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Tecnico e giocatori preoccupati per la decisione

I Semeraro «meritano il massimo» secondo l'allenatore (Gregucci) e il capitano del Lecce (Ledesma). Anche il tifo organizzato si associa e prende le distanze dalle violenze. Intanto, la squadra è in ritiro a Milano in attesa dell'anticipo di sabato contro l'Inter (ore 20,30)
Tecnico e giocatori preoccupati per la decisione
LECCE - Rimpianto, preoccupazione, sorpresa circolano, all'indomani dell'annuncio di dimissioni del presidente Rico Semeraro, nella comitiva del Lecce che è in ritiro a Milano in attesa dell'anticipo di sabato contro l'Inter. Solo oggi, capitano e allenatore hanno parlato con i giornalisti delle dimissioni del Consiglio di amministrazione, esprimendo entrambi riprovazione per quanto è accaduto in occasione della partita di domenica scorsa e sottolineando che i Semeraro «meritano il massimo».
L'allenatore Angelo Gregucci sottolinea che la decisione della famiglia di uscire dalla società «coglie di sorpresa». «Esprimo - dice - la mia solidarietà per quanto è accaduto. Si è creata questa situazione nella quale la partecipazione e l'emozione da parte mia e dei ragazzi è assoluta e totale. Il nostro impegno ora è quello di andare avanti cercando di regalare le soddisfazioni che sinora sono mancate. La famiglia Semeraro merita il massimo. Noi, pur con la tristezza per questa decisione cercheremo di testimoniare con i risultati il nostro attaccamento e affetto».
Il capitano, Cristian Ledesma, afferma di conoscere la famiglia Semeraro da cinque anni di aver così «avuto modo di apprezzarla profondamente». «Questa decisione - aggiunge - è, credo, inevitabile. Non si può mettere tanto impegno e disponibilità economica ed essere ripagati così male. I Semeraro non meritavano tutto ciò. Da parte nostra ogni volta che scenderemo in campo cercheremo di onorare l' impegno assunto con loro. Il nostro gruppo ha le qualità per raggiungere i risultati sperati».
La squadra oggi si è allenata a Bareggio (Milano) e da domani proseguirà gli allenamenti a Settimo Milanese.

Anche i tifosi organizzati hanno «profonda preoccupazione» per la sorte del Lecce, dopo che la famiglia Semeraro ha deciso di mollare la società e metterla in vendita. Oggi ha fatto sentire la sua voce l'associazione del tifo organizzato 'Salento Giallorosso 1908' con un comunicato ufficiale diffuso al termine della riunione del suo consiglio direttivo. L' associazione deplora le violenze e auspica un ripensamento degli amministratori dimissionari, sottolineando tra l'altro che «ben 9.000 salentini hanno sottoscritto la tessera di abbonamento» e «non meritano in alcun modo di essere traditi».
'Salento Giallorosso 1908', che conta 43 club in Italia e tre all'estero, con circa 4.500 iscritti, esprime «profonda preoccupazione sia per le sorti del Lecce che per la difficile situazione societaria generatasi dopo la gara interna contro l' Ascoli». L'associazione «condanna la vile aggressione alla famiglia Semeraro e censura i tempi e le modalità con cui parte della tifoseria ha avviato la contestazione nei confronti della dirigenza giallorossa».
«La violenza - è detto nella nota - non troverà una giustificazione nella deludente prestazione della squadra nè tanto meno in una guida tecnica, probabilmente troppo presto, giudicata inadeguata».
'Salento Giallorosso 1908' ritiene che «le dimissioni del presidente Semeraro e del suo gruppo siano state quanto meno affrettate e auspica una profonda e serena riflessione sulle decisioni prese irrevocabilmente». «Le reazioni sicuramente scomposte di una parte della tifoseria - si aggiunge nella nota - non possono far dimenticare che ben 9.000 salentini hanno sottoscritto la tessera di abbonamento e che certamente, insieme a molti altri, non meritano in alcun modo di essere traditi».
Il presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, che a caldo aveva definito «affrettate» le dimissioni di Semeraro, ha ribadito oggi che da quattro anni la Provincia di Lecce ha scelto di essere al fianco della società di via Templari come 'sponsor' avendo la certezza di affidare il marchio 'Salento d' Amarè, e quindi la promozione del territorio salentino, a una dirigenza competente ed affidabile, managerialmente all' altezza e di rigore amministrativo. «Senza questi requisiti in possesso del gruppo dirigente dell' Us Lecce, la Provincia - ha detto Pellegrino - non avrebbe mai legato il suo nome a questa società calcistica così come ha fatto, supportando anche finanziariamente altre iniziative collegate come il campionato nazionale 'Primaverà Tim 2005».

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