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Lippi: «Cassano in azzurro? Prima deve giocare»

Il ct condivide la posizione di Carraro: «Chi non lavora non può essere convocato, se non gioca questo non è possibile. Se il barese dovesse ritornare a giocare? Con i se e con i ma non si fa strada. Se ne riparlerà». Anche perché in questo momento c'è abbondanza di attaccanti validi
ROMA - Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha indicato una filosofia precisa nel rapporto tra tecnici e presidenti di società sportive: piena autonomia degli allenatori. Ecco perché quando a Marcello Lippi viene chiesto di commentare l'indicazione del vertice del Coni in relazione alla situazione di Antonio Cassano nella Roma, il ct azzurro risponde così: «Quando il presidente della Federcalcio Carraro ha detto che si possono convocare in nazionale solo giocatori che giocano effettivamente, non ha fatto che rispettare una filosofia di gruppo, una indicazione di lavoro - ha detto Marcello Lippi prima di entrare al seminario organizzato dal Coni all'Acquacetosa riservato ai direttori tecnici delle squadre nazionali - chi non lavora non può essere convocato, se non gioca questo non è possibile. Se Cassano dovesse ritornare a giocare? Con i se e con i ma non si fa strada, prima deve iniziare a giocare, poi se ne riparla».
Ma sulla eventuale presenza o meno del barese in azzurro nei prossimi mesi incombe anche una «terribile» concorrenza: «In questo momento abbiamo una notevole abbondanza di attaccanti validi - ha spiegato Lippi - siamo contenti perché nel campionato italiano c'è qualità e nello stesso tempo varietà. Lo scontro Toni-Gilardino a Firenze? La partita di Firenze la vedrò da spettatore come Roma-Juventus, alla tv. Tornerò ad occuparmi dei giocatori quando dovremo rifare le convocazioni. Questo ciclo di amichevoli si è chiuso per me con una grossa soddisfazione: risultato a parte contro la Costa d'Avorio abbiamo scoperto un avversario molto valido e ricambi azzurri di buona qualità. Il mio scopo contro Drogba e soci era quello di coinvolgere il più possibile gli azzurri».

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