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La proposta «Intitolate una via al Reuccio di Bari»

di NINNI PERCHIAZZI 
«Intitoliamo una strada a Faele, il Reuccio di Bari» alias Raffaele Costantino, il primo cittadino barese che negli anni ‘30 ha avuto il merito e l’onore di vestire la maglia azzurra. L’appello è del consigliere comunale Carlo Paolini (nonché presidente dell’associazione Arca) che ha inviato una proposta all’assessore alla Toponomastica, Filippo Barattolo affinché si attivi per dare via all’iter burocratico. «In un momento in cui il calcio è attraversato da esempi di degrado morale e sportivo, è bello rilanciare la figura sportiva di un calciatore che ha onorato lo sport e la sua città»
La proposta «Intitolate una via al Reuccio di Bari»
di NINNI PERCHIAZZI 

«Intitoliamo una strada a Faele, il Reuccio di Bari» alias Raffaele Costantino, il primo cittadino barese che negli anni ‘30 ha avuto il merito e l’onore di vestire la maglia azzurra. L’appello è del consigliere comunale Carlo Paolini (nonché presidente dell’associazione Arca) che ha inviato una proposta all’assessore alla Toponomastica, Filippo Barattolo affinché si attivi per dare via all’iter burocratico. «In un momento in cui il calcio è attraversato da esempi di degrado morale e sportivo, rilanciare la figura sportiva di un calciatore che ha onorato lo sport e la sua città potrebbe aiutare a rivedere lo sport e il calcio in particolare in modo positivo e passionale», afferma Paolini. «Riconoscere il valore e l’impegno del campione barese - aggiunge - deve servire anche ad andare oltre il periodo storico vissuto da Raffaele Costantino e di cui fu espressione, un periodo che è stato già condannato dalla storia italiana». A Raffaele Costantino, negli anni è succeduto in nazionale solo l’altro barese purosangue Cassano. 

Faiele, nato a Bari il 14 giugno 1907, è stato un talentuoso calciatore, giocava all'ala e veniva soprannominato il «Reuccio». Ha collezionato 54 presenze nel Liberty Bari e 149 nel Bari totalizzando 81 reti. Dal 1930 al 1935 difese i colori della Roma. Come detto, Costantino è stato il primo barese a giocare in nazionale e uno dei primi giocatori meridionali a giocare stabilmente nella nazionale, quando la rappresentativa italiana era assoluto monopolio settentrionale, se non piemontese. 

Il grande momento di gloria di «Faele» con la maglia azzurra fu durante la partita che si disputò contro la grande Ungheria nel 1930 (vittoria italiana per 5-0), in cui distribuì più di un assist per la tripletta di Meazza e segnò un gol. Indimenticabile anche la doppietta messa a segno nella sconfitta contro la Spagna (2-3) del grande portiere Zamora. Collezionò 8 gol realizzati con 23 presenze in nazionale, di cui 6 giocando in serie B con i colori biancorossi, risultando l'unico convocato che militava in una formazione di seconda categoria.

In seguito, Costantino è stato anche allenatore del Bari per molti anni e a più riprese. «Possiamo affermare, senza dubbio, che è stato un barese che ha saputo tenere alto il nome della sua città. Mi sembra doveroso ricordarlo con l'intestazione di una strada così come richiesto anche da molti concittadini che hanno indicato anche il sito: la traversa 201 di via Fanelli», conclude Paolini. 
Non si lascia sfuggire il prezioso assist, l’assessore Barattolo. «È un’ottima idea, che intendo far divenire realtà nel più breve tempo possibile - dice -. Costantino con le sue gesta sportive ha tenuto alto l’onore di Bari, distinguendosi per l’innata bravura che faceva il paio con la lealtà».

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