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Martedì 24 Ottobre 2017 | 05:58

Samele vuol dire futuro «Londra, treno giusto»

Nelle imprese della scherma italiana alle Olimpiadi è brillata anche la stella del 25enne foggiano Luigi Samele, determinante nella vittoria contro la Russia con cui gli azzurri della sciabola hanno conquistato il bronzo nella prova a squadre. «Foggia mi ha fatto sentire il suo calore. Ora non voglio fermarmi più». «Per ora vacanze sul Gargano e nel Salento. Poi Europei e Mondiali l’anno prossimo: voglio a tutti i costi il podio»
Samele vuol dire futuro «Londra, treno giusto»
Nelle imprese della scherma italiana alle Olimpiadi è brillata anche la stella del 25enne foggiano Luigi Samele, determinante nella vittoria contro la Russia con cui gli azzurri della sciabola hanno conquistato il bronzo nella prova a squadre. 

Samele, due mesi fa Londra era per lei solo una speranza. Se qualcuno le avesse detto che Sirovich l’avrebbe convocata e che sarebbe stato tra i protagonisti del bel successo sui temibili russi come avrebbe reagito? «Mi sarei fatto una risata. Venivo da un anno difficile. Desideravo le Olimpiadi ma non ero affatto sicuro di esserci. Figuriamoci se potevo immaginare una medaglia». 

E invece lo sport offre sempre un’altra chance. «È vero. Ho avuto l’oppor tunità e ho saputo sfruttarla. Quando è toccato a me salire in pedana ho cercato di dare il massimo e di godermi il momento. All’inizio provavo un mix di tensione, voglia di far bene, paura. Poi mi sono sciolto e sono riuscito a tirare in maniera veloce e aggressiva». 

Ha messo a segno 19 stoccate e battuto 6-4 il campione europeo Yakimenko. Niente male per un debuttante. «L’assalto contro Yakimenko è stato la ciliegina sulla torta. Lui è uno sciabolatore molto tattico. Ho cercato di sorprenderlo puntando a non commettere errori. Le gambe giravano, il braccio toccava. Così ho acquisito sicurezza e, di conseguenza, ho avuto anche più lucidità». 

Montano e Tarantino hanno detto che lei è il futuro della sciabola azzurra. «È stato un bel gesto da parte loro riconoscere che ho contribuito tanto al bronzo. Ora non voglio commettere più gli errori del passato. Ci vuol poco per tornare indietro, l’ho provato sulla mia pelle». 

Un anno fa cos’era successo? «Non ero tranquillo. Avevo avuto un calo e non sentivo più la fiducia di chi mi era attorno. Mi sono affidato ad un mental coach, che mi ha aiutato a ritrovare l’autostima e a non disperdere la concentrazione». 

Com’è stata l’esperienza al villaggio olimpico? «Unica. Non capita tutti i giorni di avere a fianco i big dello sport. Ho chiesto una foto a Phelps ma si è rifiutato, così gliene ho dette quattro in dialetto foggiano… Bolt l’ho sorpreso durante la cerimonia inaugurale: sono riuscito ad intrufolarmi nella delegazione della Giamaica e non ha potuto dirmi di no». 

Un quarto delle medaglie azzurre è giunto dal “dream team” della scherma, che si conferma la punta di diamante dell’Italia nelle competizioni internazionali. «Purtroppo ce ne ricordiamo solo in queste occasioni. Invece è uno sport che andrebbe coltivato di più, aiutato con finanziamenti e un costante maggiore risalto sui mass media». 

È il secondo foggiano ad aver vinto una medaglia alle Olimpiadi dopo il bronzo del 1984, a Los Angeles, del pugile Luciano Bruno. «È un grande onore per me. La città mi ha fatto sentire il suo calore quando ero a Lontra. Penso che il mio successo rappresenti per Foggia un motivo d’orgoglio e questo mi rende molto felice».

I prossimi impegni di Samele? «Terminate le vacanze sul Gargano e in Salento riprenderò gradualmente la preparazione, a settembre. L’obiettivo è una medaglia nella prova individuale degli Europei o dei Mondiali dell’anno prossimo. Ora non voglio più fermarmi». [Raffaele Fiorella]

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