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«Coppa Italia al via» Bari, si alza il sipario a Perugia un test vero

PERUGIA - Si alza il sipario sul nuovo Bari di Torrente. Perugia, il vecchio e romantico «Curi», segna l’avvio ufficiale della nuova stagione biancorossa. Coppa Italia contro il Perugia, in palio c’è il terzo turno, ma cominciare con il piede giusto può servire. Perché il Bari è una squadra giovane e rivoltata come un calzino, perché vincere aiuta a vincere, perché considerando ciò che ci aspetta in campionato, con quel -5 che pesa come un macigno, partire con un sorriso sarebbe propedeutico
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«Coppa Italia al via» Bari, si alza il sipario a Perugia un test vero
dal nostro inviato FABRIZIO NITTI 

PERUGIA - Si alza il sipario sul nuovo Bari di Torrente. Perugia, il vecchio e romantico «Curi», segna l’avvio ufficiale della nuova stagione biancorossa. Coppa Italia contro il Perugia, in palio c’è il terzo turno, ma cominciare con il piede giusto può servire. Perché il Bari è una squadra giovane e rivoltata come un calzino, perché vincere aiuta a vincere, perché considerando ciò che ci aspetta in campionato, con quel -5 che pesa come un macigno, partire con un sorriso sarebbe propedeutico. Il precampionato è stato all’insegna della positività, ma quando in palio c’è «qualcosa», la storia è diversa. «Ripartiamo con entusiasmo - dice Torrente - abbiamo disputato un ottimo precampionato. Sappiamo di incontrare una squadra costruita per vincere, esperta, di qualità, un test importante che ci permetterà di arrivare al campionato con le idee più chiare». 

Dispiaciuto dal dover esordire in trasferta? «Sì, mi spiace molto non esordire in casa. Avevamo la possibilità di giocare al San Nicola, ma le condizioni del manto erboso sono veramente brutte e si sarebbe rischiato di perdere qualche giocatore per infortunio. Avremmo potuto approfittare del turno interno... Per loro è sicuramente un vantaggio giocare al “Curi”, anche se noi teniamo a fare bene. Ci siamo preparati al meglio per superare il turno». 

Novità in porta? «Lamanna viene con noi, ma non giocherà. C’è da risolvere un problema con il Genoa. Debutta Pena, ha l’occasione di mostrare le sue qualità e deve sfruttare questa serata di Coppa. Lo valuteremo in una partita ufficiale. Ma il titolare è Lamanna, spero che resti con noi». 

Un Bari ancora incompleto. «I dirigenti sanno tutto, ho chiesto all’inizio due calciatori per ruolo e in questo momento mancano un terzino sinistro, un centrocampista ed un altro attaccante, esterno o centrale che sia. Ormai Defendi lo considero un esterno, quindi mi manca uno a sinistra. Sta facendo molto bene, il ragazzo è disponibile, si applica, poi lo verificheremo nelle partite importanti. Le caratteristiche per coprire la fascia le ha tutte». 

Sarà un Bari con il 3-4-3? «Per necessità e convinzione. Avevo provato il 3-4-3 nel Gubbio e nel settore giovanile del Genoa. Quest’anno, avendo tre-quattro centrali, ho pensato di verificarlo anche con il Bari. Abbiamo provato e sta andando bene. Un modulo che in Italia ha vinto, come hanno dimostrato Juventus in campionato e Napoli in Coppa Italia, anche se poi conta lo spirito, l’interpretazione. Anche la Nazionale ha fatto bene… Cerco di sfruttare le caratteristiche dei ragazzi a disposizione. In generale, credo che si a cambiato qualcosa anche in A. Tanti giocano a tre dietro, o a cinque: diciamo che in generale si è tornati un po’ indietro. Per noi cambia poco, lasceremo sempre tre punte davanti. Poi, dovranno essere bravi i due esterni di centrocampo a fare le due fasi, ad alzarsi e abbassarsi». 

Questa “rosa” è più forte di quella dell’anno scorso? «Aspettiamo la fine del mercato, inutile fare valutazioni. Ora dico che la squadra è giovane, ha entusiamo, voglia di fare. Un bel gruppo, mi piace. Ragazzi che un hanno piacere di indossare queste maglia ». Notizie di Camara? Grandolfo ha recuperato terreno? «Di Camara non ho notizie, sta facendo altri accertamenti, vedremo… Grandolfo si sta comportano bene, deve solo continuare così». 

Rispetto alla passata stagione il Bari non è un via-vai di gente. «L’esperienza insegna tanto. Ho il vantaggio di aver cominciato con un gruppo sapendo di dover andare avanti così. Abbiamo le idee più chiare, tre settimane di lavoro con gli stessi ragazzi, piu Iunco che non è al top… Magari si aggiungerà qualche altro, spero siano allenati altrimenti non farò l’errore dello scorso anno, li inserirò poco alla volta».

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