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Calcio - L'Italia perde anche Vieri

Dopo Peruzzi e Totti, anche l'attaccante del Milan costretto a lasciare per infortunio. Lippi si affida a Del Piero, accanto alla coppia Toni-Gilardino, per l'amichevole che si giocherà sabato sera ad Amsterdam contro l'Olanda allenata da Van Basten (diretta su Rai1 alle 20,45)
FIRENZE - E' di nuovo Olanda-Italia, e questa volta senza i cucchiai di Totti e le parate di Toldo. Ma per la prima anteprima mondiale della sua nazionale, a Marcello Lippi sta bene così. Anzi lo scherzetto beffardo, il colpo sotto che spiazza l'avversario, prova a farlo lui chiedendo una partita da padroni in casa degli inventori del calcio totale. «Il risultato non è la prima cosa: non voglio andare a vincere spazzando palloni dalla nostra area per 90': ad Amsterdam andiamo per imporre il nostro gioco», è il cucchiaio dialettico del ct.
L'avversaria è di quelle serie, e non solo per i trascorsi. L'ultimo è la semifinale di Euro 2000 di Rotterdam passata alla storia per l'assedio arancione, i due rigori falliti dai padroni di casa nei tempi regolamentari, le tre parate dal dischetto del portiere azzurro e il pallonetto del romanista a Van der Saar, anticipato da una promessa a Di Biagio, il famoso 'mò je faccio er cucchiaio...'.
L'Olanda di Van Basten, rinnovata per nove undicesimi - ma non nel portiere - incute rispetto in Lippi. E non solo perché a guidarla è uno dei più strepitosi fuoriclasse della storia del calcio, per bravura e sfortuna. Dopo Brasile e Argentina, il commissario tecnico azzurro mette in fila per il titolo mondiale proprio la nazionale orange, ancora a secco dio sconfitte in 18 mesi di gestione del Cigno.
Alla nazionale priva di Peruzzi, Totti e Vieri, infortunati del gruppo iniziale di 23 azzurri, Lippi chiede allora molto più di una vittoria. E ne affida cuore e corsa all'estro di Del Piero. «Quella partita degli Europei era un altro contesto - ricorda oggi il ct - Si vinse con una buona dose di fortuna e le parate di Toldo, nel contesto di un torneo ben giocato. Stavolta è diverso: la personalità e la capacità di far la nostra partita, non solo di subirla, conta più del risultato». Di qui a giugno 2006, le occasioni sono solo tre, e contro l'Olanda è il test più importante. «Non sto qui a piangere l'assenza di Totti, anche se è chiaro che senza di lui il modulo cambia: può essere un 4-4-2, o un 4-3-3 particolare...», l'unica ammissione di Lippi.
E dalle indicazioni dell'ultimo allenamento prima della partenza per Amsterdam, sarà di nuovo Italia offensiva: la coppia di terzini è di quelle proiettate all'attacco, con Zambrotta a destra e Grosso a sinistra; a centrocampo Camoranesi ("qui, l'ho visto tranquillo") fa linea con Pirlo e Gattuso, unico vero polmone azzurro. E in avanti la coppia di centravanti Toni-Gilardino dovrebbe essere completata da un Del Piero oramai stufo di essere considerato l'Altafini del calcio italiano. «Nè qui nè alla Juve mi sento un giocatore part time: e basta dire che gioco perchè non c'è Totti...», l'inattesa esplosione dell'attaccante juventino.
A dire il vero Lippi, pur insolitamente teso per una vigilia amichevole, non aveva nascosto questo dato di fatto, ricordando peraltro che «una Italia titolare non esiste, semmai esistono diverse Italie». Ma la fiducia del ct ex Juve nei confronti di Pinturicchio è enorme. «Lui è un campione - la carezza di Lippi - che gioca bene anche se non gioca tanto. Io lo vedo benissimo; e d'altra parte nessuno lo conosce meglio di me. E se ora è in questa condizione, il merito non è mio: è stato bravo lui, dà il massimo anche se gioca poco».
Dunque, è di fatto l'Altafini del terzo millennio anche in chiave azzurra. Anche se la conta dei minuti giocati dice qualcosa di più. Ma la gestione, umana e tecnica, dell'eterno Godot è il punto di forza del nuovo commissario tecnico. La rinuncia forzata a Vieri, partito stamane da Coverciano per un dolore al ginocchio che «lo preoccupa molto», come confessa Lippi, apre d'altra parte a Del Piero le porte a un possibile doppio impiego. «Inzaghi? Lasciamolo in pace a casa, per la Costa d'Avorio non farò nuove convocazioni, a meno di infortuni in Olanda. Ho quattro attaccanti, e bastano...». Anche per l'anteprima mondiale di Amsterdam. «Ci saranno 60 mila spettatori, una nazionale fortissima, e tanta attesa anche nei nostri confronti...». E allora sai che sfizio un altro tipo di cucchiaio, dettar la partita ai maestri olandesi.

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