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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 17:17

La «second life» di Pirro nel segno della Ducati

I tempi di Valencia gli hanno dato buone sensazioni. In sella alla Ducati del team Pramac, in veste di sostituto dell'infortunato Ben Spies, Michele Pirro ha chiuso ottavo. Più che soddisfatto il pilota di San Giovanni Rotondo, che nella prossima stagione sarà il tester della casa di Borgo Panigale per lo sviluppo della Desmosedici MotoGp e sarà il sostituto dei piloti del team Malboro Ducati, Dovizioso e Hayden, e del team junior Ducati, Spies e Iannone: per il momento scenderà in pista nelle gare fino a febbraio, al posto dell'infortunato Ben Spies che dovrebbe rientrare a Sepang
La «second life» di Pirro nel segno della Ducati
I tempi di Valencia gli hanno dato buone sensazioni. In sella alla Ducati del team Pramac, in veste di sostituto dell'infortunato Ben Spies, Michele Pirro ha chiuso ottavo. Più che soddisfatto il pilota di San Giovanni Rotondo, che nella prossima stagione sarà il tester della casa di Borgo Panigale per lo sviluppo della Desmosedici MotoGp e sarà il sostituto dei piloti del team Malboro Ducati, Dovizioso e Hayden, e del team junior Ducati, Spies e Iannone: per il momento scenderà in pista nelle gare fino a febbraio, al posto dell'infortunato Ben Spies che dovrebbe rientrare a Sepang.
Parlando di Valencia, il pugliese è raggiante. «Come primo test in sella alla Ducati e insieme agli altri piloti della MotoGp, sono soddisfatto. Le condizioni meteo non ci hanno sicuramente aiutato e abbiamo potuto sfruttare solo l'ultima ora in condizioni di pista quasi ottimali. Questo test, per me, rappresenta l'inizio del lungo lavoro con Ducati che è partito nel migliore dei modi. Ho un ottimo feeling con la squadra e tutti i ragazzi del test team. Sono soddisfatto anche della prestazione cronometrica assoluta che ci serve come parametro per continuare a migliorare. Sarò presente anche ai test di Jerez a fine mese, con la speranza che il tempo sia più clemente».
La sua prima stagione in MotoGp è partita con una moto assemblata nei primi giorni di marzo. E l'assoluta mancanza di test ha obbligato il pilota a correre senza nessuna informazione, impegnandolo doppiamente anche nel ruolo di collaudatore. Non sono mancati gli inconvenienti tecnici che hanno segnato il morale a metà stagione. Ma quando le condizioni della pista non erano ottimali, il pilota di San Giovanni Rotondo si è messo in luce. E in qualche occasione si è piazzato anche davanti ai big, come nelle prove libere del venerdì al Sachsenring, in Germania, in cui ottenne il primo tempo. Come nella passata stagione, Valencia ha onorato l'impegno di Pirro e del team Gresini, portando la loro Crt al quinto posto assoluto in MotoGp, scrivendo una pagina importante della storia del motociclismo.
E così la determinazione del pilota pugliese e la sua voglia di emergere hanno aperto le porte di Ducati che - appena entrata nel gruppo Audi - ha offerto a Pirro un posto come performance rider. Si tratta di un ruolo molto importante - hanno dichiarato i vertici Ducati -: non dovrà essere un semplice collaudatore, ma dovrà spingere la moto al massimo e tutti i piloti ufficiali, da Dovizioso, Hayden, Iannone e Spies, avranno l'obbligo di essere più veloci di lui. «Dopo la bella gara di Valencia - prosegue Pirro - è stato molto emozionante tornare sulla Ducati MotoGp, anche se il primo giorno di test è stato condizionato dalla pioggia. Sulla Ducati ho ritrovato le buone sensazioni del precedente test del Mugello e con la squadra c’è un ottimo feeling. La sensazione è che rispetto alla mia vecchia Crt sia tutto più facile, ma abbiamo appena cominciato e ci aspetta ancora tanto lavoro».
Antonio Gattulli

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