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Domenica 24 Settembre 2017 | 05:17

Sono state gettate le basi per realizzare il bel sogno

di Franco De Simone
Superato il primo trittico di gare, definite difficili (Sassari, Pesaro, Montegranaro), l’Enel Basket, prima della sosta per la Coppia Italia (16 dicembre), è chiamata ad affrontare un nuovo tris di gare non meno difficili di quelle già viste e che hanno permesso ai giocatori di Bucchi di trovare posto nella parte destra del tabellone della classifica: quindi, subito la Sidigas Avellino, poi la Trenkwalder Reggio Emilia, infine, la Juve Caserta
Sono state gettate le basi per realizzare il bel sogno
di Franco De Simone
 
Superato il primo trittico di gare, definite difficili (Sassari, Pesaro, Montegranaro), l’Enel Basket, prima della sosta per la Coppia Italia (16 dicembre), è chiamata ad affrontare un nuovo tris di gare non meno difficili di quelle già viste e che hanno permesso ai giocatori di Bucchi di trovare posto nella parte destra del tabellone della classifica: quindi, subito la Sidigas Avellino, poi la Trenkwalder Reggio Emilia, infine, la Juve Caserta. 

Sicuramente un gironcino niente male. Inutile nasconderselo, sarà dura, e non è una frase fatta; ma proprio per questo Klaudio Ndoja e soci dovranno giocare con maggiore determinazione per superare anche questa fase. Brindisi troverà tre squadre che faranno di tutto per farsi valere. Iniziano i problemi di classifica ed ognuno cerca di farsi strada a suon di gomiti larghi e sportellate sotto le plance, senza dimenticare che, a livello di quintetti base, tutte le sedici «sorelle» della Lega A possono fare il braccio di ferro con tutte. Perchè, nonostante il divario che man mano si stanno costruendo le squadre di testa, il campionato sta dimostrando d’essere decisamente molto equilibrato. Non è infatti per niente azzardato sostenere che, fatta eccezione per due, tre squadre, tutte le restanti sono sullo stesso piano di valori. 

Ad ogni modo, per amor di verità, alla luce dei progressi sul piano strettamente del gioco evidenziati nelle ultime prestazioni, sarebbe da sciocchi non riconoscere che l’Enel Basket, da che ha Piero Bucchi alla guida, ha un valore specifico più che soddisfacente e non solo per i suoi sostenitori. Di conseguenza, parlando dell’organico brindisino, non può essere considerata una bestemmia il sostenere che gli altri team, il cui obiettivo finale è simile a quello di Brindisi, debbano aver paura dei biancazzurri. Alla stessa stregua, però, è opportuno che anche il roster brindisino debba avere considerazione di tutti gli altri. 

Paragoni con la squadra che due anni fa ha lasciato un graffio profondo nella storia del basket brindisino? Nemmeno a parlarne. Perché come «spirito» non ha niente a che vedere con quegli uomini. Questa, senza voler tirare a tutti i costi acqua per il mulino dell’attuale staff tecnico, ha un solo obiettivo: lavorare duramente nel corso della settimana per ridare i sogni ad un pubblico reduce (non di recente) da qualche delusione ancora difficile da mandar giù. Questo è un gruppo che si diverte in campo che poi è l'unico modo per far divertire anche chi assiste alle gare. 

Una macchina, quest’Enel Basket, che viaggia sulle ali dell’entusiasmo, il propellente giusto perchè il motore non debba mai fermarsi.
Tutto ciò per ripagare chi ha investito (poco o molto: dirigenti o abbonati) perché potesse essere costruito questo team. Ma anche per convincere tutti di aver fatto un buon investimento e magari invogliarne altri. È così che si fa se si vuol costruire qualcosa di importante, che possa restare. Le basi le gettò, nove anni fa, l’attuale presidente onorario, Massimo Ferrarese. Il testimone ora è stato raccolto dall’imprenditore manager Fernando Marino, che sa bene come il basket sia cambiato anche rispetto a dieci anni fa. Ma che, oggi come allora, tutto dipende dalla solidità che si riesce a creare con un gruppo dirigente importante e con sostenitori proprio come i brindisini. L’ultimo tassello è il palasport. Ma questo è un altro discorso.

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