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Domenica 22 Ottobre 2017 | 19:17

Bari, i primi 44 anni  dell’Amatori Volley

di Carlo Gagliardi
Correva il 1968: anno basilare nella formazione della maggior parte dei giovani dell’epoca. C’era chi si innamorava di nuove ideologie è chi, come i componenti di un gruppo di amici, si innamorava di uno sport. Il ’68 infatti è l’anno di fondazione dell’Amatori Volley Bari, nome di una squadretta composta da ragazzi impegnati con gli esami di maturità. Bravi ragazzi, buona volontà, amore per la pallavolo ma null’altro. Neppure le magliette per giocare. L’intervento del giudice Pietro Floriano Florio, vero faro per tutto il volley non solo regionale, risolse il primo problema. Nacque così la società che oggi può vantarsi di essere la più titolata di Puglia
Bari, i primi 44 anni  dell’Amatori Volley
di Carlo Gagliardi
 
Correva il 1968: anno basilare nella formazione della maggior parte dei giovani dell’epoca. C’era chi si innamorava di nuove ideologie è chi, come i componenti di un gruppo di amici, si innamorava di uno sport. Il ’68 infatti è l’anno di fondazione dell’Amatori Volley Bari, nome di una squadretta composta da ragazzi impegnati con gli esami di maturità. Bravi ragazzi, buona volontà, amore per la pallavolo ma null’altro. Neppure le magliette per giocare. L’intervento del giudice Pietro Floriano Florio, vero faro per tutto il volley non solo regionale, risolse il primo problema. Nacque così la società che oggi può vantarsi di essere la più titolata di Puglia. Il gruppo inizialmente era composto da Mimmo Magistro, Franco Carparelli, Pasquale Plantamura, Enzo Moncada, Gino Tedone, Paolo Pinto e Vittorio Scagliarini.
Una cavalcata di 44 anni tra settore maschile e femminile con mille soddisfazioni. Dapprima il brillante comportamento nel volley maschile con una squadra che sfiorò il salto nella massima serie potendo contare su giocatori di spicco come il bulgaro Stojan Stoev, poi ancora il condizionamento di natura economica costrinse a cedere il diritto di serie B. Programmi meno ambiziosi e impegno esteso al settore femminile. Una ristrutturazione anche a livello dirigenziale. Nicola Catalano, Umberto De Santis, Luigi Carofiglio, Saverio Pasquale, Pino e Antonello Magistro, Tonino Scarciello e Nicola Capocasale (ai quali si aggiunse in seguito lo sfortunato Beppe Cuoghi) rafforzarono una struttura in grado di passare da una fase semidilettantistica a una professionistica, almeno a livello di programmi. Fonti di sostentamento economico? A parte qualche coraggioso e lungimirante sponsor (figura molto rara dalle nostre parti) tutto basato su esposizioni personali dei pochi principali dirigenti.
Il vero salto di qualità nel 1981 quando furono acquisiti i diritti della 2000uno società che due anni prima aveva conquistato lo scudetto (primo assoluto per la pallavolo meridionale e soprattutto primo titolo italiano a squadre per la città di Bari). Da quell’anno un periodo ricco di successi sia nella massima serie femminile che in campo internazionale con fior di tecnici (Antonio Giacobbe, Giovanna Montanari, Donato Radogna, il bulgaro Simov) alla guida delle ragazze. Il culmine nel 1984 con la conquista della Coppa Cev nella finale a quattro disputata a Feuerbach in Germania. L’Amatori Volley vincendo quel trofeo sfatò un tabù che voleva le formazioni italiane sempre fuori dal gradino più alto del podio in manifestazioni a livello internazionale. Tre anni dopo, nel 1987, la conquista della Coppa Italia cui fece seguito un tricolore nel beach volley 4x4 e l’alloro olimpico conquistato da una propria atleta, la brasiliana Jacky Silva nel beach volley ai Giochi di Atlanta. Una delle tante grandi atlete italiane e straniere che in quegli anni hanno entusiasmato con le loro giocate il pubblico barese. Da Popa a Zrilic, da Hristolova ad Hanizewska, da Chudy alla splendida coreana Won, da Turetta a Guiducci per non dimenticare Marsha Bond: giocatrici tutte ben note in campo internazionale, includendo una barese, Rosa Ricci, alzatrice premiata con la convocazione in nazionale.
Verso la fine degli anni 90 prima la retrocessione in A2, poi nel ’98 la cessione del titolo sportivo rappresentarono la fase discendente dell’attività agonistica. Ridimensionamento drastico per far fronte alle passività che nel frattempo si erano accumulate. Quindi la decisione sofferta, ma necessaria, di ripartire dai campionati regionali puntando soprattutto sulla cura dei vivai. Lo «storico» presidente Mimmo Magistro intanto ha ceduto il timone della società alla figlia Manuela, esperta fra l’altro di materie giuridiche collegate alla pratica sportiva.
Nei quasi 45 anni di attività sono stati tesserati dall’Amatori Volley oltre 6000 fra atleti, tecnici e dirigenti: un numero rilevante che pone giustamente la società barese al vertice fra quelle pugliesi. Un esempio da seguire, magari evitando gli immancabili errori dovuti all’inesperienza. Ma nello sport, come nella vita, chi non rischia non rosica. E poi come si sarebbe arricchita di tanti successi la storia sportiva di Bari, non certo prodiga sotto questo aspetto, se un gruppetto di ragazzi non avesse fatto scelte coraggiose per quegli anni? Auguri, dunque, Amatori Volley e grazie con l’auspicio che la loro passione infarcita da quella beata incoscienza tipica dell’età giovanile possa costituire una traccia da seguire.

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