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Bonolis lascia "Serie A". Domenica ultima presenza

Conflitti tra il conduttore (e i suoi autori) e la redazione sportiva, cui si aggiungono risultati di audience deludenti. Il manager Presta: «I problemi sono nati fin dal primo giorno». Paolo: «La struttura non collabora. Neanche dovevo farlo questo programma. Ho tante cose da preparare»
ROMA - Bonolis lascia «Serie A». «Ritorno a fare i programmi per i quali sono stato ingaggiato», ha detto a Dagospia il conduttore, che domenica prossima condurrà per l'ultima volta la trasmissione. Intanto oggi, Repubblica, in un'intervista a Lucio Presta, riportava lo sfogo di Bonolis al suo manager. «I giornali scrivono che la trasmissione è meglio senza di me - si legge nell'intervista -. La struttura non collabora, ma che ce sto a fà? Neanche dovevo farlo 'sto programma. C'ho tante cose da preparare. Stiamo per partire con "Il senso della vita", poi con l'anno nuovo arriveranno le prime serate e quant'altro. Spiegami un ragionevole motivo per restare a dispetto di tutti questi che mi attaccano e non mi vogliono». «La decisione sul programma e sul futuro spettano a Paolo, da concordare con l'azienda - precisa Presta - io, secondo la mia regola inviolabile, tutelerò gli interessi del mio assistito, che è serenissimo».
Sulle voci circa il conflitto all'interno del programma: da una parte Bonolis e i suoi autori, dall'altra la redazione sportiva, Presta ammette: «Sinceramente non posso negarli. I problemi sono nati fin dal primo giorno, Bonolis ha cercato di ignorarli sopportandoli con pazienza, è un uomo educato e rispettoso degli altri. Detesta litigare. Purtroppo sono diventati insostenibili. Per quanto riguarda me e il gruppo di lavoro di Bonolis, cerchiamo di porre Paolo nelle migliori condizioni: psicologiche e ambientali. E questo, inaspettatamente, non si è verificato a "Serie A"».
Bonolis «ha accondisceso a fare "Serie A" per spirito di servizio - ha proseguito Presta -: nel passaggio a Mediaset le richieste dell'azienda e i nostri obblighi erano e sono di tutt'altro genere. Poi è saltata fuori questa opportunità e, su richiesta dell'azienda, Paolo si è reso disponibile. Una scelta che ha dato fastidio a molti. Così ci siamo trovati in una situazione spiacevole e paradossale. Nel mirino di tutti. Per il programma- attaccato per la presenza di ospiti non graditi- e per l'immagine, bersaglio di critiche incredibili da parte dei giornali. Filo conduttore: la delusione rispetto ai risultati e la presunta inadeguatezza di Paolo nell'ambiente sportivo».

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