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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 23:38

Calcioscommesse Stellini interrogato Micolucci dice tutto

BARI – E' durato poco più di due ore l’interrogatorio di Cristian Stellini presso il comando provinciale dei carabinieri di Bari. L’ex difensore della squadra pugliese e ormai ex collaboratore di Antonio Conte alla Juventus, ha lasciato il comando dei carabinieri scuro in volto e senza rilasciare alcuna dichiarazione. Facile intuire, tuttavia, data la durata dell’audizione, che Stellini abbia risposto alle domande del sostituto procuratore Ciro Angelillis, a proposito dell’ultimo filone dell’inchiesta sul calcioscommesse avviato dalla procura di Bari e relativo alle gare Bari-Treviso (0-1) del 2008 e Salernitana-Bari (3-2) del 2009
Calcioscommesse Stellini interrogato Micolucci dice tutto
BARI – E' durato poco più di due ore l’interrogatorio di Cristian Stellini presso il comando provinciale dei carabinieri di Bari. L’ex difensore della squadra pugliese e ormai ex collaboratore di Antonio Conte alla Juventus, ha lasciato il comando dei carabinieri scuro in volto e senza rilasciare alcuna dichiarazione. Facile intuire, tuttavia, data la durata dell’audizione, che Stellini abbia risposto alle domande del sostituto procuratore Ciro Angelillis, a proposito dell’ultimo filone dell’inchiesta sul calcioscommesse avviato dalla procura di Bari e relativo alle gare Bari-Treviso (0-1) del 2008 e Salernitana-Bari (3-2) del 2009. 

Davanti ai magistrati baresi ha poi parlato Vittorio Micolucci. «Vittorio Micolucci è stato convocato come persona informata sui fatti, per cui non è indagato». A chiarirlo è Daniela Pigotti, difensore dell’ex giocatore del Bari interrogato oggi a Bari nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. 

«E' stato chiamato a seguito di quel famoso fax», ha detto il legale riferendosi al fax inviato qualche settimana fa al procuratore federale Stefano Palazzi in cui Micolucci fa riferimento a tre presunte partite truccate giocate dal Bari di Antonio Conte, negli anni 2007-2008 e 2008-2009. Partite di cui fino al fax di Micolucci non si sapeva nulla. 

L’interrogatorio davanti ai pm della Procura di Bari Ciro Angelillis e Giuseppe Dentamaro e al maggiore Riccardo Barbera del Nucleo Investigativo dei carabinieri, è durato circa un’ora. «Sono stati fatti chiarimenti – ha detto l’avvocato al termine dell’interrogatorio – e sono state date spiegazioni. Quello a Conte – chiarisce Daniela Pigotta – è stato un puro riferimento cronologico. Su questo sono state fatte manipolazioni anche giornalistiche. Micolucci all’epoca ha semplicemente fatto un riferimento temporale, dicendo che nell’anno in cui allenava Conte mi risulta che...come dire l’Inter di Mourinho, la Roma di Luis Enrique». La legale ci tiene a sottolineare che Micolucci ha voluto dire tutto quello che sapeva, anche quello di cui era venuto a conoscenza da voci di corridoio, dai compagni di spogliatoio. «Lui di fatto non sa nulla anche perché‚ quello che ha vissuto direttamente l’ha già detto ed è stato squalificato». 

Alla Procura, dice l’avvocato, ha riportato «appunti, informazioni, visto che per anni ha giocato nel Bari e conosceva l’ambiente, parlando con gente che conosceva e con cui ha avuto rapporti anche al di fuori del calcio perché‚ ci si frequenta, si frequentano i ristoranti, si parla tra giocatori e si dicono pettegolezzi». Secondo il difensore, quindi, Micolucci avrebbe riferito di quelle presunte combine «nell’ottica del collaboratore che è, perché‚ se siamo arrivati al calcioscommesse è per merito di Micolucci che è il primo che ha svelato tutti i meccanismi, dagli zingari a Gervasoni fino alla catena che è sotto gli occhi di tutti».

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