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Domenica 22 Ottobre 2017 | 17:27

Taranto calcio ha evaso imposte per due milioni

TARANTO - Le Fiamme gialle hanno accertato che la società che fa capo a Enzo D’Addario (nella foto), negli anni d’imposta dal 2009 al 2011, ha omesso di operare ritenute fiscali per oltre 1,6 milioni di euro in qualità di sostituto d’imposta per gli emolumenti corrisposti ai dipendenti, nonchè di versare Iva riferita all’anno 2011 per oltre 400 mila euro. È stata accertata altresì una base imponibile di circa quattro milioni di euro sottratta dalla stessa società agli obblighi di contribuzione previdenziale. A Taranto si è costituita una nuova società calcistica alla cui squadra è stato consentito di partecipare al corrente campionato di serie D
Taranto calcio ha evaso imposte per due milioni
TARANTO – La guardia di finanza ha concluso l'attività di verifica fiscale nei confronti della società sportiva Taranto calcio, che nella scorsa stagione ha disputato la Lega Pro (perdendo lo spareggio per la promozione in serie B) e che non si è iscritta al campionato in corso, denunciando a vario titolo sei persone per i reati di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, false comunicazioni sociali e dichiarazioni infedeli. 

Le Fiamme gialle hanno accertato che la società che fa capo a Enzo D’Addario, negli anni d’imposta dal 2009 al 2011, ha omesso di operare ritenute fiscali per oltre 1,6 milioni di euro in qualità di sostituto d’imposta per gli emolumenti corrisposti ai dipendenti, nonchè di versare Iva riferita all’anno 2011 per oltre 400 mila euro. È stata accertata altresì una base imponibile di circa quattro milioni di euro sottratta dalla stessa società agli obblighi di contribuzione previdenziale.
A Taranto si è costituita una nuova società calcistica alla cui squadra è stato consentito di partecipare al corrente campionato di serie D. 

In particolare, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno scoperto che l’illecita gestione amministrativa è stata posta in essere mediante l'interposizione di altre società riconducibili al rappresentante legale della società sportiva. Infatti, nell’ambito delle documentazioni controllate, sono stati acquisiti contratti riferiti alla cessione ed utilizzo dei diritti d’immagine, stipulati da calciatori e personale tecnico direttamente con le stesse società che, nella realtà, andavano ad integrare indebitamente il reale contratto sottoscritto con la società sportiva secondo le norme federali. Ciò permetteva di abbattere notevolmente il costo del personale dipendente, in quanto tale forma elusiva consentiva in modo illecito di prendere a base un imponibile notevolmente inferiore per il conseguente calcolo dei versamenti dei contributi previdenziali. 

L'attività di accertamento ha riguardato anche il passaggio di proprietà delle quote della società sportiva tra il rappresentante legale e il precedente, avvenuto nell’anno 2009. Dall’esame della documentazione extracontabile rinvenuta è stata riscontrata una «cospicua differenza di minor prezzo formalizzato nell’atto notarile rispetto a quello che è stato rilevato dalla predetta documentazione». Questo ha consentito di accertare una maggiore plusvalenza a carico dell’ex patron rispetto a quella dichiarata, che sarà assoggettata a tassazione fiscale.

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