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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:09

Calcio, Coppa Italia Il Lecce sa soffrire  e cala il tris-vittoria

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Rompe l'equilibrio un sigillo d'esperienza dell'uomo simbolo del Lecce, il capitano Guillermo Giacomazzi dopo ben 78 minuti. Finisce 3-1, ma tanta fatica, troppa, per raccattare i sedicesimi di Coppa Italia contro una squadra di Seconda divisione, il Chieti. È il segnale del difficile momento del Lecce sceso in campo con un organico tecnicamente almeno due gradini più in alto rispetto a quello degli avversari, ma sub iudice a quello che sarà l'esito del processo sportivo
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Lecce - Chieti 3-1 

LECCE (4-3-3):Benassi 5,5 Diniz 6,5, Ferrario 5, Esposito 5,5, Mazzotta 6, Memushaj 5 (18' s.t. Falco 6,5), Giacomazzi 6,5, Delvecchio 5,5, Chiricò 6 (36' s.t. Bogliacino s.v.), Corvia 6 (42' s.t. Pià s.v.), Jeda 7. A disp: Petrachi, Romeo, Legittimo, Palumbo. All: Lerda.

CHIETI (4-3-1-2):Feola 6,5, Bigoni 5, Gandelli 5, Del Pinto 6, Pepe 5,5, Gigli 5,5, Cardinali 6, Vitone 6 (38' s.t. Verna s.v.), Capogna 6 (16' s.t. Pedrocchi 5,5), De Sousa 6, Rinaldi 5 (5' s.t. Alessandro 5). A disp: Ferrara, Cerbone, Barbone, Di Stefano. All: De Patre.

ARBITRO: Castrignanò di Roma

RETI: pt, 38' Corvia (rig.), 39' Capogna; st, 34' Giacomazzi, 44' Jeda.

NOTE: spettatori 5.846. Incasso 24.613,00. Ammoniti Bigoni, Gandelli, Pepe, Feola. Angoli: 9-0 per il Lecce. Recupero: 0' e 3'.

di MASSIMO BARBANO

LECCE - Rompe l'equilibrio un sigillo d'esperienza dell'uomo simbolo del Lecce, il capitano Guillermo Giacomazzi dopo ben 78 minuti. Tanta fatica, troppa, per raccattare i sedicesimi di Coppa Italia contro una squadra di Seconda divisione. È il segnale del difficile momento del Lecce sceso in campo con un organico tecnicamente almeno due gradini più in alto rispetto a quello degli avversari, ma sub iudice a quello che sarà l'esito del processo sportivo. Può spiegarsi così un primo tempo scolastico e inconcludente nel corso del quale la squadra di Lerda ha prodotto solo un improduttivo possesso di palla, sperimentando la durezza di questo assaggio di Lega Pro.

Così Giacomazzi e compagni si sono impantanati in geometrie approssimative e ritmi da partite di solidarietà dando vita ad una gara che ha vissuto davvero pochissime emozioni. Tanto è vero che per vedere la prima conclusione in porta bisogna aspettare un quarto d'ora. La fa il Chieti che va al tiro dalla distanza con Del Pinto, Benassi non si fa sorprendere. Poi una grossolana leggerezza degli ospiti sembra spianare la strada al Lecce quando al 37' dopo una combinazione fra Chiricò e Corvia, il traversone dell'attaccante viene intercettato da Bigoni con la mano a due metri dalla porta. Rigore chiarissimo, che Corvia insacca. Ma neanche il tempo di rimettere la palla al centro che il Lecce ricambia il regalo: un cross da centrocampo viene alzato a campanile da Esposito costringendo Benassi ad una uscita azzardata, il portiere manca il pallone e fra i due si insinua fa i due Capogna che infila la porta vuota. Allo scadere occasione per il Lecce con Esposito che incorna di testa un cross di Diniz, il portiere ospite Feola si tuffa nell'angolo e respinge.

Nel secondo tempo il Lecce cerca di spingere sull'ecceleratore. Il più attivo sotto porta è Jeda che all'8' impegna di testa il portiere Feola che un minuto dopo esce di pugno togliendo il pallone dalla testa di Jeda che stava per colpire a porta vuota. Lerda rimescola le carte al 18' e cambia modulo, inserendo Falco al posto di Memushaj passando così ad un 4-2-3-1 con Corvia terminale avanzato supportato da tre mezze punte. Il gioco si fa più incisivo ed è proprio l'attaccante tarantino, definito il Messi del Salento, ad andare vicinissimo al gol al 29' con una botta da posizione angolata che l'ottimo portiere Feola riesce ancora a ribattere. Al 30' Vitone respinge sulla linea di porta un colpo di testa di Esposito.

Ma per «incartare» il gol della qualificazione bisogna attendere il 34'. È Falco che taglia un traversone da destra a sinistra per la testa del capitano Giacomazzi, che insacca in diagonale. E con la mente più libera, il terzo gol è anche una buona declinazione di geometrie: la percussione sulla destra è di Diniz, il taglio al centro dell'area trova pronto Jeda ad arricchire il bottino. Sono tempi duri, ma la stagione inizia almeno con una piccola soddisfazione.

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