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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 23:42

Formula 1 - Alonso imperatore della Cina

Lo spagnolo, vincendo il GP svoltosi a Shanghai, ha consegnato per la prima volta nella storia il mondiale costruttori alla Renault. Al secondo posto Raikkonen (sulla piazza d'onore anche in classifica generale), poi Ralf Schumacher e Fisichella. Barrichello dodicesimo. Schumi fuori
formula 1 Alonso vince in Cina su RenaultSHANGHAI - «We are the Champions...» urla Fernando Alonso nel casco. E' stonato, ma per Flavio Briatore canta meglio di Freddy Mercury perchè lo spagnolo ha appena vinto il gp di Cina e consegnato il mondiale costruttori alla Renault, primo titolo nella storia della casa francese che i mondiali finora li aveva conquistati da fornitrice motori (l'ultimo con la Williams nel 1997). Tutti campioni, gli uomini in blu e giallo. Ma in casa McLaren-Mercedes si chiederanno come possa essere successo.
Quella di Alonso è la settima vittoria stagionale e così uguaglia Raikkonen che oggi si piazza secondo, ma nel conto finale le Frecce d'Argento hanno vinto due gp in più (10 a 8): che le McLaren finiscano staccate di nove punti è la dimostrazione che questi mondiali premiano la regolarità più che la prestazione assoluta. E quella di Briatore è stata la ricetta vincente: velocità e, soprattutto, affidabilità.

Così il mondiale 2005 finisce come era cominciato: con una Renault davanti a tutti e con (almeno) una McLaren ferma, ma se a Melbourne a trionfare era stato Giancarlo Fisichella a Shanghai si consacra Fernando Alonso che già in Brasile aveva conquistato la certezza del titolo piloti ed un posto nella storia in qualità di più giovane campione del mondo.
La McLaren che si è fermata stavolta - consegnando di fatto il mondiale alla Renault - è stata quella di Montoya, per colpa di una griglia di scolo che si stacca e taglia la gomma anteriore destra del colombiano. Deve entrare in pista la safety car, per permettere ad affannati commissari di pista la riparazione necessaria.

E' una cattedrale, il circuito di Shanghai, ma l'episodio getta ombre sull'accuratezza della organizzazione. Ombre che diventano preoccupanti quando l'indiano Karthikeyan va in testacoda e si schianta contro una barriera. Il pilota esce con le sue gambe dal relitto della macchina che brucia, ma la lentezza dei soccorsi è inquietante.
Come il finale di stagione della Ferrari. Michel Schumacher prima è costretto a prendere il muletto e partire dalla corsia dei box per un tamponamento di Albers nel giro di schieramento in griglia. Poi il tedesco chiude una stagione paradossale con un testacoda in regime di safety car.

«E' la brutta fine di una brutta stagione» commenta in diretta il portavoce di Maranello. Ed il tedesco sospira: «E' stata una pazza giornata a conclusione di un week end pazzesco. Sono contento che sia finita». E a Barrichello, alla gara d'addio, non va meglio: cerca di difendere di mestiere il settimo posto, ma alla fine del 44/o giro sbaglia la staccata dell'ultima curva, deve cedere il passo prima a Webber e Button, poi a Coulthard ed è costretto a fermarsi per cambiare una gomma. Risultato: 12/o a più di un minuto e mezzo da Alonso.
Al di là dei singoli episodi, la corsa degli addii (nel 2006 spariranno gli storici marchi di Sauber, Jordan e Minardi: la prima acquistata dalla Bmw, la seconda ribattezzata Midland, la terza trasformata in 'Toro Rossò, succursale italiana della Red Bull...) è lineare. Alonso scatta in testa con Fisichella votato al ruolo di guardaspalle. Piazzandosi in mezzo alla pista, il romano al via di fatto impedisce a Raikkonen e Montoya di avvicinare lo spagnolo. Dietro alle due McLaren si accodano Button, Coulthard e Barrichello, mentre Schumi è 18/o. E resta tutto invariato fino al primo ingresso della safety car per la griglia di scolo che taglia la gomma di Montoya. Del gioco dei pit-stop ne approfitta soprattutto Ralf Schumacher che, partito nono, alla fine conquista - grazie alla penalità inflitta a Fisichella per rientro troppo lento al pit stop - un posto sul podio alle spalle di Alonso e Raikkonen, i duellanti del futuro.
Nel 2004 furono Barrichello e la Ferrari a dominare in Cina, un anno dopo lo scenario è tutto diverso. Ma Schumi promette che farà vacanze brevi. Perchè un anno nero può capitare, due sarebbero troppi.

Classifica del gp di Cina, 19/a ed ultima prova del mondiale 2005
1) Fernando Alonso (Spa/Renault) in 1h39:53.618 alla media oraria di km. 183,235
2) Kimi Raikkonen (Fin/McLaren-Mercedes) a 4.015
3) Ralf Schumacher (Ger/Toyota) a 25.376
4) Giancarlo Fisichella (Ita/Renault) a 26.114
5) Christian Klien (Aut/Red Bull-Cosworth) a 31.839
6) Felipe Massa (Bra/Sauber-Ferrari) a 36.400
7) Mark Webber (Aus/Williams-BMW) a 36.842
8) Jenson Button (Gbr/BAR-Honda) a 41.249
9) David Coulthard (Gbr/Red Bull-Cosworth) a 44.247
10) Jacques Villeneuve (Can/Sauber-Ferrari) a 59.977
11) Tiago Monteiro (Por/Jordan-Toyota) a 1:24.648
12) Rubens Barrichello (Bra/Ferrari) a 1:32.812
13) Antonio Pizzonia (Bra/Williams-BMW) a 1 giro
14) Robert Doornbos (Ola/Minardi-Cosworth) a 1 giro
15) Jarno Trulli (Ita/Toyota) a 1 giro
16)Christijan Albers (Ola/Minardi-Cosworth) a 5 giri

Classifiche generali piloti:
1) Fernando Alonso (Spa) 133 punti
2) Kimi Raikkonen (Fin) 112
3) Michael Schumacher (Ger) 62
4) Juan Pablo Montoya (Col) 60
5) Giancarlo Fisichella (Ita) 58
6) Ralf Schumacher (Ger) 45
7) Jarno Trulli (Ita) 43
8) Rubens Barrichello (Bra) 38
9) Jenson Button (Gbr) 37
10) Mark Webber (Aus) 36
11) Nick Heidfeld (Ger) 28
12) David Coulthard (Gbr) 24
13) Felipe Massa (Bra) 11
14) Jacques Villeneuve (Can) 9
15) Christian Klien (Aut) 9
16) Tiago Monteiro (Por) 7
17) Alexander Wurz (Aut) 6
18) Narain Karthikeyan (Ind) 5
19) Christijan Albers (Ola) 4
20) Pedro de la Rosa (Spa) 4
21) Patrick Friesacher (Aut) 3
22) Antonio Pizzonia (Bra) 2
23) Takuma Sato (Gia) 1
24) Vitantonio Liuzzi (Ita) 1

Finali costruttori:
1) Renault 191 punti
2) McLaren-Mercedes 182
3) Ferrari 100
4) Toyota 88
5) Williams-BMW 66
6) BAR-Honda 38
7) Red Bull-Cosworth 34
8) Sauber-Ferrari 20
9) Jordan-Toyota 12
10) Minardi-Cosworth 7

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