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Lecce, ancora nubi  su cessione del club

di MASSIMO BARBANO
LECCE - È una di quelle partite in bilico fino al novantesimo, anzi fino all’ultimo secondo dei minuti di recupero. Su quella che doveva essere una semplice ratifica di accordi ormai pacifici, la firma per la cessione definitiva del club, c’è un altro sussulto, l’ennesimo. Prima arriva la notizia di un altro slittamento dell’incontro previsto per oggi, e tanto per impegni di lavoro del patron uscente Giovanni Semeraro che è a Milano. Una circostanza che ha fatto andare su tutte le furie l’acquirente contattato telefonicamente nella sua azienda nel Bergamasco
Lecce, ancora nubi  su cessione del club
di Massimo Barbano

LECCE - È una di quelle partite in bilico fino al novantesimo, anzi fino all’ultimo secondo dei minuti di recupero. Su quella che doveva essere una semplice ratifica di accordi ormai pacifici, la firma per la cessione definitiva del club, c’è un altro sussulto, l’ennesimo.

Prima arriva la notizia di un altro slittamento dell’incontro previsto per oggi, e tanto per impegni di lavoro del patron uscente Giovanni Semeraro che è a Milano. Una circostanza che ha fatto andare su tutte le furie l’acquirente contattato telefonicamente nella sua azienda nel Bergamasco.

«Ho appreso la notizia oggi con una e-mail», dice Savino Tesoro, «lasciamo da parte che avevo già fatto il biglietto per venire a Lecce e per concludere il tutto. Se è un ostacolo serio alla chiusura? Ah, non lo so, chiedetelo a Semeraro, non so cosa abbia in mente».

Ma, rintracciato telefonicamente a Milano, Giovanni Semeraro sembra raccontare un’altra storia. Intanto, non nega l’incontro.

«Nessuno slittamento», dice il patron uscente del club, «sarò a Lecce in mattinata e ci incontreremo. Ma bisognerà ridiscutere qualcosa, perché Tesoro vuole modificare alcune parti contrattuali».

E alla medesima domanda rivoltagli se tutto questo possa comportare un serio ostacolo alla cessione risponde senza dubbi: «No, in un modo o nell’altro la faremo, è possibile anche che si firmi in serata».

Ma qual è il nuovo oggetto del contendere? Molto probabilmente il problema è il «paracadute» della Lega, una torta di oltre cinque milioni di euro, inizialmente negata al Lecce in quanto retrocesso in C per illecito sportivo, ma sulla quale ora si è tornati a sperare. Oggi, infatti, l’amministratore delegato Renato Cipollini, nel suo ultimo giorno di mandato nel Lecce (è in predicato per andare allo Spezia), firmerà il ricorso contro la decisione della Lega che sarà presentato al Tnas nel tentativo di recuperare quella somma. Una cifra che, se fosse concessa, costituirebbe un diritto maturato dall’Us. Lecce ma ai tempi della gestione Semeraro (la retrocessione dalla serie A risale a maggio).

Ma ciò non toglie che questo modifica il quadro globale, in quanto le condizioni pattuite per la stipula con la squadra in Prima divisione, non hanno tenuto conto di questa voce di entrata. L’accordo, con ogni probabilità sarà trovato, ma è anche molto probabile che tutto slitti ancora di qualche settimana, perchè probabilmente sarà necessaria una ulteriore divaricazione della stipula a seconda di quella che sarà la pronuncia del Tnas.

Un po’ come si era fatto quando in ballo c’era la partecipazione al campionato di serie B o a quello di Prima divisione. E così, la vicenda potrebbe avere una ulteriore ed inattesa coda.

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