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Olimpiadi di Londra Samele: «Esserci è già una favola»

FOGGIA - L’orgoglio di far parte della formazione azzurra e la fierezza di essere il primo schermidore foggiano a partecipare alle Olimpiadi (in passato ci erano riusciti solo gli arbitri Tommaso Dentico, Lucio Virgilio e Marco Siesto). L’avventura londinese di Luigi Samele comincia all’insegna di questi due forti sentimenti. L’atleta delle Fiamme Gialle, il 3 agosto, parteciperà alla prova a squadre di sciabola maschile e cercherà di portare la nazionale sul gradino più alto del podio, insieme ad Aldo Montano, Lugi Tarantino e Diego Occhiuzzi
Olimpiadi di Londra Samele: «Esserci è già una favola»
FOGGIA - L’orgoglio di far parte della formazione azzurra e la fierezza di essere il primo schermidore foggiano a partecipare alle Olimpiadi (in passato ci erano riusciti solo gli arbitri Tommaso Dentico, Lucio Virgilio e Marco Siesto). L’avventura londinese di Luigi Samele comincia all’insegna di questi due forti sentimenti.

L’atleta delle Fiamme Gialle, il 3 agosto, parteciperà alla prova a squadre di sciabola maschile e cercherà di portare la nazionale sul gradino più alto del podio, insieme ad Aldo Montano, Lugi Tarantino e Diego Occhiuzzi. Un inizio di stagione in salita, poi le brillanti prestazioni agli Assoluti di Bologna e agli Europei di Legnano, che hanno convinto il commissario tecnico Giovanni Sirovich, un mese fa, a convocarlo. «Esserci è già una favola per me - dice lo sciabolatore dauno, classe ’87 (festeggerà il compleanno il 25 luglio) -. Ora tutto ciò che verrà sarà guadagnato. Darò il meglio di me per farmi valere». Nel ‘94 il primo approccio con lo sport nobile per antonomasia. Gli anni di formazione al Club scherma Foggia, sotto la guida del tecnico Vincenzo Acquaviva. Poi un anno sabbatico.

«Mi ero un po’ stufato della scherma, così mi fermai e provai altri sport, come il basket e il calcio ma poi tornai al primo amore e non me ne sono pentito. La scherma mi ha insegnato a confrontarmi con le altre culture e a coltivare valori come la correttezza, il rispetto delle regole e dell’avversario». Seguirono il passaggio al Circolo schermistico dauno, altro sodalizio di grande tradizione della città, e i primi successi. Nel 2005 il trasferimento al gruppo sportivo della Guardia di finanza. La sua carriera, in cui tante pagine sono ancora da scrivere, è già costellata di numerosi risultati di prestigio: volendo citarne alcuni, l’oro ai campionati del mondo cadetti a Plvodiv (Bulgaria), nel 2004, l’oro individuale e a squadre agli Europei giovani di Tapolca (Ungheria) del 2005; due anni fa, l’oro individuale ai campionati italiani under 23, e, con la nazionale, l’oro a squadre agli Europei di Lipsia, in Germania e l’argento ai campionati del mondo in Francia, a Parigi. A Londra faranno il tifo per lui la sua famiglia e la sua ragazza, Alessandra Lucchino, anche lei sciabolatrice della nazionale.

«Spero di far felici tutti quelli che mi sosterranno. Devo a tante persone queste Olimpiadi ma mi piace citare Rino Tibollo (ex presidente del Circolo dauno, scomparso nel 2006). A lui mi legano tanti ricordi. Mi volle un gran bene e fu la prima persona ad organizzarmi una festa dopo una vittoria. Da lassù mi darà la serenità e il coraggio per vivere al meglio quest’esperienza».

Raffaele Fiorella

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