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Calcioscommesse Niente patti per Conte rischia 15 mesi

ROMA – Cade definitivamente l’ipotesi di patteggiamento per il tecnico della Juventus, Antonio Conte, e il suo vice Angelo Alessio: lo ha dichiarato il Procuratore federale Stefano Palazzi nel corso del processo al Calcioscommesse. Chiesti 15 mesi di squalifica per Conte ed il suo vice Alessio. Antonio Conte e Angelo Alessio erano stati deferiti per una doppia omessa denuncia nelle presunte combine di Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena, disputate nella stagione 2010/2011 quando il tecnico e il suo vice erano alla guida del club senese
Calcioscommesse Niente patti per Conte rischia 15 mesi
ROMA – Nessun patteggiamento, Antonio Conte rischia 15 mesi di squalifica. Un verdetto duro per l’allenatore della Juventus, molto duro e certo pericoloso per il suo futuro sulla panchina bianconera, arrivato al termine della seconda e ultima udienza del processo sportivo sul calcioscommesse relativo alle carte dell’inchiesta avviata dalla Procura di Cremona. Un verdetto duro e in parte inaspettato, perchè fin dopo l’ora di pranzo l'ipotesi di un secondo accordo tra accusa e difesa da sottoporre al vaglio della Commissione Disciplinare – dopo il patteggiamento respinto ieri dai giudici perchè ritenuto «non congruo», tre mesi di squalifica e 200 mila euro di ammenda – era ancora in piedi. 

Fuggiti a Torino ieri notte per concordare una nuova strategia difensiva, Luigi Chiappero e Antonio De Rensis – legali di Antonio Conte e del vice allenatore della Juventus Angelo Alessio – sono arrivati all’ex Ostello della gioventù del Foro Italico solo attorno alle 14, quando il dibattimento era già ricominciato da oltre quattro ore ma era appena stato interrotto per la pausa-pranzo. Una pausa importante per riprendere i contatti con la Procura e cercare un nuovo difficile accordo per il patteggiamento. Il tentativo, però, è fallito e poco prima delle 16 il procuratore Stefano Palazzi ha comunicato alla Disciplinare la richiesta di sanzione per Conte e Alessio: un anno e tre mesi a testa per non aver denunciato le presunte combine delle partite Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena, entrambe disputate nella primavera 2011. 

Una richiesta pesante, invero in linea con quelle avanzate negli ultimi processi, ma inaccettabile per la Juventus: «Constato – ha spiegato il presidente bianconero Andrea Agnelli in un comunicato ufficiale – che la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la sua giustizia sportiva continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e correttezza sostanziale. Le risultanze dei vari deferimenti dimostrano enormi contraddizioni e volgono alla tutela esclusivamente di chi gli illeciti li ha commessi. Questo è paradossale e non può essere accettato». 
Secondo Agnelli, il rifiuto non motivato espresso dalla Disciplinare su un patteggiamento «già ponderato e sottoscritto dal procuratore federale, è la testimonianza della totale inadeguatezza del sistema giuridico sportivo e della Federazione in seno a cui opera. Anche avendo scelto, contro ogni istinto di giustizia e con una logica di puro compromesso, la strada del patteggiamento per poter limitare i danni di una giustizia sportiva vetusta e contraddittoria, ci si scontra con un sistema dittatoriale che priva le Società e i suoi tesserati di qualsivoglia diritto alla difesa e all’onorabilità». 

Accuse dure, durissime, prontamente rispedite al mittente dalla Federcalcio attraverso un altro comunicato ufficiale: «La Figc e i suoi organi – si legge nella nota federale – operano con correttezza nel pieno rispetto delle norme statutarie che garantiscono l’indipendenza e l’autonomia della giustizia sportiva. Le valutazioni del presidente della Juventus Andrea Agnelli non sono accettabili e vanno al di là di un legittimo esercizio del diritto di critica». 

Dopo l’infinita querelle su Calciopoli – fra scudetti da assegnare o revocare, terza stella da apporre sulle maglie e minacciati risarcimenti milionari – la tensione tra Juventus e Federcalcio sembra dunque tornata ai massimi livelli e i tifosi bianconeri hanno già annunciato alcune proteste. L’attenzione del club campione d’Italia è comunque protesa verso la Disciplinare, per capire quale sarà il destino riservato ad Antonio Conte. Le sentenze di primo grado dovrebbero arrivare entro la fine della prossima settimana: per ora la Juventus resta vicina al proprio allenatore, ma certo una squalifica pesante metterebbe Andrea Agnelli di fronte a scelte dolorose. La vicenda Conte ha monopolizzato la seconda e ultima udienza del filone cremonese del terzo processo sportivo sul calcioscommesse. Ascoltate le difese amareggiate dell’attacante della Sampdoria Cristian Bertani e soprattutto del presidente del Grosseto Piero Camilli – a rischio radiazione, mentre per il club toscano Palazzi ha chiesto la retrocessione in Lega Pro con ulteriori tre punti di penalizzazione – la Disciplinare ha accordato il patteggiamento richiesto dall’ex calciatore dell’AlbinoLeffe Ruben Garlini, 9 mesi in continuazione ai tre anni ricevuti nell’ultimo processo. 

Poi il presidente della Commissione Sergio Artico ha chiuso il dibattimento, ma Scommessopoli non è certo terminata: domani mattina si riparte alle 9.30, sempre a Roma nelle aule dell’ex Ostello della gioventù del Foro Italico, con il processo relativo alle carte ricevute dall’inchiesta di Bari. 

La Disciplinare dovrà analizzare 25 posizioni, 6 club (tra cui Bologna, Sampdoria e Udinese in serie A) e 19 tesserati deferiti dalla Procura: rischiano grosso il Lecce, coinvolto per il presunto coinvolgimento dell’ex presidente Andrea Semeraro, e il difensore della Juventus Leonardo Bonucci.

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