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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 07:39

Calcio - Morto Valcareggi, ex ct della Nazionale

Aveva 86 anni ed era ricoverato da tre giorni per una forma di leucemia. Ha conquistato gli Europei del '68 a Roma, unico titolo continentale conquistato dall'Italia. Era in panchina nel 1970 ai Mondiali in Messico, quelli di Italia-Germania 4-3
FIRENZE - Ferruccio Valcareggi, ex allenatore della Nazionale italiana di calcio e di società di Serie A, è morto stamani a Firenze. Lo si è appreso in ambienti del Coni fiorentino. Valcareggi è morto stamani alle 9.50. Aveva 86 anni ed era ricoverato da tre giorni al reparto di San Luca dell'ospedale di Careggi per una forma di leucemia.
Ferruccio Valcareggi nasce a Trieste il 12 febbraio 1929. Il suo nome è legato al mondo del calcio ed in particolare al ruolo di allenatore ricoperto nella Nazionale azzurra, prima insieme ad Helenio Herrera (per sole 4 gare, esordio l'1/1166 in Italia-Urss 1-0, gol di Guarneri), poi da solo dal 26 giugno '67 (Romania-Italia 0-1, gol di Bertini) al 23 giugno '74 (Polonia-Italia 2-1 a Stoccarda. Non solo allenatore di successo, prima di iniziare la carriera da tecnico
Valcareggi inizia la sua carriera calcistica in serie A nel 1938 con la maglia della Triestina per poi passare, due anni dopo, alla Fiorentina dove gioca per 5 campionati. Dopo una tappa di due anni al Bologna ritorna alla Fiorentina, poi passa al Vicenza e quindi chiude la sua carriera da giocatore nel 1955 nelle fila della Lucchese. Valcareggi vanta in totale ben 261 presenze in serie A con 44 reti al suo attivo. La sua carriera di giocatore è segnata anche dalle convocazioni in Nazionale, sia in quella universitaria che in quella principale allenata dal grande Vittorio Pozzo.
Chiusa la storia del giocatore, inizia quella di un grande allenatore. La sua prima esperienza è sulla panchina del Prato, poi passa all'Atalanta e quindi alla Fiorentina prima di finire in Nazionale. Alla guida degli azzurri Valcareggi conquista gli Europei del '68 a Roma, unico titolo continentale conquistato dall'Italia. Fu l'Europeo della «monetina», gli azzurri approdarono in finale dopo aver vinto il sorteggio (appunto con la monetina) nella semifinale contro l'Urss. Poi, in finale, ci vollero due partite (1-1 nel primo match) prima di avere la meglio sulla Jugolsavia (2-0, gol di Riva e Anastasi) e vincere il titolo. Sulla scia di questo successo l'Italia si presentò ai Mondiali del '79, in Messico, con il dualismo Rivera-Mazzola, Valcareggi «affrontò il problema» con la «celebre» staffetta portata avanti fino alla storica semifinale con la Germania, quello splendido ed interminabile 4-3 chiuso con un gol di Rivera al 111'.
L'ex «golden boy» era entrato al posto del «rivale» Mazzola al 1' della ripresa. In finale niente staffetta, ma contro il Brasile del grande Pelè non c'era molto da fare, Mazzola giocò tutta la partita, Rivera soltanto gli ultimi 15 (ma la Selecao era già sul 3-1), l'Italia si accontentò di un onorevole secondo posto. Dalla finale di Città del Messico inizia la parabola discendente del Valcareggi ct, nel '72 gli azzurri non accedono alla fase finale degli Europei.
Andò male, anzi malissimo, anche ai Mondiali del '74 in Germania, gli azzurri uscirono alla prima fase dopo aver battuto Haiti, pareggiato con l'Argentina ed essere stati battuti con la Polonia, ultima gara di Valcareggi alla guida della Nazionale.

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