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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 00:41

Calcio - Lecce, tre pali. Parma, tre punti

I giallorossi, che recriminano anche per un rigore non dato, dominano nella prima mezz'ora cogliendo i legni con Cozzolino, Rullo e Vucinic. Poi consentono a Marchionni di andare in gol. Nella ripresa raddoppio di Morfeo su punizione. Classifica preoccupante, continua la contestazione
PARMA-LECCE 2-0 (1-0)

Parma (4-2-3-1): Bucci 6, Cardone 6.5, Contini 6, Rossi 6, Pasquale 5.5, Grella 6.5, Simplicio 5, Marchionni 7 (31' st Savi sv), Morfeo 6.5, Bresciano 6, Delvecchio 5.5 (16' st Corradi 5.5). (22 Lupatelli, 34 Bernardini, 21 Cigarini, 35 Paponi, 18 Dedic). All. Beretta 6.5.
Lecce (4-3-3): Sicignano 6, Cassetti 6, Pecorari 5, Stovini 5.5, Rullo 5.5, Marianini 5.5 (14' st Valdes 6), Ledesma 6.5, Camorani 5.5 (31' st Pellè sv), Konan 6 (42' pt Pinardi 6), Cozzolino 6, Vucinic 5. (99 Benussi, 2 Diamoutene, 6 Angelo, 17 Giorgino). All. Baldini 5.5.
Arbitro: Tagliavento di Terni 6.
Reti: nel pt 31' Marchionni; nel st 5' Morfeo.
Angoli: 7-4 per il Parma.
Recupero: 3' e 3'.
Ammoniti: Camorani e Morfeo per gioco scorretto; Cozzolino, Pecorari per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 12.500.

** I GOL **

31' pt - Marchionni, su bel passaggio filtrante di Morfeo, va via sulla destra, si accentra, entra in area, mette a sedere Stovini e infila Sicignano con un forte rasoterra.
5' st - Morfeo trasforma una punizione dal limite dell'area, aggirando la barriera e mettendo la palla all'incrocio dei pali più lontano da Sicignano.

