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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 04:10

Brindisi è fra le squadre di Coppa

di Franco De Simone
Brindisi è nelle prime otto squadre della Lega A. Mai, prima di domenica, era accaduto in questo campionato che il quintetto brindisino si posizionasse fra le grandi del campionato. Pertanto, va da sè che non s’era mai vista l’Enel Basket inserita nella parte sinistra della classifica. Basterebbero questi due dati perchè fosse ampiamente giustificato quel gonfiare il petto da parte del popolo del palaElio. I cui componenti sanno che... il bello deve ancora venire
Brindisi è fra le squadre di Coppa
di Franco De Simone 

Brindisi è nelle prime otto squadre della Lega A. Mai, prima di domenica, era accaduto in questo campionato che il quintetto brindisino si posizionasse fra le grandi del campionato. Pertanto, va da sè che non s’era mai vista l’Enel Basket inserita nella parte sinistra della classifica.
Basterebbero questi due dati perchè fosse ampiamente giustificato quel gonfiare il petto da parte del popolo del palaElio. I cui componenti sanno che... il bello deve ancora venire.
Ed ora il pensiero corre a due anni fa, quando, dopo otto giornate, la squadra biancazzurra fu costretta ad incassare la sconfitta contro l’Olimpia Milano (97-76) allora, guarda caso, guidata da coach Piero Bucchi. Era il sette novembre. In classifica, dopo la gara con l’Olimpia, Brindisi poteva contare su soli due punti. Ma non era ultima, perché a quota zero c’erano Caserta e Teramo.
Tutto questo per dire quanto oggi sia giustificato il moderato ottimismo che regna nell’ambiente societario e quanto, di pari passo, divampi l’entusiasmo fra quanti sono decisi sostenitori della squadra di capitan Klaudio Ndoja e soci.
D’accordo, anche se Brindisi è a contatto con le società che negli anni hanno fatto la storia della pallacanestro italiana, non è il caso di esaltarsi più di tanto. È, certamente, un punto di merito innanzitutto per la società, quindi per lo staff tecnico e per i giocatori. Nessuno, però, è autorizzato a compiere voli pindarici. Tutti, al contempo dovrebbero ricordare che la conquista della permanenza in Lega A, equivarrà ad un’altra vittoria di campionato. Perché Brindisi, oggi, non può permettersi altro a causa del momento difficile che vive il Paese e le aziende, fra le quali anche quelle che sostengono l’Enel Basket.
È giusto, però, godere di questo momento: bellissimo, importante, e magari augurarsi che possa continuare fino a maggio. Ed è altrettanto giusto tributare il plauso a chi ha dato la possibilità allo staff tecnico di costruire la squadra. Allo stesso tempo, a coach Bucchi, il quale avendo conosciuto nell’arco di una stagione sportiva la passione per il basket da parte degli abitanti della città in cui lavora, ha saputo scegliere i giocatori giusti perchè la gente potesse innamorarsi compiutamente della squadra.
Dopo otto giornate, alla luce di quanto è stato possibile annotare al termine della gara con la Sutor di coach Carlo Recalcat, vien facile riconoscere che il lavoro compiuto (dall’estate ad oggi) dallo staff tecnico, sia stato il migliore possibile. Quegli otto punti in classifica sono il migliore avallo a quest’ultima affermazione. Ciò di cui è lecito andar fieri è vedere come lotta e gioca questa squadra. Davvero entusiasmante. E se la classifica dovesse restare ancora così per qualche altra settimana Brindisi sarebbe inserita nel lotto delle formazioni che giocherebbero le finali di Coppa Italia ed i playoff. Se non è questo il motivo per gioire quale, di grazia, potrebbe essere?
Gli uomini di Bucchi e gli stessi componenti lo staff tecnico, non si soffermano più di tanto a pensare a ciò che è stato fatto. Già da oggi rivolgono il pensiero a ciò che sarà. Alla gara in programma per la nona giornata contro la Sidigas Avellino. E, come un refrain, c’è da scommettere che torneranno a ripetere che i prossimi 40’ saranno difficilissimi, perché si inconterà un avversario davvero molto forte; fra l’altro, anche arrabbiato per aver ceduto (74-82) domenica contro l’Angelico Biella.

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