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Il Lecce beffato  a Pavia finisce 2-2

di MASSIMO BARBANO
PAVIA - Non si può sempre vincere, ma resta il disappunto per una partita che si sarebbe potuta chiudere con molto anticipo. L’episodio chiave è il rigore calciato da Foti contro la traversa che avrebbe potuto portare il Lecce sul tre a uno e avrebbe praticamente archiviato l'incontro. L’errore dal dischetto, come spesso accade in questi casi, ha invece ridato fiato alle speranze dei padroni di casa che hanno intravisto la possibiltà di riscrivere il finale grazie ad un altro calcio di rigore, qualche minuto dopo, che, al contrario di quanto aveva fatto poco prima il Lecce, non hanno sbagliato
Il Lecce beffato  a Pavia finisce 2-2
PAVIA-LECCE 2-2

PAVIA (5-3-2) : Kovacsik 6, Capogrosso 5, D'Orsi 6, Fasano 6, Reato 5,5, Zanini 5,5, Statella 6 (34’ s.t. Lussardi s.v.), La Camera 7, Di Chiara 6 (44’ s.t. Losi s.v.), Cesca 5,5, Beretta 6,5 (27’ s.t. Meza Colli 6). A disposizione: Teodorani, Turi, Romano. All. Roselli.
LECCE (4-2-3-1): Benassi 5,5, Diniz 5,5 (23’ s.t. Semenzato 5,5), Esposito 5, Di Maio 5,5, Tomi 5,5, Giacomazzi 6, Memushaj 6, Falco 5 (43’ p.t. Pià 5), Bogliacino 7,5, Chiricò 7, Foti 5 (28’ s.t. Jeda 5,5). A disposizione: Petrachi, Legittimo, De Rose, Zappacosta. All. Lerda.
ARBITRO: Aureliano di Bologna.
RETI: p.t. 7’ Bogliacino, 30’ Beretta, 45’ Bogliacino; s.t. 15’ Beretta (rig.).
NOTE - Spettatori 1.336 (paganti 1.044, abbonati 292. Incasso paganti 14.797,50). Ammoniti Reato, Di Chiara, Fasano, La Camera, D'Orsi (P), Tomi (L). Angoli 9-2 per il Pavia. Recupero 2’ e 4’

di MASSIMO BARBANO

PAVIA - Non si può sempre vincere, ma resta il disappunto per una partita che si sarebbe potuta chiudere con molto anticipo. L’episodio chiave è il rigore calciato da Foti contro la traversa che avrebbe potuto portare il Lecce sul tre a uno e avrebbe praticamente archiviato l'incontro. L’errore dal dischetto, come spesso accade in questi casi, ha invece ridato fiato alle speranze dei padroni di casa che hanno intravisto la possibiltà di riscrivere il finale grazie ad un altro calcio di rigore, qualche minuto dopo, che, al contrario di quanto aveva fatto poco prima il Lecce, non hanno sbagliato. Questi i momenti cruciali, ma i due punti gettati al vento dal Lecce traggono origine anche da una partita condotta con una certa sufficienza, forse nella convinzione che, come sta accadendo di solito, prima o poi il Lecce avrebbe trovato il numero risolutivo.

Invece il progetto della nona vittoria giallorossa si è infranto contro una squadra generosa e volitiva, sostenuta da un marcato carattere agonistico, ma non più forte tecnicamente della media di questo campionato. Insomma, il Pavia non era meglio degli altri avversari fin qui incontrati dal Lecce, però ha messo in campo una grande personalità ed una grande voglia di ottenere un risultato di prestigio contro il Lecce. Traguardo, per altro, meritatamente riuscito, se si pensa che nel finale, la formazione di casa ha anche centrato una traversa a portiere battuto ed ha anche a suo credito un evidente calcio di rigore per un fallo di mano in area di Esposito nei minuti di recupero che l’arbitro non ha ravvisato o non se l'è sentita di concedere a quel punto della partita. Un episodio che ha mandato in bestia i tifosi di casa che alla fine se la sono presa con il presidente Savino Tesoro aggredendolo verbalmente.

E il Lecce? L’incontrastata capolista della Prima divisione ha accusato una pausa. Quanto affondava traspariva chiaramente la sua superiorità, ma non ha avuto continuità di gioco, anzi, per una buona parte di gara, ha lasciato l’iniziativa in mano agli avversari. A complicare la situazione ci si è messo l'esito dei due rigori che hanno cambiato le sorti dell’incontro e a quel punto è diventato tutto più difficile con la squadra che è andata in confusione ed ha perso di lucidità sotto porta. Così nel finale si sono registrate soltanto nervose folate da parte della squadra giallorossa, mentre i padroni di casa hanno moltiplicato le forze per conservare il risultato sfiorando, come si è detto, anche la vitttoria.

Le fasi salienti della partita: 7’ Chiricò affonda sulla sinistra, resiste ad una carica e fa partire un traversone al centro, sulla respinta della difesa c’è la conclusione di Diniz respinta corta dal portiere, Bogliacino riprende e mette in rete; 11’: Memushaj intercetta una respinta corta della difesa, smista sulla sinistra per Chiricò, stop e botta di prima intenzione parata in due tempi da Kovacsik; 16’ Zanini corregge in diagonale un cross di La Camera dalla destra, Benassi blocca in tuffo; 30’ pallone scodellato da La Camera nell’area piccola, irrompe di testa Beretta e pallone nell’angolo sul secondo palo; 44’ il portiere di casa blocca una conclusione di testa centrale di Foti. 45’ affondo di Chiricò sulla sinistra, pallone al centro per Bogliacino che appoggia di prima in rete.

Secondo tempo: 9’ Zanini non riesce ad arginare Chiricò e lo trattiene per la maglia in area, l’arbitro non ha dubbi sulla concessione del rigore, ma Foti dagli undici metri calcia sulla traversa. Quattro minuti più tardi l’arbitro concede il rigore al Pavia per un contatto in area fra Esposito e Cesca. Questa volta Beretta non fallisce dagli undici metri; 23’ Diniz spedisce nell’area piccola per la testa di Foti che manda alto; 25’ botta di Memushaj dal limite, il portiere respinge di pugno in tuffo; 40’ tiro cross di Chiricò, deviato con la punta delle dita da Kovacsik; 41’ Jeda va in gol, ma l’arbitro aveva fischiato il fuorigioco; 43’ il nuovo entrato Meza Colli colpisce la traversa con un tiro dal limite; e nel finale il fallo di mano in area di Esposito non ravvisato dall’arbitro.

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