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Dopo cinque successi Lecce si ferma a Como

di MASSIMO BARBANO
COMO - Dopo un’ora il Lecce sembrava aver infilato nel suo tritatutto anche la sesta vittima di questo campionato di Prima Divisione di calcio, il Como. Il tutto in una partita il cui trend è cambiato almeno tre volte nel suo svolgimento. Un ruolo determinate l’ha avuto l’arbitro, messo sotto accusa proprio dai due marcatori salentini, Foti e De Rose, per un rigore negato e per quello concesso invece ai padroni di casa
Dopo cinque successi Lecce si ferma a Como
COMO-LECCE 2-2 (0-1 nel primo tempo)

COMO (4-3-3): Micai 6, Benvenga 7 (29' s.t. Scialpi 6,5), Luoni 6, Schiavino 6 (41' s.t. Ambrosini s.v.), Fautario 6, Giampà 5,5, Ardito 6, Tremolada 6,5, Cia 7, Torregrossa 6,5 (11' s.t. Donnarumma A. 6), Lisi 6. A disposizione: Perrucchini, Del Pivo, Marchi, Donnarumma D. Schiavino. All. Paolucci.
LECCE (4-2-3-1): Benassi 6,5, Vanin 6,5, Diniz 7, Esposito 6, Tomi 5,5, De Rose 7,5, Memushaj 6,5, Falco 6,5 (29' s.t. Zappacosta s.v.), Bogliacino 6 (12' s.t. Di Maio 6), Chiricò 6, Pià s.v. (18' p.t. Foti 7). A disposizione: Gabrieli, Legittimo, Palumbo, Malcore. All. Lerda.
ARBITRO: Aversano di Treviso. 
RETI: p.t. 30' Foti; s.t. 3' De Rose, 11' Tremolada (rig.), 35' Cia.
NOTE - Spettatori 2.952 (paganti 2.528, incasso 22.286,25). Espulso al 10' del s.t. Esposito per doppia ammonizione. Ammoniti Chiricò, Foti, Benassi (L), Luoni, Ardito, Fautario, Giampà (C). Recupero 2' e 4'. Corner 3-2 per il Como.

di MASSIMO BARBANO

COMO - Il record del 1942 delle sei vittorie consecutive resiste. Ma al di là dell'aspetto cabalistico, il Lecce ha da rimuginare, per le modalità nelle quali è maturato il pareggio. Prima o poi la serie d'oro si sarebbe interrotta, questo è pacifico, ma farlo quando sei in vantaggio per due a zero brucia non poco. Dopo un'ora, infatti, il Lecce sembrava aver infilato nel suo tritatutto anche la sesta vittima di questo campionato, il Como. Il tutto in una partita il cui trend è cambiato almeno tre volte nel suo svolgimento. Inizio con i padroni di casa che spingono sull'acceleratore ed un Lecce che fatica a prendere le misure e rischia anche qualcosina indietro. Poi, paradossalmente, il Lecce ritrova smalto ed autorità proprio quando è costretto a sprecare la sua prima sostituzione dopo 18 minuti appena. Fuori Pià per sospetto stiramento muscolare, nella mischia Foti. E la partita cambia perché il brasiliano. che in quel ruolo di prima punta proprio non ingranava, lascia spazio all'ex sampdoriano per il quale quel ruolo sembra un vestito cucito apposta per lui. Così il Lecce timoroso dei primi minuti sale in cattedra e va in vantaggio proprio con Foti per poi continuare a dettare legge in campo.

E quando all'inizio del secondo tempo arriva il due a zero con un contropiede inarrestabile, il copione sembra quello delle precedenti partite e l'interrogativo non è più quello se il Lecce vincerà o meno la partita, ma se ci sarà qualche squadra che potrà fermare i salentini in questo campionato. Invece accade l'imprevisto. Un fallo da rigore, molto contestato dal Lecce, ridà fiato ai padroni di casa che oltre ad accorciare le distanze trovano la superiorità numerica per l'espulsione del difensore Esposito sanzionato con il secondo «giallo». Così, ridotto in dieci, Lerda è costretto a rinunciare a Bogliacino per introdurre un altro difensore centrale e il rimedio depaupera inevitabilmente risorse offensive alla squadra che in quella fase subisce il ritorno dei padroni di casa che così pervengono al pareggio. Ma c'è ancora un ulteriore fase. Quando il Lecce sferzato dalla beffa, cerca in dieci la prova d'orgoglio, ma il colpo di coda non riesce. Si spiega così il pareggio, il primo della stagione che alla vigilia sarebbe potuto essere anche un risultato accettabile considerando le credenziali dell'avversario.

Le azioni salienti dell'incontro: un gol in fuorigioco annullato al Como al 6' ad opera del terzino Benvenga, di origine gallipolina. Al 12' Benassi blocca in presa una punizione angolata di Cia. Al 26' il Lecce spreca una grossissima occasione per andare in vantaggio: Foti si insinua in un buco della difesa di casa, mette al centro per Bogliacino che offre un pallone d'oro a Chiricò, dribbling stretto in area e poi pallonetto a scavalcare il portiere che era a terra, ma la traiettoria è clamorosamente sbagliata. Al 30' Chiricò taglia un cross al centro per Foti che svetta su tutti e schiaccia il pallone nell'angolo. Poco consistente la reazione del Como che impensierisce Benassi colo con un tiro dalla distanza al 45' di Cia.

E nel secondo tempo il Lecce chiude il conto dopo appena tre minuti. Falco innesca un'azione di contropiede dalle retrovie e lascia il pallone a De Rose al momento giusto, rasoterra dalla distanza e pallone nell'angolino imparabile per il portiere. Poi dopo un tiro di Memushaj all'8' che impegna il portiere comasco in presa alta su punizione dal limite, il Como riapre la partita al 10': Cia avanza sulla destra e scodella un pallone dalla parte opposta, Lisi rimette di testa al centro dell'area per Torregrossa che cade contrastato da Esposito. Per l'arbitro è rigore ed ammonizione, la seconda per il centrale giallorosso che deve così lasciare il campo. Tremolada realizza il tiro dagli undici metri con una soluzione di forza alla destra di Benassi. Il Lecce reclama un rigore al 20', sull'accelerazione di Foti in contropiede, il portiere di casa si lancia alla disperata sui piedi dell'attaccante giallorosso e lo atterra. L'arbitro vede una simulazione di Foti e lo ammonisce. La beffa per il Lecce arriva al 35' su un'azione geometricamente simile a quella del rigore. Un campanile da destra a sinistra, dove Lisi mette un pallone al centro dove si trova pronta la zampata di Cia. Benassi protesta per una presunta posizione di fuorigioco dell'attaccante e rimedia un cartellino giallo. Poi non cambierà più nulla fino alla fine.

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