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Domenica 24 Settembre 2017 | 21:33

Foggia a porte chiuse Zaccheria «insicuro»

di FILIPPO SANTIGLIANO
FOGGIA - Gara a porte chiuse per il Foggia contro il Francavilla sul Sinni. Lo ha deciso la prefettura di Foggia. Lo stadio Zaccheria, dunque, continua ad essere ritenuto non agibile. Sul piano procedurale potrà anche essere così, ma è difficile convincere qualsiasi persona di buon senso che l’impianto foggiano sia ad esempio meno sicuro di quello di Santa Maria Capua Vetere dove il Foggia ha giocato domenica scorsa
Foggia a porte chiuse Zaccheria «insicuro»
di FILIPPO SANTIGLIANO

Foggia Francavilla sul Sinni, valevole per la seconda giornata del campionato di serie D, si giocherà a «porte chiuse», a meno di un colpo di scena. Lo ha deciso il prefetto di Foggia, Luisa Latella, con un atto tempestivo, che ha nei fatti anticipato quello possibile del sindaco Gianni Mongelli pronto a firmare per una «deroga» ed aprire lo Zaccheria, così come hanno fatto, ieri, i sindaci di me zz’Italia, da Genova (serie A) a Pavia (prima divisione).

La questione non è se a Foggia si applicano o meno rigidamente le norme sulla sicurezza e sull’agibilità dell’im - pianto, anche se in occasione di un Foggia-Pescara di tre anni fa quelle norme furono molto ma molto «interpretate» dalla prefettura per consentire alla tifoseria abruzzese spalleggiata dal centrodestra (all’epoca al Governo) di assistere alla partita. E sotto questo profilo appare fin troppo evidente che il prefetto di Foggia abbia, come dire, adottato un provvedimento nel suo complesso ineccepibile. La questione è un’altra: domenica scorsa, il Foggia ha fatto il suo debutto in serie D sul campo di Santa Maria Capua Vetere contro il Gladiator, un impianto meno sicuro di quello della parrocchia di San Michele Arcangelo. E allora come si fa a spiegare ad un cittadino foggiano, non ad un tifoso, che a Santa Maria Capua Vetere si possono disputare le partite e a Foggia no? 

Lo Zaccheria, al di là delle interpretazioni, dei lavori fatti e da fare, delle norme sulla sicurezza, ha una capienza effettiva di 25 mila posti. Fermo restando che sono attesi meno di duemila persone per questa prima di campionato, significa che, più o meno, ogni spettatore ha lo spazio, in centimetri quadrati, di dodici spettatori. A poche ore dal fischio d’inizio c’è poco da stare allegri. In assenza di un’alternativa, questa gara a porte chiuse è anche uno smacco a chi comunque si sta prodigando per fare il calcio in città nonostante difficoltà di contesto e la delusione per la scomparsa dai professionisti dopo 55 anni di campionati, anche in serie A. Ci sarebbe una via d’uscita ed è quella di portare la capienza a 3.999 posti e di far esprimere la commissione comunale per i pubblici spettacoli, ma a questo punto è una corsa contro il tempo. In ogni caso il Comune ha le sue gravi responsabilità, perché sul completamento dei lavori di adeguamento non erano mancate le opportune rassicurazioni. Purtroppo smentite.

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