Mercoledì 15 Agosto 2018 | 21:09

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Calcio - Illusione Lecce. Poi la Fiorentina dilaga

I salentini chiudono il primo tempo in vantaggio grazie a un rigore (45'+ 3') di Pinardi, ma nella ripresa si scatenano i viola, che vanno in rete con Fiore (48'), Bojinov (53'), che non esulta, e Toni (62'). L'espulsione di Del Vecchio (64') chiude la gara. Striscioni e contestazioni in curva
Striscione LecceLECCE-FIORENTINA 1-3 (1-0)

LECCE (4-3-3): Sicignano 6; Cassetti 5, Diamoutene 6, Stovini 6, Polenghi 6 (15'st Rullo 6); Camorani 6.5, Ledesma 5.5, Del Vecchio 5; Pinardi 6 (35'st Eremenko sv), Vucinic 6, Konan 6.5 (31'st Marianini 5.5). In panchina: Benussi, Angelo, Pecorari, Valdes. Allenatore: Gregucci 5.5.
FIORENTINA (4-4-2): Frey 6.5; Ujfalusi 5.5, Di Loreto 6, Gamberini 6, Pasqual 6; Fiore 6 (13'st Pazienza 6), Brocchi 5.5, Donadel 5, Pancaro 5.5; Bojinov 6.5 (21'st Jorgensen 5.5), Toni 6. In panchina: Cejas, Dainelli, Guigou, Montolivo, Pazzini.
Allenatore: Prandelli 6. ARBITRO: De Santis di Roma 6.
RETI: 48'pt Pinardi (rig.), 3'st Fiore, 8'st Bojinov, 17'st Toni.
NOTE: serata fresca, terreno in discrete condizioni. Spettatori: 20 mila circa. Espulso: 19'st Del Vecchio per gioco violento. Ammoniti: Konan, Cassetti, Pancaro. Angoli: 7-3 per la Fiorentina. Recupero: 3', 2'.

LECCE - Una Fiorentina dalle due facce batte il Lecce 3-1 e conferma il suo buon momento, conquistando il terzo successo in quattro partite. Dopo aver chiuso il primo tempo sotto di un gol, con una prestazione opaca e deludente, i viola si trasformano nella ripresa e danno il primo dispiacere al nuovo presidente dei pugliesi Sandro Carobbo. Per Gregucci, ora, è davvero dura: l'unico punto conquistato finora è un bottino piuttosto misero e la panchina diventa sempre più calda considerando anche la contestazione reiterata dei tifosi e gli striscioni esposti.
Eppure i primi minuti sono di marca pugliese, con un Lecce aggressivo che costringe la Fiorentina nella sua metà campo. I viola, infatti, soffrono il pressing avversario e fanno fatica ad uscire palla al piede. Per vedere però la prima occasione bisogna aspettare il 15', con un sinistro di Konan che finisce di poco a lato. Ma il divario tecnico tra le due squadre è evidente e la Fiorentina cresce col trascorrere dei minuti, riuscendo a proporsi anche dalle parti di Sicignano. Al 21' arriva quindi l'occasione migliore per i viola, con Toni che non riesce a sfruttare un malinteso tra Stovini e il suo numero uno, battendo debolmente il pallone verso la porta leccese.
Gregucci ha comunque messo in campo una squadra ben organizzata, determinata, capace di difendersi e di contrattaccare in contropiede. La Fiorentina è in difficoltà e tra il 28' e il 35' rischia di capitolare due volte, prima su un colpo di testa all'indietro di Ujfalusi, che rischia l'autogol, e poi su un tocco sporco di Pinardi a pochi passi da Frey. La porta viola sembra maledetta per i pugliesi ma nel recupero arriva il meritato vantaggio leccese. In un contrasto con Cassetti, Pasqual tocca col braccio destro la palla in area, per De Santis è rigore e dal dischetto Pinardi, come già a Livorno, non fallisce.
Ma nella ripresa, in campo, c'è un'altra Fiorentina e nel giro di otto minuti i viola capovolgono il risultato. Al 3' c'è la rete di Fiore, che con un diagonale dalla destra su angolo di Bojinov fulmina Sicignano, mentre al 8' è proprio l'attaccante bulgaro a segnare il gol dell'ex, sfruttando un folle retropassaggio di Cassetti verso il suo portiere. La batosta, però, più che affossare il Lecce lo ravviva e prima Vucinic e poi Cassetti sfiorano il pareggio. Ma contro questa Fiorentina è davvero dura e al 17' arriva, su cross dalla sinistra di Pasqual, la rete di Toni, la quinta in campionato, che taglia le gambe ai pugliesi e, complice l'espulsione di Del Vecchio qualche minuto dopo, chiude il match. Il Lecce in campo non c'è più e solo le imprecisioni di Brocchi, Jorgensen e Toni impediscono ai viola di segnare il quarto gol. La partita lentamente si spegne e mentre i giallorossi precipitano verso l'inferno, la Fiorentina si gode le luci della ribalta.

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