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Lunedì 25 Settembre 2017 | 22:38

Il pareggio del Carpi rincuora il Lecce

di Massimo Barbano
LECCE - Pericolo scampato. I temuti effetti del turno di riposo seguito alla sconfitta con il Lumezzane che avrebbero potuto sensibilmente assottigliare il vantaggio del Lecce sulle inseguitrici non si sono verificati. E ciò, per effetto del pareggio fra la Virtus Entella e il Carpi che ha frenato la rincorsa della formazione emiliana che avrebbe potuto piazzarsi a soli tre punti di distacco dal Lecce in caso di vittoria
Il pareggio del Carpi rincuora il Lecce
di Massimo Barbano
 
LECCE - Pericolo scampato. I temuti effetti del turno di riposo seguito alla sconfitta con il Lumezzane che avrebbero potuto sensibilmente assottigliare il vantaggio del Lecce sulle inseguitrici non si sono verificati. E ciò, per effetto del pareggio fra la Virtus Entella e il Carpi che ha frenato la rincorsa della formazione emiliana che avrebbe potuto piazzarsi a soli tre punti di distacco dal Lecce in caso di vittoria.
Invece, trascorso il turno di riposo, resta fra il Lecce e il Carpi un solco di cinque punti che, se non può considerarsi incolmabile, è comunque molto rassicurante, in vista dello scontro diretto in programma in casa degli emiliani alla penultima giornata di andata il 16 dicembre prossimo.
Nonostante la delusione che ha fatto seguito alla prima sconfitta stagionale, quindi, il «tesoretto» del Lecce non è stato intaccato più di tanto. E, trascorso più di un terzo del campionato si può provare a fare una proiezione che ha una certa attendibilità. Dalle osservazioni degli ultimi quattordici campionati di entrambi i gironi di Prima divisione, si ricava che la quota media della prima classificata che accede alla promozione diretta è stata di 65,3 per il girone settentrionale (il range va dal massimo di 74 punti del Modena conseguito nella stagione 2000-2001 ad un minimo di 58 con il quale fu promosso il Siena nel torneo 1999-2000) e di 65,9 per il girone meridionale. In quest’ultimo il range va dal massimo conseguito dalla Nocerina che nel campionato 2010-2011 fu promossa con 72 punti al minimo conseguito dalla Fermana che nel campionato 1998-1999 approdò alla serie B con soli 58 punti all’attivo.
Omogeneo anche il dato delle seconde che sono giunte mediamente con quattro punti di ritardo all’incirca in ognuno dei due gironi: 61,7 la media di quello settentrionale, 61,4 di quello del Centrosud. Nel primo, il migliore piazzamento spetta al Como cui non bastarono i 72 punti mel 2000-2001 per superare il Modena; nel secondo, la palma della migliore piazza d’onore degli ultimi 14 anni è andata al Pescara nel campionato 2002-2003 quando i 69 punti, a parità con l’Avellino non bastarono ad evitare i play off (successivamente vinti) per approdare nella serie cadetta.
Conti alla mano, a questo punto del campionato, è abbastanza verosimile affermare che al Lecce manchino 40-41 punti per poter superare quella media ed avere quindi concrete prospettive di arrivare al primo posto. Aggiungendoli agli attuali 26 punti, infatti, si arriverebbe a 66-67, una quota che, negli ultimi 14 anni, nel girone settentrionale ha garantito la promozione diretta nel 64,3% dei casi. Ovviamente, la percentuale salirebbe in proporzione ai punti che si faranno. Con altri 45 punti, ipotizzando ad esempio 15 vittorie su 21, la sicurezza della promozione matematica sarebbe del 78,6%, fino ad arrivare al 100% con 75 punti totali (altri 51).
Ma, superare i 65 darebbe già concrete garanzie.
Ma come si può arrivare ai 66 punti che danno una percentuale abbastanza affidabile in questo girone? Nelle prossime ventuno partite (di cui undici in casa e dieci in trasferta), il Lecce potrebbe cogliere i 40 punti che lo separano dalla serie B con tredici vittorie ed un pareggio, potendosi così consentire di perdere altre sette partite; oppure, ipotizzando di vincere solo le undici gare in casa, dovrebbe fare sette punti nelle dieci partite che gli restano fuori casa e in tal caso potrebbe permettersi di perdere soltanto tre partite.

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