana ha avuto buon gioco per tutto il primo tempo nel corso del quale le occasioni per la squadra di Franco Lerda sono arrivate da sporadiche folate o, da trentativi dalla lunga distanza. Così la conclusione angolata di Memushaj al 9’ respinta in tuffo dall’ottimo portiere ospite Bellucci. Al 33’ ancora un suggerimento del mediano albanese su tiro piazzato dalla destra trova la testa dello smarcato Diniz proprio nell’area piccola, colpo a schiacciare del difensore brasiliano che Bellucci respinge d’istinto. 

Per arrivare al pareggio ci vuole un calcio di rigore. Del tutto ineccepibile la decisione dell’arbitro che punisce con la massima punizione una carica alle spalle di Cossentino su Foti al centro dell’area. Visti i precedenti (tre errori su quattro dal dischetto in questo campionato) non c’è da stare molto tranquilli, ma Memushaj si prende la responsabilità e la porta a buon fine con una soluzione di forza nell’angolino alla destra del portiere. Il secondo tempo si apre con un altro «dialogo» fra Memushaj e il portiere ospite: al 3’ Bellucci respinge in tuffo un tiro dal limite. Poi è Foti, imbeccato da un corridoio di Jeda al 14’ a farsi anticipare dal portiere in uscita sui piedi; lo stesso attaccante manda fuori di testa una palla ben scodellata da Falco al 23’. 

Nel frattempo il nuovo entrato Giacomazzi offre un anticipo del gol al 34’: pallone servito su punizione di Pià dalla sinistra, Giacomazzi artiglia in mezza rovesciata con traiettoria a fil di palo. È il preludio del gol che arriva al 39’ con «Giaco» ancora protagonista. Il Lecce può gioire e mantenere a distanza rassicurante la seconda in classifica.

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