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Domenica 24 Settembre 2017 | 03:37

Bari batticuore rischia il crollo poi non sa vincere

di FABRIZIO NITTI
BARI - La «legge» del San Nicola, questa volta, fa cilecca. La serie di vittorie interne, la catena dorata, si ferma a quattro, ma il pareggio nel posticipo dellas erie B di calcio contro il Brescia è materiale da salutare con un bel sospirone di sollievo, con recriminazione e soddisfazione, perché questo è un Bari che non muore mai. Un Bari batticuore. Finisce con un gol per parte ed è un epilogo strano e ingeneroso nei confronti di un match che ha regalato palle gol in quantità, distribuite più o meno in egual misura. Anche se quelle biancorosse sono apparse più nitide e clamorose
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BARI-BRESCIA 1-1 (1-1 già nel primo tempo)

BARI (3-4-3) Lamanna 7; Ceppitelli 5.5, Dos Santos 5.5, Polenta 5.5 (40' st Borghese sv); Sabelli 6, Romizi 6, Bellomo 7, Defendi 5; Galano 6.5 (21' st Sciaudone 6), Caputo 5.5, Iunco 5.5 (37' st Albadoro sv). In panchina: Pena, Ristovski, Rivaldo, Fedato. Allenatore: Torrente 6. 
BRESCIA (3-5-1-1) Arcari 6; De Maio 6.5, Salamon 6, Stovini 6; Zambelli 6, Lasik 6, Budel 6.5, Scaglia 6.5 (14' st Rossi 6), Daprelà 6.5; Saba 5.5 (27' st Corvia 5.5); Andr. Caracciolo 6.5. In panchina: Cragno, Ant. Caracciolo, Martina Rini, Bouy, Picci. Allenatore: Calori 6. 
ARBITRO: Tommasi di Bassano del Grappa 7. 
RETI: 15' pt Daprelà, 44' pt Galano. 
NOTE: serata calda, tererno in buone condizioni. Spettatori paganti 1.626, incasso di euro 21.814,00, abbonati 5.837, quota 15.595,00. Ammoniti: Defendi, Caracciolo, Stovini, Daprelà. Angoli: 8-3 per il Bari. Recupero: 1', 4'.

di FABRIZIO NITTI

BARI - La «legge» del San Nicola, questa volta, fa cilecca. La serie di vittorie interne, la catena dorata, si ferma a quattro, ma il pareggio nel posticipo contro il Brescia è materiale da salutare con un bel sospirone di sollievo, con recriminazione e soddisfazione, perché questo è un Bari che non muore mai. Un Bari batticuore. Finisce con un gol per parte ed è un epilogo strano e ingeneroso nei confronti di un match che ha regalato palle gol in quantità, distribuite più o meno in egual misura. Anche se quelle biancorosse sono apparse più nitide e clamorose. Rischiano di franare, i biancorossi, prima di riprendersi, tornare in partita soffrendo, aggrappandosi a quel carattere che ormai sta diventando una piacevole costante. Ed anche a conoscenze tattiche che piano piano diventano certezze.

Partita ruvida, scivolosa, tosta. Viva fino al novantesimo, Bari e Brescia a cercare la vittoria a tutti i costi alla faccia di tatticismi e schemi. Partita in bilico, perennemente, con l’ago della bilancia a pendere prima da una parte e poi dall’altra. Una bella sfida, divertente, forse anche per <merito> di due difese che non hanno brillato quanto a compattezza e solidità.

Salto in alto rinviato, ci saranno altre occasioni. Tre lunghezze sulla zona playout, quattro punti da recuperare alla zona playoff. I biancorossi sono nel mezzo, in una posizione di attesa e con un campionato ancora tutto dentro.Il Bari si rimette in marcia dopo lo stop di Castellammare ed è questo il dato più importante in vista di un altro trittico di partite tutte da decodificare: dal viaggio in Veneto di sabato, sponda Padova, al match interno contro l’Empoli (martedì prossimo), fino alla trasferta di Livorno.

Un Bari comunque da applausi, capace di rientrare nel match quando il Brescia sembrava ormai padrone, forte di un vantaggio sgorgato al quarto d’ora e confezionato ancora una volta da una ingenuità barese (tap in di Daprela dopo corner e rinvio errato di Sabelli). Non è stata la squadra brillante ammirata in altre circostanze, un po’ frenata nella manovra, distratta nella fase difensiva, come al solito poco concreta, ma capace di reagire alle difficoltà e a un destino che pareva irrimediabilmente in salita.

Un Bari che un po’ arranca nel corso del primo tempo, complice anche l’atteggiamento bresciano. Squadra bloccata su un 3-5-1-1 robusto, compresso nella propria metà campo, attento a non lasciare campo alle giocate in velocità dei biancorossi. E il Bari in effetti fa fatica a trovare spazi, nonostante il 3-4-3 a trazione offensiva e il pressing alto. La superiorità numerica in mezzo al campo consente al Brescia maggiore densità e veloci ripartenze, soprattutto quando il Bari smarrisce le misure del pressing. Bellomo dal corner, Bellomo con il sinistro, Caputo con un piattone sono i segnali di un Bari che non vuole uscire dalla gara. Il resto lo fa Lamanna che ferma Zimbelli e Scaglia e la traversa che si oppone a Caracciolo. Il pareggio è un’invenzione di Sabelli che strappa palla in territorio «nemico» e porge a Galano.

Il Bari si «aggiusta» nella ripresa. Torrente sposta più in mezzo Galano prima e Bellomo dopo. Si rischia ancora in un paio di occasioni (Rossi spara su Lamanna), ma non si finirà mai di recriminare per le due palle gol capitate sui piedi di Caputo e Albadoro, occasioni più semplici da trasformare in gol che da sbagliare.

Il finale di partita è il solito arrembante finale targato Bari. Non c’è il gol, ma forse è giusto così.

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