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Calcioscommesse Masiello patteggia un anno e 10 mesi

BARI – L'ex calciatore del Bari Andrea Masiello ha patteggiato la pena ad un anno e 10 mesi di reclusione per associazione per delinquere e frode sportiva al termine di una delle inchieste baresi sul calcioscommesse. I suoi due amici-scommettitori, Gianni Carella e Fabio Giacobbe, hanno invece patteggiato un anno e 5 mesi ciascuno. La condanna è stata emessa dal gip del Tribunale di Bari Michele Parisi che ha concesso a tutti e tre gli imputati il beneficio della pena sospesa. Le partite contestate in relazione alla frode sportiva sono quattro: Palermo-Bari, Bari-Sampdoria, Bari-Lecce e Bologna-Bari. Intanto, Il Tnas ha ricevuto istanze di arbitrato con la Figc da parte di Nicola Belmonte, difensore del Siena, e Stefano Guberti, centrocampista sotto contratto con la Roma. Entrambi sono stati condannati ad una squalifica, rispettivamente a sei mesi e a tre anni, in primo e secondo grado nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse relativamente al filone d’inchiesta di Bari
Ascoltati giocatori ex giocatori del Bari fuori rosa
Calcioscommesse Masiello patteggia un anno e 10 mesi
BARI – Dopo aver confessato di aver tradito la squadra e i tifosi vendendo per 230mila euro anche il derby Bari-Lecce, Andrea Masiello ha patteggiato la pena a un anno e dieci mesi di reclusione. L’ex difensore del Bari ha deciso di chiudere così la sua partita con la giustizia ordinaria che gli contesta l’associazione per delinquere e quattro episodi di frode sportiva compiuti assieme ai suoi amici e scommettitori, Gianni Carella e Fabio Giacobbe. I due, sempre oggi, hanno patteggiato la pena di un anno e cinque mesi ciascuno. A tutti e tre il gip Michele Parisi ha concesso la sospensione della pena. 

Le partite truccate dai tre sono il derby Bari-Lecce, Bologna-Bari e Udinese Bari. Solo per Masiello ci sono anche Bari-Sampdoria e Palermo-Bari. Che sia stato Masiello a vendere il derby Bari-Lecce (15 maggio 2011, 2-0) con un autogol risulta dalle stesse confessioni fatte dall’ex difensore biancorosso, poi passato all’Atalanta. «Voglio aggiungere – scrisse Masiello in una lettera inviata alla procura di Bari proco prima del suo arresto del 2 aprile scorso – che, quando il risultato era sullo 0-1, ho sfruttato un’occasione che mi si è posta per poter cristallizzare definitivamente l’esito di sconfitta per il Bari e per poter – quindi – ottenere il pagamento promessomi, realizzando così l’autogol con cui si è concluso l’incontro».
La somma che era stata promessa a Masiello e ai suoi due amici era di 300mila euro, poi scesa a 230mila. Complici della combine sono stati – secondo la procura di Bari – l'allora presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l’imprenditore Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo, amico di Masiello. Ai tre il pm Ciro Angelillis ha fatto notificare nel luglio scorso l’avviso di conclusione delle indagini per frode sportiva, atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. I tre sono stati incastrati proprio dalle confessioni di Masiello e dei suoi due amici. Per truccare il derby – hanno rivelato agli investigatori – furono versati ai baresi 230 mila euro, pagati in diverse tranche. La prima parte, di 50mila euro, sarebbe stata versata durante un incontro all’hotel Tiziano di Lecce. Le altre tranche sarebbero state consegnate da Quarta a Carella durante incontri avvenuti in una stazione di servizio sulla tangenziale di Bari; e da Quarta a Masiello in una località del nord Italia dove l’ex calciatore biancorosso viveva all’epoca dei fatti. La combine è costata a Semeraro un’inibizione per 5 anni, al Lecce la retrocessione dalla serie B alla Lega Pro e a Masiello una squalifica (patteggiata) di 26 mesi. «Andrea Masiello – dice il suo legale, Salvatore Pino – ha solo voglia di vivere con serenità e nel silenzio più totale, soprattutto non vuole continuare a far parlare di sè». «Dal punto di vista penale – spiega il difensore – si è conclusa la fase più importante, rimane ora una piccola tranche con due partite: Bari-Treviso e Salernitana-Bari». 

Proprio sulla presunta combine di queste due partite di serie B l’inchiesta della procura di Bari va avanti. Da ieri i carabinieri stanno ascoltando alcuni ex calciatori fuori rosa del Bari e non si esclude che nei prossimi giorni vengano ascoltati altri giocatori, i procuratori dei calciatori e i manager delle società. All’epoca dei fatti il Bari era allenato da Antonio Conte, che portò i biancorossi in serie A.

BELMONTE E GUBERTI CHIEDONO L'ARBITRATO
Il Tnas ha ricevuto istanze di arbitrato con la Figc da parte di Nicola Belmonte, difensore del Siena, e Stefano Guberti, centrocampista sotto contratto con la Roma. Entrambi sono stati condannati ad una squalifica, rispettivamente a sei mesi e a tre anni, in primo e secondo grado nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse relativamente al filone d’inchiesta di Bari. Belmonte era stato prosciolto limitatamente ai fatti di Udinese-Bari del 9 maggio 2010 mentre era stato squalificato per la partita Cesena-Bari del 17 aprile 2011. Guberti era stato condannato in relazione alla gara Bari-Sampdoria, del 23 aprile 2011.

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