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Calcioscommesse Bari ancora guai Tarantino nel mirino

di GIOVANNI LONGO 
BARI - Calciatori, tifosi e adesso anche (ex) dirigenti biancorossi. Nel mirino della Procura di Bari c’è anche l’ex team manager Luciano Tarantino. Dopo le indagini sugli ex biancorossi, dopo l’arresto dei capi della tifoseria, accusati di avere esercitato pressioni sui loro beniamini affinché perdessero due partite, il procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati e il sostituto Ciro Angelillis puntano al «terzo livello». E per il Bari, nonostante sulla famiglia Matarrese non ci sia neanche l’ombra del sospetto, le conseguenze sul piano sportivo potrebbero essere pesanti
Calcioscommesse Bari ancora guai Tarantino nel mirino
di GIOVANNI LONGO 

BARI - Calciatori, tifosi e adesso anche (ex) dirigenti biancorossi. Nel mirino della Procura di Bari c’è anche l’ex team manager Luciano Tarantino. Dopo le indagini sugli ex biancorossi, dopo l’arresto dei capi della tifoseria, accusati di avere esercitato pressioni sui loro beniamini affinché perdessero due partite, il procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati e il sostituto Ciro Angelillis puntano al «terzo livello». E per il Bari, nonostante sulla famiglia Matarrese non ci sia neanche l’ombra del sospetto, le conseguenze sul piano sportivo potrebbero essere pesanti. 

Accertamenti sono in corso su Luciano Tarantino, per quasi tre anni tesserato come team manager dall’Associazione Sportiva Bari. L’ex «braccio destro» di Giorgio Perinetti, ai tempi della promozione in serie A è stato tirato in ballo da Marco Esposito. Il nuovo «pentito» ha svelato ai Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Bari nuovi scenari che vanno oltre le «semplici» combine di Salernitana- Bari del 23 maggio 2009 (3-2) e Bari-Treviso del 10 maggio 2008 (0-1). E che riguardano, appunto, anche Tarantino, uno dei più stretti collaboratori di Perinetti. L’ex team manager è l’uomo che l’ex direttore generale voleva portare anche a Siena e sul quale Antonio Conte pose, invece, un veto. L’ipotesi è frode sportiva. Le indagini riguardano il ruolo che Tarantino avrebbe avuto quanto meno nella gara giocata in Campania tra il Bari già promosso e la formazione di casa in cerca di punti salvezza. Da chiarire se abbia partecipato alla presunta trattativa o se abbia «solamente » scommesso sulla sconfitta di quella che all’epoca era la propria squadra. 

L’ex dirigente è già stato interrogato dagli investigatori ai quali ha dato la sua versione. Assistito da un avvocato ha risposto alle domande dei Carabinieri che lavorano senza sosta per chiudere il cerchio sul secondo filone d’inda gine partito dalle dichiarazioni rese da Masiello. Dopo il diretto coinvolgimento di Pierandrea Semeraro in una combine, stando almeno all’ipotesi dell’accusa, è la seconda volta che la Procura di Bari indaga su un ex dirigente, questa volta del Bari. Terza se si considera anche il ruolo che avrebbe avuto un ex dirigente della Salernitana ritenuto l’inter mediario tra calciatori campani e baresi. Da chiarire se le possibili conseguenze del presunto coinvolgimento di Tarantino su eventuali deferimenti e squalifiche possano essere così gravi come è accaduto per il Lecce Calcio, punito sul piano sportivo con la retrocessione. L’ex presidente giallorosso che, per il tramite di alcuni intermediari, avrebbe pagato Masiello per comprare la sconfitta del Bari nel derby grazie al quale i salentini centrarono la salvezza, al termine della stagione 2010-2011, aveva ampi «poteri di firma» e una responsabilità diretta nella gestione della società. Il ruolo avuto da un team manager, dirigente a tempo, al seguito del direttore generale, appare in astratto meno importante, anche se si tratta pur sempre di un tesserato. 

Al di là delle valutazioni sul piano sportivo, l’inchiesta barese sul calcio sporco continua, dunque, a riservare sorprese. La Procura sta valutando se, con gli elementi raccolti sino a questo momento, è possibile ipotizzare (ancora una volta) il reato più grave di associazione. Intanto, sono stati trasmessi alla procura di di Bologna gli atti d’indagine relativi alla partita Bologna-Bari del 22 maggio 2011. Stralciata la posizione di Daniele Portanova dall’inchie - sta più ampia in cui i magistrati pugliesi ipotizzano la frode sportiva, reato per cui il difensore bolognese è indagato. La partita, ultima di campionato, terminò 4-0, a sorpresa per i baresi, da tempo già retrocessi.

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