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Milano, ultimo europeo poi lascerà la panchina per giacca e cravatta

di Patrizia Nettis
Il campionato europeo a un passo e un posto nel consiglio federale in tasca. Dopo 16 anni da allenatore della nazionale italiana di full contact, Donato Milano da Gioia del Colle potrebbe togliersi la tuta per indossare giacca e cravatta e sedersi in federazione. Dalla palestra alla poltrona per contribuire a segnare un nuovo corso della federazione di kick boxing. Intanto però c’è un campionato europeo da affrontare al meglio
Milano, ultimo europeo poi lascerà la panchina per giacca e cravatta
di Patrizia Nettis

Il campionato europeo a un passo e un posto nel consiglio federale in tasca.
Dopo 16 anni da allenatore della nazionale italiana di full contact, Donato Milano da Gioia del Colle potrebbe togliersi la tuta per indossare giacca e cravatta e sedersi in federazione. Dalla palestra alla poltrona per contribuire a segnare un nuovo corso della federazione di kick boxing. Intanto però c’è un campionato europeo da affrontare al meglio. Da domenica al 2 dicembre i suoi 16 atleti saranno impegnati a Bucarest nelle discipline di full contact e semi contact. «La squadra è forte - dice il tecnico gioiese - l’obiettivo è portare più atleti possibili nei primi posti. Cinque o sei podi sarebbero già un risultato eccellente». I primi quattro si qualificano di diritto ai World combact games che si svolgeranno a settembre 2013 a San Pietroburgo.
Una sorta di Olimpiade dello sport da combattimento. La vetrina più ambita per chi fa questo sport. Per Milano sarebbe un grande risultato, forse l’ultimo da allenatore prima di entrare nel consiglio federale. Si vota a dicembre, il posto è assicurato, perché la sua candidatura è stata già sottoscritta da mezza Italia. Una poltrona conquistata sul «campo». In 16 anni ha portato l’Italia fra le prime sei nazioni al mondo, nel gotha del kick boxing, a giocarsela con i fortissimi Paesi dell’Est.
L’anno scorso, al Mondiale di Dublino, i suoi atleti conquistarono due ori e un bronzo, uno dei migliori risultati di sempre. maestro VII dan, il grado più prestigioso negli sport di combattimento, Donato Milano ha nel cassetto anche una laurea honoris causa in Scienze dell’allenamento. Un suo progetto di formazione dei quadri tecnici viene utilizzato in molte federazioni, tanto che Milano è anche direttore della scuola nazionale di formazione del Coni. Eppure, nonostante il più forte allenatore d’Italia sia pugliese, nella nazionale non c’è nemmeno un atleta della regione: «Al momento manca un po’ di materiale umano - dice Milano -. C’è tanta gente che fa kick boxing ma solo come alternativa alla monotonia del fitness. Lo si fa insomma per i benefici che procura non con lo spirito dell’agonismo».
L’atleta della nazionale più vicino alla Puglia è Giuseppe Di Cuia, materano, che si allena nella palestra di Milano a Gioia del Colle. Poi più nulla. «Ma non disperiamo, vediamo cosa succede nei prossimi anni». Ora tutte le energie sono concentrate sull’Europeo. Poi sarà tempo di rimboccarsi le maniche. Quella della giacca e non più quelle della tuta, quasi certamente. Per combattere un’altra sfida.

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