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Calcio - Serie A: il Lecce delude. Invocato Zeman

I giallorossi non vanno oltre un incolore 0-0 contro l'Ascoli, costretto in inferiorità numerica sin dal 33' del primo tempo per un'espulsione di Tosto (segnalata dal quarto uomo). Nemmeno l'ingresso di Vucinic cambia la gara. I tifosi intonano cori a favore dell'ex tecnico
Lecce-AscoliLECCE-ASCOLI 0-0

Lecce (4-4-2): Sicignano 6, Angelo 5,5, Diamoutene 5,5, Stovini 6, Rullo 5, Cassetti 5,5, Ledesma 5 (12' st Vucinic 6), Delvecchio 5, Pinardi 5,5 (23' st Camorani 5), Pellè sv (28' pt Cozzolino 5,5), Konan 5. (99 Benussi, 4 Pecorari, 23 Marianini, 26 Polenghi). All.: Gregucci 5.
Ascoli (4-4-2): Coppola 6, Carbone 6, Cudini 6, Domizzi 6, Tosto 4, Fini 6,5, Cristiano 6, Parola 6 (23' st Zanini 6), Foggia 6 (8' st Guana 6), Quagliarella 5,5 (38' pt Paci 6), Ferrante 5. (51 Zotti, 3 Del Grosso, 79 Bjelanovic, 32 Colombo). All.: Silva 6.
Arbitro: Romeo di Verona 5,5.
Angoli: 9 a 2 per il Lecce.
Recupero: 2' e 4' Espulsi: Tosto (33' pt) per fallo da dietro; Giampaolo (40' st) per proteste.
Ammoniti: Ferrante , Ledesma, Paci, Fini e Camorani per gioco falloso.
Spettatori: 13.593 (8.598 abbonati) per un incasso 133.479 euro.

LECCE - Tra Lecce e Ascoli finisce senza reti, ma al Via del Mare qualcuno comunque ha vinto. E' Zeman, l'allenatore della scorsa stagione dei salentini, non riconfermato e invocato oggi a più riprese e a viva voce dagli spalti, dove i tifosi salentini hanno manifestato il loro disappunto per il gioco espresso dai giallorossi di Gregucci.
Abituati magari anche a perdere in maniera beffarda, ma a gustarsi il calcio champagne del boemo, i tifosi leccesi non hanno gradito l'esibizione noiosa e a tratti davvero incolore offerta oggi da Ledesma e compagni, pur di fronte ad un avversario diretto nella lotta salvezza e per giunta ridotto in dieci sin dalle ultime battute del primo tempo per l'espulsione di Tosto.
Per gran parte del primo tempo il Lecce ha tentato invano di trovare varchi nell'ordinata retroguardia avversaria che si è difesa senza affanni. Coppola, infatti, si è limitato all'ordinaria amministrazione, compresa una respinta su tiro dalla distanza di Pinardi. Nemmeno l'ingresso in campo, nella ripresa, di Vucinic ha creato particolari problemi all'estremo difensore dei marchigiani.
Stessa sorte per il collega giallorosso Sicignano, anche se l'Ascoli, godendo di qualche spazio in più, in qualche occasione ha dato l'impressione di poter far male in contropiede. Ma non ha osato più di tanto. Sbagliando, perchè l'undici di Gregucci nelle rare occasioni in cui è stato chiamato a difendersi non è parso affatto sicuro.
La conferma è giunta proprio nelle battute finali della gara quando finalmente è arrivata qualche emozione al pubblico del Via del Mare, ma per merito degli ospiti che con Ferrante, al 38', ha fallito una occasione facile facile per fare gol. A nulla sono valsi i tentativi di Gregucci che più volte ha modificato le posizioni dei suoi, ma senza risultato.
Per il Lecce, a tratti anche ordinato nella manovra, ma sempre sterile, c'è stato infatti solo qualche sporadico tentativo dalla distanza da parte di Cassetti, Cozzolino e Vucinic (traversa su punizione in fase di recupero). Per il resto solo tanta noia, fischi e cori di contestazione. Applausi solo per Zeman che evidentemente riesce a far notizia anche quando non c'è.

«Ci stiamo abituando al nuovo modulo. Per passare dal 4-3-3 al 4-4-2 abbiamo bisogno di un po' di tempo». E' questo il commento a caldo dell'attaccante del Lecce, Mirko Vucinic, al termine del deludente pareggio casalingo contro l'Ascoli, arrivato nonostante una superiorità numerica di quasi un'ora. «I tifosi ci contestano, è chiaro che non ci fa piacere - ha aggiunto Vucinic -. Però abbiamo il dovere di guardare avanti per conquistare il prima possibile la salvezza. Il mio futuro? Fino a giugno rimango qui, poi si vedrà».

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