Cerca

Lecce, lezione Benassi aspettando la Reggiana

di Marco Seclì
LECCE - Massimiliano Benassi è diviso tra la residua rabbia per la sconfitta di Lumezzane e la voglia matta di voltare pagina e riprendere il cammino, a partire da domenica contro la Reggiana. «Avversario di tutto rispetto, da prendere con le molle - avverte il portiere - ma noi siamo il Lecce e, se abbiamo voglia di correre e di giocare con cattiveria, non ce n’è per nessuno»
Lecce, lezione Benassi aspettando la Reggiana
di Marco Seclì
 
LECCE - Massimiliano Benassi è diviso tra la residua rabbia per la sconfitta di Lumezzane e la voglia matta di voltare pagina e riprendere il cammino, a partire da domenica contro la Reggiana. «Avversario di tutto rispetto, da prendere con le molle - avverte il portiere - ma noi siamo il Lecce e, se abbiamo voglia di correre e di giocare con cattiveria, non ce n’è per nessuno». 

Qualità, quelle elencate dal numero 1 giallorosso, forse venute un po’ meno sia a Pavia che a Lumezzane, tanto che uscendo dal campo bresciano, dopo la prima battuta d’arresto stagionale, Benassi imprecava e non poco. «Sì - ammette - perché si poteva vincere e invece siamo stati incapaci di gestire il vantaggio. Perdere così fa male, anche se qualche attenuante ce l’abbiamo: il rigore sbagliato, le occasioni sprecate, qualche leggerezza di troppo».
Ma il portiere ciociaro fa tesoro della lezione. «La sconfitta deve farci riflettere, dandoci modo di correggere gli errori». 

Poco gli importa, però, aver perduto l’imbattibilità. «Sarebbe stato meglio evitare il ko, però questa storia dell’imbattibilità stava diventando una solfa noiosa da ascoltare. Abbiamo perso, punto e a capo. Il nostro obiettivo è la serie B, pensiamo a ripartire. Nelle prossime due partite vogliamo fare sei punti, è questo che conta non i record. E poi fimerei subito per perdere una partita ogni undici». 

Il Lecce, insomma, «non vede l’ora di riprendere il percorso interrotto». La voglia di riscatto immediato è grande, la squadra non ha subito strascichi del ko. «Ho 31 anni - chiarisce il portiere - e nella mia carriera non avevo mai trovato un gruppo così unito, remiamo tutti nella stessa direzione e tra di noi non c’è mai stato alcun problema». 

Così anche le critiche del presidente Savino Tesoro diventano più leggere. «Lui è il primo tifoso. Ha fatto le guerre puniche per prendersi il Lecce e la delusione di Lumezzane può giustificare uno sfogo». 

Ma, al di là delle critiche dettate dal momento, un tallone d’Achille del Lecce sembra una certa permeabilità difensiva, come indicano i 13 gol subiti. Benassi, però, difende il reparto. «Esaminando le reti incassate - chiarisce - notiamo che quattro sono arrivate su calci di rigore, qualche altra su palla inattiva. Ecco perché non mi sembra che abbiamo subito più di tanto». Né Benassi crede che possa costituire un problema la marcatura a zona sui calci da fermo avversari. «Non è importante il modo con cui si difende, ma l’atteggiamento e l’attenzione. Ripeto, a patto che tutta la squadra non si conceda pause e ci metta cattiveria agonistica, il Lecce non ha rivali».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400