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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 16:56

Pallavolo - Italia, medaglia che vale oro

La squadra di Montali doveva essere la Cenerentola, la squadra nuova che in punta di piedi poteva provare a farsi largo. E invece è sempre grande Italia, anche nella finale contro la Russia. Il volley azzurro non si smentisce: ottava finale europea conquistata. Bronzo alla Serbia: 3-0 alla Spagna
ITALIA-SERBIA 3-2 (25-15, 19-25, 25-19, 23-25, 15-8)

Italia: Mastrangelo 14, Sintini, Vermiglio 1, Paparoni, Cisolla 18, Savani, Tencati 8, Corsano (Libero), Fei 23, Lasko 2, Cozzi, Cernic 12. All.: Montali.
Serbia Montenegro: Bojovic, Janic, Mitrovic ne, Boskan 17, Stankovic 6, Samarardzic (Libero), Grbic 4, Bjelica, Geric 11, Vujevic 9, Miljkovic 25, Ilic ne. All.: Travica.
Arbitri: Rachard (Fra) e Loderus (Ola).
Note - Battute vincenti: Italia 11, Serbia 2; battute sbagliate: Italia 13, Serbia 14. Muri vincenti: Italia 20, Serbia 7. Durata set: 19', 26', 23', 28', 12'. Spettatori: 11.250.

ROMA - Doveva essere la Cenerentola, la squadra nuova che in punta di piedi poteva provare a farsi largo. E invece è sempre grande Italia. La pallavolo azzurra non si smentisce: ottava finale europea conquistata e stavolta davanti al pubblico di casa in delirio per la nazionale sotto rete che, cambieranno pure i volti, ruoteranno le persone, ma resta sempre un gigante dello sport italiano. Contro i pronostici della vigilia, Azzurra ha schiacciato anche la Serbia Montenegro, la squadra più insidiosa, quella che si voleva evitare per poter sperare di proseguire il sogno, quella che poi ha battuto la Spagna 3-0 nella finale per il terzo posto conquistando il bronzo.
Ma questa Italia ha mostrato cuore, carattere, grinta e anche gioco sul parquet del Palalottomatica gremito: la differenza l'ha fatta la testa, il fondamentale in più che insieme al muro straordinario e a un Fei in serata stellare, ha spinto l' Italvolley all'appuntamento più atteso. Domani la nazionale di Gian Paolo Montali potrà difendere il titolo vinto due anni fa: di fronte ancora una volta la bestia nera del giro continentale, la Russia, l'unica da cui in questo torneo gli azzurri sono stati battuti. Ma la corazzata russa in semifinale l'ha spuntata più per fortuna che per merito, contro una Spagna che da outsider è stata a un soffio dal passaggio in finale.
E invece no, al tie break passano i russi. Cinque set sono serviti anche all'Italia per mettere in ginocchio una Serbia che avrà pure la panchina corta ma può contare su giganti come Ivan 'il terribilè Miljkovic, che da solo ha confezionato 25 punti. Quelli che hanno tenuto aggrappata al match la nazionale dell'ex Jugoslavia. Ma l'Italia non si è mai deconcentrata, mai ha perso la calma: Montali dalla panchina invitava tutti a restare tranquilli. E così è andata: la Serbia in tilt, l'Italia lucida fino all'ultimo pallone.
L'Italia parte a razzo: ace e muri stordiscono la Serbia, che non può fare altro che incassare i colpi degli azzurri. Quella dell'avvio sembra proprio una squadra stellare: pochi errori, qualche battuta che va oltre la linea. Ma è proprio l'ace di Mastrangelo sul 5-3 a segnare l'allungo dell'Italia. Ancora un servizio vincente di capitan Vermiglio, e poi il muro di Savani regalano un vantaggio di cinque punti: la Serbia, annichilita, prova a reagire, ma senza troppi risultati, perchè quando la squadra di Montali gira bene, funziona tutto. O quasi. E allora Fei diventa un castigatore anche dalla seconda linea, si scatena anche Cisolla, protagonista della vittoria sulla Polonia, e alla fine è Cernic a mettere giù la palla che chiude la prima frazione con i serbi staccati di dieci lunghezze.
Nel secondo però la musica cambia: i serbi di Travica tornano in campo determinati a riportare in parità il match. E così avviene: Boskan e Miljkovic, con sette punti ciascuno, impazzano sul parquet del Palalottomatica e poco possono fare Cisolla, che pure mette a terra sei palloni preziosi e Cernic in giornata sì, per fermare il riscatto momentaneo della Serbia. Nel terzo però è di nuovo grande Italia: torna a funzionare bene il muro, Fei ben servito non perdona e gli slavi vanno di nuovo in tilt. Fino a 12-11 la Serbia resta aggrappata agli azzurri con il solito Miljkovic, poi però i padroni di casa riprendono il largo. E si ripete un po' il copione del set iniziale, con Mastrangelo vero e proprio colosso a muro e Fei che sulle diagonali non perdona. Suo l'ultimo pallone scaraventato a terra per il nuovo vantaggio azzurro. Nel quarto l'Italia spreca la grande occasione di chiudere il match: set condotto con autorità e gioco dagli azzurri che si portano anche a + 7. Poi però, quando è il momento di tirare la volata finale si fanno riprendere dai serbi che piazzano un break che li riporta in partita. Prima la parità sul 21-21, poi il sorpasso, infine il set point che Miljcovic non sbaglia. E si va al tie break.
Nel finale c'è solo l'Italia e un gigantesco Alessandro Fei: 4 punti nel gioco decisivo con gli azzurri sempre avanti, e i serbi ormai già fuori. Finisce 15-8, con l'esplosione di gioia dell'inetro palazzo vestito a festa per l'occasione. In tribuna il sindaco di Roma, Walter Veltroni, la Virtus Roma di basket, le vecchie glorie della pallavolo del decennio d'oro da Gardini a Bracci. Ma adesso è tempo della nuova Italia, che vince ancora. L'argento è già sicuro, ma domani Azzurra proverà a volare ancora in alto, per la corsa all'oro.

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