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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:37

La Reggina batte il Bari al San Nicola

BARI – La Reggina espugna il «San Nicola» battendo 1-0 il Bari nel posticipo della 14ª giornata di Serie B. Match deciso dalla rete di Comi al 26' della ripresa. Sarno mette Ceravolo solo davanti a Lamanna, bravo ad intervenire sulla sua conclusione. Ma Comi è lesto a ribadire in rete per il vantaggio degli amaranto. Con questa vittoria la Reggina si porta a quota 13, scavalcando di un punto proprio i pugliesi. Terza sconfitta consecutiva, seconda interna di fila per i biancorossi, due punti nelle ultime sei partite. Adesso si fa dura. Il Bari è in crisi e i numeri lo dicono chiaro e tondo
La Reggina batte il Bari al San Nicola
BARI-REGGINA 0-1 (0-0 nel primo tempo)

BARI (4-3-3): Lamanna 6; Ristovski 6, Borghese 6, Dos Santos 6, Polenta 6; Filkor 6, Romizi 5,5 (28’ s.t. Grandolfo sv.), Sciaudone 5,5; Galano 5.5, Caputo 5, Fedato 5,5. In panchina: Pena, Altobello, Aprile, Visconti, Defendi, Rivaldo. Allenatore: Torrente 6.
REGGINA (3-4-1-2): Baiocco 6; Lucioni 5.5, Ely 5.5, Bergamelli 6; Melara 6.5, Hetemaj 6 (30’ s.t. Castiglia 6), Armellino 6, Di Bari 6; Sarno 6.5; Comi 6.5 (46’ s.t. Freddi sv.), Ceravolo 6 (36’ s.t. Fischnaller sv.). In panchina: Fiacchin, D’Alessandro, Bombagi, Viola. Allenatore: Dionigi 6.
ARBITRO: Ostinelli di Como 6.
RETE: 26’ st Comi.
Note - Paganti 810, incasso di euro 10.392,00, abbonati 5.837, quota 15.595,00. Angoli: 6-5 per la Reggina. Ammoniti: Dos Santos, Filkor, Borghese, Ristovski (B.), Armellino, Hetemaj, Comi, Melara, Fischnaller. Recupero: 2’, 0’.

di FABRIZIO NITTI

BARI - Terza sconfitta consecutiva, seconda interna di fila, due punti nelle ultime sei partite. Adesso si fa dura. Il Bari è in crisi e i numeri lo dicono chiaro e tondo.

Al San Nicola passa la Reggina di Davide Dionigi, alla prima vittoria esterna in campionato. Colpo doppio, perché i calabresi sorpassano il Bari, lasciando i biancorossi malinconici al quarto posto. Assenze pesanti a condizionare la squadra (Bellomo, Iunco e Sabelli oltre i Ghezzal e Albadoro), ma il discorso vale anche per la Reggina, fra infortuni e squalifiche. Certo, nell’economia del gioco pesa, ad esempio, il non aver avuto il piccolo genio di Bellomo. Ma gli alibi non servono.

Il Bari è andato a strappi, facendo i conti per la prima volta con una sensazione nuova, cioè la paura. Che in una squadra di giovani è forse il peggio nemico. Bisogna reagire, e in fretta pure. Senza «organizzare» processi sommari e magari restando ancora più vicini a questa formazione che, non fosse stato per errori altrui (società e ex giocatori), avrebbe la bellezza di 19 punti in classifica e galleggerebbe a due punti dai playoff.

Siamo alle solite, il Bari fa i conti con l’ormai nota idiosincrasia da gol. Una compagna di viaggio che tanto ha già tolto in termini di punti a questa squadra. La nota lieta è data dalla constatazione di una difesa questa volta impermeabile dopo cinque giornate di campionato e nove rei al passivo. Le partite, però, si vincono segnando, al di là di legittime recriminazioni per un risultato iniquo. Tre palle gol e almeno altre due situazioni a «luci rosse» in area calabrese disegnano un primo tempo di marca biancorossa. Le occasioni cadono tutte sui piedi di capitan Caputo, generoso e lottatore come sempre, ma impreciso sotto porta. Gridano vendetta due opportunità in particolare (1’ e 33’), ma il senso del gol o ce l’hai innato nel sangue o non lo recuperi strada facendo. Errori da matita blu, tutto solo davanti al portiere ospite Baiocco, bravo invece a respingere in volo una conclusione dello stesso capitano biancorosso (21’). Della Reggina il primo tempo archivia poco e niente, se non una conclusione da lontano di Sarno messo in moto da un errore in appoggio di Romizi e messa in corner da Lamanna.

E certi scempi alla fine si pagano caro, come puntualmente avviene nel corso della ripresa. Una frazione di gioco che il Bari ricomincia con il piglio giusto, alzando anche il ritmo e tenendo la Reggina bloccata nella propria metà campo. Un quarto d’ora in cui il Bari spende molto, energie in uscita addizionate ad un primo tempo generoso. Non ci sono palle gol, ma una pressione costante e maggiori difficoltà ad entrare in area, vista la densità reggina nello difendersi. Quando fisiologicamente cala l’incedere barese, viene fuori la Reggina, crudele nel trovare il gol nella prima vera occasione. Sarno, uno che ha messo in croce i biancorossi dalla tre-quarti in sopra, trova il corridoio giusto e la complicità della statica difesa barese (dei centrali in particolare) per innescare Ceravolo; bravo Lamanna a deviare, ma per Comi tutto semplice spingere in porta.

E la partita diventa un piccolo calvario. Il Bari perde le misure e va avanti a strappi, colpito dalla rete calabrese e mosso da iniziative personali mentre la Reggina si accorcia e mette su una barriera a difesa del vantaggio. C’è un po’ di sconforto nell’azione barese, forse anche un po’ di angoscia per la sconfitta che monta. La palla gol creata da Fedato e non finalizzata a porta vuota, è l’ennesima, triste denuncia: senza un bomber la vita in serie B si fa dura… E sabato a Lanciano c’è aria di spareggio salvezza.

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