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Venerdì 22 Settembre 2017 | 22:51

Lecce, resa dei conti tra Tesoro e Semeraro

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Dopo una serie di rinvii è stato fissato per lunedì prossimo l’incontro decisivo fra Giovanni Semeraro e Savino Tesoro per il passaggio definitivo di consegne del club. La stipula, che secondo il contratto preliminare firmato a giugno, doveva perfezionarsi entro il 15 settembre, è slittata prima per impegni all’estero di Savino Tesoro, poi, per un problema burocratico di approvazione del budget della nuova società. Un passaggio dove tutto è già scritto e che quindi non dovrebbe riservare grosse sorprese, anche se, al perfezionamento dell’atto mancano ancora alcuni passaggi. Il più importante è quello dell’approvazione del bilancio per la chiusura della vecchia gestione e lo scioglimento del consiglio di amministrazione ancora in carica
Lecce, resa dei conti tra Tesoro e Semeraro
di Massimo Barbano

LECCE - Dopo una serie di rinvii è stato fissato per lunedì prossimo l’incontro decisivo fra Giovanni Semeraro e Savino Tesoro per il passaggio definitivo di consegne del club. La stipula, che secondo il contratto preliminare firmato a giugno, doveva perfezionarsi entro il 15 settembre, è slittata prima per impegni all’estero di Savino Tesoro, poi, per un problema burocratico di approvazione del budget della nuova società.

Un passaggio dove tutto è già scritto e che quindi non dovrebbe riservare grosse sorprese, anche se, al perfezionamento dell’atto mancano ancora alcuni passaggi. Il più importante è quello dell’approvazione del bilancio per la chiusura della vecchia gestione e lo scioglimento del consiglio di amministrazione ancora in carica presieduto dalla commercialista Isabella Liguori, attuale presidente del Lecce. Per far questo è necessario il ripiano delle esposizioni debitorie con gli istituti di credito per una somma che si aggira intorno ai sette milioni di euro, debiti accumulatesi nelle passate gestioni. L’estinzione di questo debito rappresenta un passaggio necessario, altrimenti l’advisor non potrà approvare il bilancio finale.

In più, per perfezionare il passagio, Tesoro rivendica la restituzione di una caparra di 500mila euro versata a Semeraro all’atto del preliminare come acconto per l’acquisto delle azioni societarie. Il prezzo per l’intero pacchetto era stato fissato ad un milione e mezzo di euro, ma, come è noto, il contratto prevedeva due clausole con sbocchi diversi a seconda che il Lecce avesse partecipato al campionato di serie B o a quello di Prima divisione della Lega Pro. Quel prezzo, è evidente, avrebbe avuto vigore nel primo caso; nel secondo non era previsto alcun corrispettivo. Di conseguenza Savino Tesoro dovrà avere la restituzione di quella caparra.

Nessun problema per quanto riguarda la fideiussione bancaria di 600mila euro da presentare alla Lega Pro per la iscrizione al campionato di Prima divisione. Ieri, l’adempimento è stato portato a termine dallo stesso Tesoro, anche se il presidente in pectore non ha ancora il potere di firma in quanto la società è ancora nominalmente di proprietà del gruppo Semeraro.

Insomma, una distanza di quasi otto milioni di euro con un interrogativo non da poco. Se il Tnas dovesse smentire le prime due sentenze che hanno sancito la retrocessione del Lecce in Lega Pro, anche se di fatto il Lecce non potrà essere più ammesso in serie B, quali ripercussioni la decisione potrebbe avere su quel contratto che, come detto, prevedeva condizioni diverse per la serie B o la serie C? È questo un ulteriore elemento che può complicare o differire l’andata in porto dell’operazione. Anche perchè, oltre ai 500mila euro da restituire, anche l’esposizione debitoria era legata ai due destini: a carico del gruppo Tesoro se si fosse rimasti in B, a carico dei Semeraro in caso di serie C.

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