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Contro il Modena debuttò il galletto e nacque il mito dei biancorossi

di Gianno Antonucci
Delle 2.958 partite giocate finora dal Bari (in 85 anni) nelle varie serie (in tutto 6) alle quali ha partecipato, la sfida con il Modena è stata la prima in assoluto. Una «prima» con il contorno di tre eventi che hanno, poi, caratterizzato la storia biancorossa
Contro il Modena debuttò il galletto e nacque il mito dei biancorossi
di Gianno Antonucci

Delle 2.958 partite giocate finora dal Bari (in 85 anni) nelle varie serie (in tutto 6) alle quali ha partecipato, la sfida con il Modena è stata la prima in assoluto. Una «prima» con il contorno di tre eventi  che hanno, poi, caratterizzato la storia biancorossa.

RACCOLTA FONDI - Era il 30 settembre 1928. Il Bari (prima squadra pugliese) era sbarcato nella divisione nazionale (diventata, poi, serie A) dopo un epico duello con la Fiorentina. Quale primo avversario il Modena, che domenica all’ora di pranzo affronterà la squadra biancorossa, per la 34ª volta al San Nicola.
Il lungo periodo, dalla promozione (15 gennaio 1928) all’inizio del nuovo torneo (30-9-28), lievitava i tre avvenimenti. Il primo, relativo alla raccolta dei finanziamenti indispensabili per affrontare l’onerosità del campionato. Interveniva con forza e decisione il direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Raffaele Gorjux, il quale, attraverso un apposito manifesto - oltre che dalle pagine del giornale - invitava i baresi ad intervenire per dare la possibilità alla squadra, finalmente nel calcio che conta, di partecipare dignitosamente e con tranquillità. La città non rimaneva insensibile ed i locali pubblici, intervenuti per primi, decidevano di aumentare del 10 per cento i biglietti d’ingresso per gli spettacoli. Venivano, così, raccolti i fondi necessari per potenziare la squadra e poter partecipare alla divisione nazionale.

MAGLIA E SIMBOLO - Si arrivava alla vigilia del tanto atteso torneo con un pizzico in più di fiducia. Si assumevano, per le maglie, i nuovi colori sociali, il bianco e il rosso, quelli della città. Si assegnava alla squadra il simbolo venuto fuori da un’idea del giornalista Carlin (Carlo Bertoglio) del «Guerin Sportivo». Un’idea concretizzatasi attraverso un referendum fra i tifosi baresi, i quali erano chiamati a scegliere fra aquilotti, scoiattoli, passerotti, gazzelle, pettirossi e galletti. Prevaleva il simbolo del galletto perché ritenuto più aggressivo. E, proprio all’avvio della nuova divisione nazionale e della partita col Modena, sorgevano in città l’«Ordine del Galletto» e una sotto-sezione denominata «Banda Pollastri», veri antesignani degli «Ultras», sorti 70 anni dopo, oltre alla prima della squadra in divisa «biancorossa».

LA PRIMA - La lunga attesa di Bari-Modena, prima assoluta nel calcio che si rinnovava (raccoglieva in due gironi le squadre delle più importanti città italiane), aveva partorito i predetti tre eventi in grado di far affluire al vecchio campo San Lorenzo (poi Rossani) una folla inedita di persone. Era stato necessario tornare al San Lorenzo per i lavori in corso al «campo degli sport». Un gran primo tempo del Bari ed ultimi cinque minuti di follia dei biancorossi. Infatti, al vantaggio (20’) del Modena con Mazzotti, il Bari capovolgeva il punteggio con Costantino (25’) e Lella (29’) trasformato da difensore in attaccante dal noto tecnico Erbestein. Sembrava fatta per il Bari: invece, in 4 minuti, dall’85’ all’89’, con una doppietta di Piccaluga, il Modena otteneva l’immeritata vittoria. Finora, però, sono stati appena 4 i successi modenesi a Bari. Ventuno, invece, le vittorie biancorosse mentre 8 sono i pareggi.

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