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Giovedì 21 Settembre 2017 | 16:19

Lecce perde per manifesta inferiorità

Martins, Stankovic e Cruz sono gli autori dei gol con cui i neroazzurri archiviano la pratica. Giallorossi volenterosi ma mai in grado di impensierire gli avversari. Striscione, ad inizio partita, emblematico: «Semeraro non andare via senza Regalia». Gregucci non si sente in bilico
INTER-LECCE 3-0 (2-0)

Inter (4-4-2): Julio Cesar 6.5, Ze Maria 6.5, Cordoba 6, Materazzi 6, Favalli 6, Figo 6.5 (33' st C.Zanetti sv), Veron 6.5, Cambiasso 7, Stankovic 7, Adriano 6.5 (40' st Pizarro sv), Martins 7 (35' st Cruz 6.5). (1 Toldo, 33 Wome, 18 Kily Gonzalez, 20 Recoba). All.: Mancini 6.5.
Lecce (4-4-2): Sicignano 6.5, Angelo 5 (34' st Camorani sv), Diamoutene 4, Stovini 5.5, Abruzzese 5, Cassetti 6, Ledesma 5, Del Vecchio 5, Pinardi 5.5 (23' st Valdes 5.5), Konan 5, Vucinic 5.5. (99 Benussi, 4 Pecorari, 26 Polenghi, 23 Marianini, 19 Cozzolino). All.: Gregucci 5.
Arbitro: Pieri di Lucca 5.
Reti: nel pt 25' Martins, 29 Stankovic; nel st 39' Cruz.
Angoli: 7-4 per l'Inter.
Recupero: 0' e 3' Ammoniti: Cassetti per gioco falloso, Cruz per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 48.219.

** I GOL **

- 25' pt: assist perfetto di Cambiasso che serve Martins sul filo del fuorigioco. Il nigeriano controlla e batte Sicignano con un bel tocco di sinistro.
- 29' pt: bel lancio di Veron che pesca Stankovic in area lasciato solo dalla difesa pugliese. Per il serbo è un gioco da ragazzi segnare la seconda rete.
- 39' st: ancora Veron trova bene Cruz che non ha problemi a segnare il terzo gol.

MILANO - Una serata di tutto riposo e una vittoria senza affanni, di questi tempi, il Lecce la concede volentieri a chiunque, figuriamoci poi a una squadra tecnicamente superiore come l'Inter. Martins e Stankovic chiudono nel primo tempo i conti di una partita sigillata da Cruz nel finale, che la squadra di Mancini domina, mostrando un buon calcio lontano anni luce da quello offerto a Palermo.
Il 3-0 finale rende solo in parte giustizia al dominio assoluto dell'Inter, superiore in tutte le zone del campo contro un Lecce davvero lontano parente della squadra divertente e pericolosa dell'anno scorso. Disorganizzata in campo, abbandonata dai suoi dirigenti e contestata dai tifosi, la squadra di Gregucci non offre alcuna resistenza all'Inter che si diverte in un facile tiro a segno.
Piove forte a Milano, e Mancini schiera quello che dovrebbe essere il centrocampo titolare, con Figo e Stankovic sulle fasce e Cambiasso e Veron centrali, mentre Pizarro si accomoda ancora in panchina. Ci vogliono 58" per vedere il primo liscio di Diamoutene e Sicignano ha una discreta fortuna nel deviare in angolo il sinistro di Adriano. Dopo 10' di sofferenza, il Lecce prova a dare anche fastidio all'Inter, ma spreca la sua grande occasione al 19': Vucinic conduce bene un contropiede centrale che Pinardi conclude però con un diagonale sbilenco da ottima posizione.
Nonostante ci sia in campo una formazione molto simile a quella che l'anno scorso ha disputato un buon campionato, il Lecce non entra mai in partita per colpa anche di una difesa davvero troppo morbida. Al 25', Martins scatta sul filo del fuorigioco e Cambiasso gli serve un pallone perfetto che il nigeriano mette in rete con un esterno preciso di sinistro. Passano 4' e questa volta è Veron a crossare per Stankovic e il serbo, pur colpendo male, non può che segnare.
Sotto di due gol, il Lecce si scioglie all'istante e l'Inter potrebbe dilagare ancora con Stankovic che tira sui pugni di Sicignano, mentre la ribattuta di Cambiasso finisce sul palo esterno. C'è troppa differenza tecnica tra le due squadre e il Lecce non ci mette quella grinta necessaria per uscire indenne da un campo come il Meazza.
Anche nella ripresa, l'Inter continua ad attaccare, concedendosi anche qualche giocata leziosa contro un avversario ormai lontano in tutti i sensi dalla partita. Pieri annulla un gol a Martins per un fallo dubbio su Diamoutene, Sicignano chiude bene per due volte lo specchio della porta a Stankovic, mentre Martins va vicinissimo in un paio di occasioni alla doppietta.
Cambiasso continua a lottare e recuperare palloni come fosse la finale di Champions League, confermando la sua utilità in tutte le zone del campo, ma è la ritrovata vena di Stankovic la nota più positiva della serata per Mancini. Il serbo corre e tira come nelle serate migliori fino al 90', dimostrando di aver ritrovato quella forma che da tempo aveva perso.
Il 3-0 finale porta la firma di Cruz, che mette in rete un altro assist perfetto di Veron al 39'. Tutto facile, tutto bello. Ma ci vorranno altri avversari per capire se l'Inter ha ritrovato davvero il suo gioco.
Lo sanno anche i tifosi del Lecce, che hanno contestato la dirigenza con uno striscione, ad inizio partita, piuttosto emblematico: «Semeraro non andare via senza Regalia». In sala stampa, l'allenatore Angelo Gregucci si è sforzato di guardare avanti: «Dobbiamo isolarci da quello che succede fuori dal campo di gioco e lavorare, lavorare tanto. Sappiamo che la famiglia Semeraro continuerà a sostenerci. Ma in ogni caso noi dobbiamo ricompattarci al nostro interno. Ci servono tranquillità, lavoro e anche un po' di fortuna. Il campionato è lungo, siamo solo alla terza giornata, e questa squadra ha i valori per fare bene. Anche stasera non abbiamo fatto male, anzi in qualche momento siamo stati anche pericolosi. Segno che comunque ci siamo e che con il lavoro possiamo migliorare. Ci vuole tempo e fiducia». «Ma il tempo glielo daranno?», hanno chiesto all'allenatore del Lecce in sala stampa. Gregucci si è limitato a sussurrare a bassa voce: «Penso di sì».

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