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Venerdì 22 Settembre 2017 | 19:11

Olimpiadi 2012 - Arco Quinta la barlettana Pia «E' comunque record»

LONDRA - Pia Lionetti è entrata di diritto nel gotha del tiro con l’arco azzurro. É la migliore atleta italiana di sempre ai Giochi Olimpici nel concorso individuale femminile. La soddisfazione è tanta per il risultato ottenuto, come è giusto che sia. Un pizzico di rammarico, tuttavia, non manca per la campionessa barlettana. Per non aver completato il capolavoro con un piazzamento sul podio a cinque cerchi
Nella sciabola oggi occhi puntati sul foggiano Samele
Olimpiadi 2012 - Arco Quinta la barlettana Pia «E' comunque record»
Il cammino di Pia Lionetti nella prova individuale di tiro con l’arco alle Olimpiadi di Londra si ferma ad un passo dalla semifinale per mano della messicana Aida Roman che chiude il match 6-2. L’arciera barlettana si ritaglia comunque un posto nella storia: è lei, quinta, la migliore italiana di sempre nel concorso individuale ad un’Olimpiade. A dare maggior risalto alla sua impresa c'è la medaglia d’argento conquistata proprio da chi l’ha estromessa dal torneo. 
Pia Lionetti esordisce con il detto della nonna materna Melina: «La fortuna degli altri non te la puoi comprare...». E spiega la gara: «La mia avversaria è stata bravissima ma io avrei voluto essere più brava tanto da superarla. Purtroppo la Roman ha avuto paura quando ha centrato l'8 nella finale che valeva l'oro e non ne ha avuto per niente mentre tirava contro di me». 

Rimpianti? «No, ma dovrò lavorare di più e allenarmi meglio a tirare con il vento. E pensare che quando mi allenavo con le raffiche di Barletta mi chiamavano la signora del Vento. Comunque, sono già proiettata a Rio». 
Da Pechino 2008 a Londra 2012. Cosa è cambiato? «Quattro anni di esperienza e consapevolezza in più». Qual è la vera medaglia d’oro per chi partecipa ai Giochi? «La sola partecipazione è già una conquista. Poi esserci riuscita al 90’, ancor di più.Ma la medaglia è sempre la medaglia». 
Ogni volta che si parla di tiro con l’arco spunta il paragone con Robin Hood. Le crea fastidio? «Mai. Mi piace Robin Hood! Soprattutto il cartone animato della Walt Disney». Ha mai paura di sbagliare? «La paura c'è e ci deve essere sempre. La porto sempre con me nella faretra. L'importante è non soccombere a questa». 

Cosa fa la differenza fra un campione e un atleta? «Saper cogliere le opportunità di vittoria, crederci fino in fondo e perseverare verso l'obbiettivo».
La lezione di vita più grande che le ha dato lo sport? «Costanza e dedizione, imparare dalle sconfitte per poi ripartire di slancio e motivazione». 
Sport e stellette. In Italia se non entri in un gruppo sportivo militare non puoi puntare in alto. È così? «Sì, è vero. Dopo anni e anni di sacrifici personali e familiari, un sincero ringraziamento va all'Aeronautica militare, che mi permette di continuare ad esprimermi a questi livelli».

I Giochi visti da Maria Pia Lionetti? «È la gara delle gare la manifestazione sportiva più importante al mondo ed ha sempre rappresentato il sogno della mia vita». 
Cosa le è rimasto dentro della sfilata? «È indescrivibile la gioia che ho provato. Poter sfilare con tutto il mondo sportivo e in mondo visione... Questa è stata la prima per me perché a Pechino, con l'imminente gara del giorno dopo, non era opportuno che la squadra vi partecipasse». 

Perché ha scelto proprio il tiro con l’arco? «Tradizione di famiglia. Mio padre ha cominciato dando vita nel 1986 alla prima società sportiva di tiro con l'arco a Barletta e vivendo in a contatto sono stata affascinata anch'io».

Quando è giusto lasciare per un campione? «Tutto nella vita ha un inizio e una fine. Quando quel momento arriverà, sarà quello giusto». 
Tra dieci anni come si vede? «Nel pieno dell'attività sportiva, spero, nel tiro con l'arco si è molto longevi». [g.c.]

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