PARMA - La vecchia guardia è stata di parola: Marchionni, Morfeo e Cardone, che in settimana avevano chiesto ai dirigenti di «prendere le distanze» dall'entourage di Lorenzo Sanz (almeno finché non sarà ufficiale il cambio di proprietà) per non turbare un ambiente già pieno di problemi, hanno guidato i compagni a una sofferta vittoria contro il Lecce dell'ex Baldini, che qui fu esonerato più a meno a questo punto della stagione per far posto a Carmignani.
Beretta, almeno per il momento, non rischierà di fare la stessa fine, visto l'affetto con cui Marchionni - dopo il gol del vantaggio - è corso ad abbracciarlo, seguito da tutti i compagni. Per Marchionni, tra l'altro, si è trattato del primo gol stagionale, così come per Morfeo, che con una punizione delle sue ha dato la mazzata definitiva ai pugliesi in apertura di ripresa. Quanto a Cardone, il capitano ha tenuto in piedi con il suo temperamento un reparto difensivo che aveva iniziato malissimo (tre pali del Lecce nei primi 25 minuti) ma che stringendo i denti è riuscito a tenere inviolata una volta tanto la porta di Bucci. E ancora Cardone, alla fine del primo tempo, è andato a redarguire il nervosissimo Morfeo ricevendone una manata sul collo: li ha divisi l'ex compagno Sicignano, ma poi l'abbraccio tra i due parmensi al gol di Morfeo ha suggellato la pace ritrovata.
E il malcontento adesso è tutto in casa leccese, visto che alla classifica deficitaria si è aggiunta la contestazione dei tifosi nei confronti nel rientrante patron Semeraro. Proprio dalla curva leccese, peraltro, era partito un inopportuno coro (pare a favore dell'ex tecnico Delio Rossi) durante il minuto di silenzio in ricordo di Valcareggi, atteggiamento sonoramente fischiato dal resto del Tardini.
Beretta, che ha sempre mezza squadra fuori e che sa di non potersi permettere due punte più Morfeo, stavolta ha tenuto fuori Corradi, consentendo finalmente a un Delvecchio peraltro acciaccato di giocare da centravanti. Baldini ha optato per il 4-3-3 tenendo però in panchina Pinardi, salvo utilizzarlo nel finale del tempo al posto dell'infortunato Konan. Un cambio apparso tardivo, visto che l'ivoriano si era fatto male dopo circa un quarto d'ora e benché rimesso in sesto dallo staff medico appariva chiaramente menomato.
Prima, però, proprio Konan aveva fatto in tempo - sfruttando un mezzo pasticcio della difesa crociata - a mettere in mezzo una palla d'oro per Cozzolino, che sull'uscita di Bucci ha centrato in pieno la traversa: bravi l'arbitro Tagliavento e l'assistente Nicoletti a vedere il rimbalzo del pallone appena al di qua della linea bianca. Il festival dei legni leccesi è proseguito poi un tiro-cross di Rullo probabilmente mal calibrato (e altrettanto mal valutato da Bucci) spentosi sull'incrocio dei pali al 25'. E un minuto dopo un tiro di Cozzolino ha impattato la base dell'altro montante.
Insomma, il Parma sembrava in bambola e il Tardini ha iniziato a fischiare impietosamente. Così, come spesso avviene quando la buona sorte ha già deciso da che parte stare, su un'imbeccata di Morfeo per Marchionni, Pecorari ha tenuto in gioco l' attaccante mentre i suoi colleghi di reparto scattavano in avanti: un invito a nozze per l'ex empolese che è entrato in area, ha evitato Stovini e battuto Sicignano. Non è stata ancora la fine di un incubo, visto che il Parma era andato in vantaggio anche contro Treviso e Messina, ma un gol all'attivo, dopo tanta paura, non ha certo fatto male.
E nella ripresa, dato il tempo a Bucci di sventare un rasoterra dell'evanescente Vucinic, il perentorio raddoppio di Morfeo ha tolto i residui dubbi sul risultato finale. Troppo leggero l'attacco leccese - spesso beccato in fuorigioco dall'altro guardalinee Cuttica - troppo determinato a vincere questo Parma peraltro ancora non bello, che nel cuore nevralgico del gioco continua ad affidarsi a un Simplicio irriconoscibile rispetto alla scorsa stagione, ma almeno stavolta un po' rinfrancato. Baldini ha messo dentro anche Valdes e Pellè, senza però riuscire a creare qualcosa in più di un'estemporanea mischia, mentre Beretta, dopo aver avvicendato Delvecchio con Corradi, si è coperto inserendo Savi per l'esausto Marchionni. La sosta consentirà ora a Beretta di recuperare qualche giocatore e averne qualcun altro in condizioni migliori, sempre che la famiglia Sanz non ci metta lo zampino (insieme al fatidico saldo); quanto al Lecce, proprio la partita di oggi ha dimostrato quanto sia importante, per i giocatori, una situazione societaria quantomeno tranquilla.

Silvio Baldini accetta la sconfitta: «Scoccia, ma è meglio giocare così e perdere che non giocare del tutto». Il Lecce è caduto ma di certo non ha demeritato e l'allenatore ci tiene a sottolineare che la sua squadra non ha colpe: «Io penso che quando uno prende il palo invece di segnare non c'è molto da dover spiegare. Se non trovassimo la porta ci sarebbe da capire il perché, però per come ci è andata oggi, con anche un rigore sullo 0-0 non visto dall'arbitro che ha invece ammonito Cozzolino, non stiamo cercando attenuanti ma situazioni di gioco».
Tempo fa Baldini aveva annunciato che avrebbe rinunciato allo stipendio in caso di retrocessione in Serie B. Al momento, con la squadra ultima in classifica ad appena quattro punti, la proposta è confermata: «Non sono un pentito perché odio questa parola: un pentito è un colpevole che non vuole nemmeno pagare per le sue azioni. Quindi ripeto la mia proposta, però siccome non voglio rimetterci solo io dico anche che, in caso di salvezza, vorrei che il mio stipendio fosse raddoppiato. Se si potesse fare firmerei anche domani».

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