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Cassano show «L'Inter sopra il cielo Il Milan? tutto fumo» Allegri: Non ha rispetto

MILANO – Cassano-show alla Pinetina alla vigilia del debutto all’Inter in campionato. Flash e domande a raffica soprattutto sulla frase che pronunciò al momento del suo arrivo al Milan: «Il Milan sarà la mia ultima tappa perchè sono arrivato nella squadra più titolata del mondo» Oggi invece ha dichiarato: «Sopra il cielo c'è solo l'Inter». E la stoccata a Galliani senza mai nominarlo: «Non ho sbagliato io ma qualcuno al Milan che sta sopra i giocatori e sopra l’allenatore mi ha preso in giro, promettendo senza fare i fatti»
Cassano show «L'Inter sopra il cielo Il Milan? tutto fumo» Allegri: Non ha rispetto
MILANO – Dice di aver messo la testa a posto ma Antonio Cassano, nel suo Dna, resta lo stesso: sanguigno, verace, diretto, colorito, senza freni, nè filtri. Ad Appiano Gentile va in scena lo spiazzante show del giocatore appena approdato all’Inter dopo un divorzio difficile e velenoso dal Milan. Cassano non vuole neanche pronunciare il nome di colui che lo avrebbe preso in giro con promesse (secondo lui) mai mantenute, con tante le parole alle quali non sono seguiti i fatti. L’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani è - per Cassano – l'uomo del molto fumo e poco arrosto, un Ponzio Pilato in rossonero, 'complice' anche Allegri per il quale - accusa – contava come il due di coppe con una briscola a bastoni, cioè niente. 

Cassano si sente uno spirito libero come il delfino che si è fatto tatuare e ribadisce che non si sottometterà mai a certe logiche. Linguaggio sciolto, carico e di nuovo felice – chissà fino a quando – Cassano si prende la sua rivincita racchiusa in una frase a effetto per 'cancellarnè un’altra altrettanto forte: nel suo primo giorno in rossonero affermò che – per lui - sopra il Milan c'era solo il cielo. Oggi, sopra il cielo c'è l'Inter. Cassano all’epoca giurò che, se se fosse andato via dal Milan, sarebbe stato da manicomio. Nessuna smentita ma una interpretazione autentica: «Io dissi che sarei stato da rinchiudere solo se avessi sbagliato io. Ma altri hanno sbagliato, qualcuno ha fatto il furbo e a me non piace essere preso in giro. Così ho deciso di andarmene». 

Si tratta di Galliani? «Non lo voglio neanche sentire nominare. Voi lo dite. Ha fatto tanto fumo e poco arrosto. Ancora sto aspettando. Lui diceva sempre domani, domani... Mi sono sentito trattato male». Per chiarimenti riguardo a queste promesse mancate, rinvia a Galliani: «Chiedetelo a quel signore, tanto dirà che ha sempre ragione lui. Va d’accordo solo con la gente che gli lecca quella cosa lì, io non sono quel tipo. Già dall’estate dello scudetto prometteva, poi le cose non sono andate bene e ho lasciato». 

Poi l’addio di Ibrahimovic e Thiago Silva ha accelerato i titoli di coda: «Ho preso la palla al balzo e non ho più aspettato. Cosa mi diceva Allegri? Per lui ero la quinta, la sesta, la settima punta. Non mi sentivo importante. Contavo come il due di coppe con la briscola a bastoni». 
La gratitudine per il Milan che lo ha rimesso in pista dopo l’operazione al cuore resta ma con una postilla: «Ringrazio la gente del Milan, Silvio Berlusconi e la figlia Barbara che sono stati molto gentili con me, Tassotti e Tavana. Io avevo problemi solo con una persona». 

Euforia per la nuova squadra, complimenti a Marco Branca e Piero Ausilio che hanno reso possibile la clamorosa operazione di mercato («Gente che parla chiaro»), un grazie al presidente Massimo Moratti e totale fiducia in una squadra, l’Inter, che non è seconda a nessuna e – in questo campionato – se la gioca alla grande già da domani contro il Pescara. Tanta la voglia di ripartire sia con la maglia nerazzurra che con quella della Nazionale e soprattutto il desiderio di lasciarsi alle spalle la brutta esperienza della stagione scorsa, quella della malattia e dell’intervento chirurgico al cuore. 
«Sono cambiato – confessa - perchè da allora presto attenzione alle cose vere, quelle che hanno reale importanza. Ma preferisco non parlarne più. E' stato troppo brutto». 

Entusiasmo per i nuovi compagni che lo hanno accolto come se fosse da sempre uno di loro, la rivelazione di aver ricevuto un’offerta dal Qatar. All’Inter però non si può dire di no: alla Pinetina, Cassano non entra in punta di piedi ma con la forza di un uragano. Subito consiglia all’Inter di non lasciare andare Maicon, si produce in un bonario sfottò verso Nagatomo e chiude con una battuta: «Mah, non vorrei prendermi oggi la prima multa...». Branca e Ausilio, come angeli custodi ai lati del barese, sorridono, almeno per ora.

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