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Michele Pirro: «Dal paese di Padre Pio alla Ducati di Vale»

di AMERIGO DE PEPPO
Una prima stagione nel mondiale di MotoGp e, ora, la speranza di «ereditare» la Ducati di Valentino Rossi. È questa la escalation di Michele Pirro, il 26enne pilota di San Giovanni Rotondo che, dopo aver vinto tre titoli italiani e uno europeo, è sbarcato nella classe «regina» delle due ruote, anche se dalla porta secondaria
Michele Pirro: «Dal paese di Padre Pio alla Ducati di Vale»
di AMERIGO DE PEPPO

Una prima stagione nel mondiale di MotoGp e, ora, la speranza di «ereditare» la Ducati di Valentino Rossi. È questa la escalation di Michele Pirro, il 26enne pilota di San Giovanni Rotondo che, dopo aver vinto tre titoli italiani e uno europeo, è sbarcato nella classe «regina» delle due ruote, anche se dalla porta secondaria. 

Ma come è stata la prima esperienza? «È stata senza dubbio postiva, dal momento che ho imparato a conoscere le gomme della MotoGp e i freni al carbonio, che non avevo mai usato. Naturalmente mi sono trovato a dover fare i conti con una moto nata troppo tardi: è stata una stagione dai molti cambiamenti, dettati soprattutto dalla crisi economica, e ho dovuto utilizzare un motore CRT, derivato dalla produzione di serie, più precisamente dalla Superbike. In quelle condizioni, ovviamente, non potevo competere con le moto più potenti e se arrivavo tredicesimo, vincevo la categoria CRT. Era una scelta però inevitabile, dal momento che dovevano riempire la griglia di partenza. Dal 2014 diventeranno tutte moto con motore CRT. La mia scuderia, il team Gresini, ha una MotoGp, quella di Barbera, e la mia CRT, che cosa un sesto. Si cerca una soluzione alla crisi economica, ma non credo che arriverà a breve» . 

Qual è stato il Gran Premio più bello? «Quello di Misano mi ha dato una grande soddisfazione, perché sono arrivato decimo e secondo tra le CRT, ma la gara più bella è stata a mio avviso quella di Barcellona, dove sono arrivato a pochi millesimi dalla migliore moto della mia categoria. Certo, non è una grande soddisfazione perché chi corre punta sempre a salire sul podio, ma per ora è così». 

Come giudica l’ambiente della MotoGp? Ci sono amici nel circus della due ruote? «L’ambiente lo conoscevo già, perché un anno fa ero in Moto2. Certo in MotoGp hai più pressione addosso, ma, dal momento che corro da dieci anni, ormai ci ho fatto l’abi - tudine. Del resto, è naturale che dove ci sono in ballo grandi interessi economici ci sia tanta pressione sui protagonisti. Amici non ce ne sono tanti. Forse l’inglese Cal Crutchlow è il più simpatico, ma resta il fatto che siamo soprattutto avversari». 

Leì è nato a san Giovanni Rotondo: le capita di sentirsi accostare a Padre Pio? «Sì, mi capita spesso e sono orgoglioso di essere nato nel paese in cui Padre Pio ha vissuto e fatto grandi cose. È indubbio infatti che San Giovanni Rotondo sia diventato famoso nel mondo grazie a lui». 

Quali sono le prospettive per l’anno venturo? «Grazie all’autorizzazione avuta dalla Honda, ho potuto provare alcuni giorni fa la Ducati di Valentino Rossi: il test è andato bene e, dal momento che non vorrei ripetere l’esperienza della CRT, la considero una buona opportunità. Alla Ducati sono stati soddisfatti di me e mi hanno già fatto una proposta, che valuterò nei prossimi giorni».

Come passa le giornate Michele Pirro quando non è impegnato nei Gran Premi? «In genere sto a casa, a Cesena, perché ho l’aeroporto vicino e i trasferimenti sono più comodi. La giornata la trascorro allenandomi: almeno tre ore al giorno, tra bicicletta e motocross». 

E in Puglia quando viene? «Sono alcuni mesi che non ci vengo, per via dei miei impegni, ma appena ho qualche giorno libero faccio un salto, perché ho la mia famiglia e poi sono legato alla mia terra» 

Cosa consiglierebbe a un giovane che volesse intraprendere la sua carriera? «Non è il momento migliore e io ho dovuto lasciare la Puglia per andare in Romagna a 16 anni. La cosa più importante però, quando si vuole realizzare qualcosa, è crederci. Io ho avuto molte difficoltà, ma ci ho sempre creduto e, passo dopo passo, ce l’ho fatta. Il mio obiettivo è vincere il mondiale: è ancora lontano, ma non mollo. Purtroppo finora i media locali mi hanno trascurato e sono più conosciuto in Romagna. Vuol dire che se diventerò famoso come Valentino Rossi, allora avrò più spazio».

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