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Sabato 23 Settembre 2017 | 06:00

Un pugliese ai Mondiali di calcio a 5: «Vi dico il sogno a Bangkok»

di EUSTACHIO CAZZORLA
MONOPOLI - Un «bronzo» che vale oro, come il ritorno a casa, gli abbracci dei parenti, il filetto cucinato da mamma, le coccole del cane Tiago. Luca Leggiero fino a un anno fa non avrebbe mai immaginato di giocare con la Nazionale di calcio a 5 (Futsal) ai Mondiali appena conclusi a Bangkok, in Thailandia, con il numero 5. «Ma da oggi mi aspetta il Putignano. Bisogna ricominciare a lavorare per salvarsi. Voglio mettere anche questa esperienza Mondiale al servizio della squadra». E martedì 27 l’appuntamento è con i suoi fan, nell’Auditorium del Polivalente scolastico, alle 19.30
Un pugliese ai Mondiali di calcio a 5: «Vi dico il sogno a Bangkok»
di Eustachio Cazzorla

MONOPOLI - Un «bronzo» che vale oro, come il ritorno a casa, gli abbracci dei parenti, il filetto cucinato da mamma, le coccole del cane Tiago. Luca Leggiero fino a un anno fa non avrebbe mai immaginato di giocare con la Nazionale di calcio a 5 (Futsal) ai Mondiali appena conclusi a Bangkok, in Thailandia, con il numero 5.

La prima cosa che ha fatto l’altroieri al ritorno?

«Ho abbracciato la mia ragazza. Ieri invece ho riabbracciato mio padre Franco». Il superpapà non ci stava nella pelle e dopo le prime due partite è andato a Bangkok dal figlio per tifare dagli spalti. Luca è deluso solo dall’assenza, al suo rientro, di sua sorella Isabel, fotografa di professione, «la giramondo di famiglia» sentenzia. È a Praga con il fidanzato, Nicola Vitti, il tastierista degli «Io ho sempre voglia», terzi nella sezione «Giovani» dell’ultimo Sanremo. «Con lei c'è un rapporto di odio e amore», scherza Luca.

E con il Futsal?

«Solo amore, una passione profonda, ma quando avrò terminato la mia carriera voglio mettere a frutto la Laurea in Agraria e dare una mano a papà».

Alto 192 centimetri per 84 chili peso forma, Luca ha iniziato a giocare a 5 anni con l’Esperia di Valeriano Prestanti (la stessa in cui è nato calcisticamente Giandomenico Mesto). Dopo vari tornei provinciali e regionali, è approdato in Eccellenza a 17 anni con il Castellana Calcio. Dopo alcune incomprensioni in campo aveva voglia di appendere le scarpe al chiodo. Gliel'hanno fatta passare degli amici che stavano mettendo su la squadra locale, ma di Calcio a 5, la Virtus Monopoli. Dapprima le partite in C2, poi la promozione in B. E da allora Luca si è conquistato il soprannome di «Gigante di Monopoli». Dal dicembre del 2010 è nel quintetto della Promomedia Sport Five Putignano che milita in serie A. È lì che è stato subito notato dagli osservatori della Nazionale Italiana Futsal inviati dal mister Roberto Menichelli.

Quando ha capito che poteva far parte del magico team?

«Fin dal primo raduno per il mondiale, ho capito che lavorando potevo farcela».

Descriva l’emozione di quando ha messo per la prima volta il piede in campo al Mondiale.

«Solo una parola: straordinaria».

Il gol della sicurezza contro il Messico, a chi lo ha dedicato?

«Sembra strano, ma prima di dedicarlo alla mia ragazza, alla mia famiglia e a tutte le persone che dall’Italia tifavano per me, ho pensato allo staff medico, perché a inizio raduno mi hanno curato un problema al polpaccio che rischiava di farmi saltare il Mondiale».

Il mister l’ha schierata nelle prime partite, poi si è parlato di un suo malore...

«No, non c'è stato nessun malore. Il mister ha deciso così e per me va bene. L’importante è farsi trovare pronto tutte le volte che si entra in campo. Non è importante se durante il girone, negli ottavi o in finale».

Chi l’ha trascinata nel mondo del Calcio a 5?

«Il mio amico Mino Biasi, circa 8 anni fa e solo per divertimento».

Ora cosa pensa di fare? Ci sarà un altro mondiale?

«Non so, prima di allora fra 2 anni c'è un Europeo. Ovviamente voglio giocarlo. Faccio parte di questo gruppo e voglio restarci il più a lungo possibile”.

E in famiglia che dire di quel superpapà che è venuto a Bangkok?

«Ha voluto vestire in tribuna la mia maglia, taglia L, per lui strettissima, era un po' buffo ma è stato carinissimo. Con l’Italia ho mantenuto il contatto tramite i messaggi di Facebook. Mia sorella mi ha inviato un video con tutta la mia famiglia il giorno del mio compleanno, l’11 novembre».

A Bangkok come trascorreva la giornate?

«Siamo usciti pochissimo, trascorrevo le giornate tra l’hotel e gli allenamenti, sia al campo che in palestra e in piscina. Ma è giusto così, ci stavamo giocando un Campionato del mondo. Siamo usciti solo un paio di giorni per visitare un po’ la città, ma di sicuro ci ritornerò perché è affascinante, vi si alternano zone ricche a zone più povere, anche nello stesso quartiere».

Ora cosa la aspetta?

«Da oggi mi aspetta il Putignano. Bisogna ricominciare a lavorare per salvarsi. Voglio mettere anche questa esperienza Mondiale al servizio della squadra».

E martedì 27 l’appuntamento è con i suoi fan, nell’Auditorium del Polivalente scolastico, alle 19.30, dove gli amici lo acclameranno in un evento realizzato su misura per lui «Welcome Futsal, una storia vera...». Il «Gigante» lo chiamano in molti. E lui? «Sono semplicemente Luca».

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